I miti nordici


Nella prima sezione del “Canto di Gylfi” sono presentate le diverse divinità.

Nel Pantheon nordico convivono le due famiglie divine dei VANIR (Vani) e degli ÆSIR (Asi). I Vani precedono in ordine cronologico gli Asi, ma a un certo punto i confini tra le due dinastie divine si perdono e finiscono per confluire tutti in un unico regno divino.

L’etimologia del nome Æsir risale forse alla parola “Áss” che significa asticella di legno. L’assimilazione tra il legno e la divinità è dovuta al collegamento con le iscrizioni runiche su legno e al loro presunto potere magico.

L’anteriorità del culto dei Vani a quello degli Asi è dimostrabile con il fatto che il dio più importante della famiglia Vani si chiama YNG o FREYR, affiancato dalla controparte femminile, la sorella FREYA. Entrambi rappresentano le divinità della fertilità e il loro simbolo è un cinghiale dalle setole d’oro, un animale considerato veramente sacro. Poiché sappiamo che il culto primitivo della DEA MADRE o della DEA TERRA non appartiene alla tradizione indoeuropea, si fa’ risalire il primordiale culto del dio della fertilità Freyr alla pratica del SEIĐR, un rito orgiastico e depravato a cui erano devoti in modo particolare gli svedesi.

I protagonisti divini citati da Snorri Sturlasson nell’Edda appartengono per il 90% al gruppo postumo degli Asi. Tra questi, Odino, il padre degli déi, detto anche “il malfattore”.

ODINO racchiude in sé le caratteristiche del dio della guerra, colui che incita alla faida, ma nega il suo appoggio agli eroi a lui devoti i quali cadono in guerra per essere accolti nel regno dell’eternità dei guerrieri, il VALHALLA. Odino è anche mago, indovino e sapiente.

Opposto a Odino e molto più popolare è THOR, il dio della forza, il protettore degli uomini e il distributore dell’abbondanza e della fertilità rappresentata dalla sua unica arma, il martello Mjøllnir (elemento di evidente simbologia fallica).

Una figura emblematica è quella di TYR che il poeta Tacito identificò con il nome di Thivas, collegandolo al dio greco Zeus, antico dio del cielo. E forse è ciò che doveva rappresentare realmente TYR prima di essere soppiantato da Odino e, per certi aspetti, da Thor. Tyr fu così relegato al margine del Pantheon nordico. Il suo unico compito, attribuitogli nell’EDDA di Snorri, è quello giuridico e di difensore degli dèi per i quali sacrifica una mano con lo scopo di catturare il lupo Fenrir e impedirgli di compiere il misfatto alla fine dei tempi. Infatti, la concezione mitologica nordica prevede la fine del mondo (il RAGNAROK), dopo la quale rinascerà il mondo per mano di un uomo, ASK, e di una donna, EMBLA.

 

Tra le principali divinità femminili si ricordano SIF, la moglie dai capelli d’oro di THOR, e FREYA, la dea della bellezza, continuamente insidiata dai giganti – popolo di mostri mitologici il cui unico scopo è quello di impadronirsi di Åsgaard, la dimora degli Asi.

Un essere mitologico assolutamente inqualificabile è LOKI, mezzo dèmone, mezzo dio, mezzo gigante. Opportunista per eccellenza, a volte sostiene gli dèi, a volte li ostacola fino a desiderarne la distruzione e sarà, infatti, Loki a scatenare una serie di eventi drammatici che condurranno alla fine del mondo.

Nell’Edda di Snorri mancano episodi che i filologi hanno ricostruito attraverso altri testi e documenti. Uno di questi episodi è, per esempio, quello sul recupero della caldaia contenente la bevanda degli dèi, che Snorri cita semplicemente a margine di un racconto di Thor impegnato nella pesca del serpente del mondo (altro mito antico che compare rappresentato in incisioni su pietra e ricami su tela).

Sui canti eroici, dunque, le notizie di Snorri sono “inferiori” ai miti sia per quantità che per qualità della narrazione. Snorri, inoltre, narra episodi in cui compaiono Sigurdr e Attila facendo confluire due diverse tradizioni seppur coeve.

Anche i canti di invocazione e gli incantesimi sono pochi e risalenti a epoche tarde rispetto a quelle narrate. Queste mancanze nell’Edda di Snorri sono, tuttavia, giustificabili con il fatto che l’autore intendeva scrivere un trattato poetico di stilistica e non un vero e proprio trattato mitologico.

4 thoughts on “I miti nordici

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