I riti funebri


I riti funebri erano sostanzialmente di due tipi: inumazione e rogo.

Esempio di tumuloL’inumazione era una comune sepoltura con le armi e i beni del defunto. La seconda pratica era la cremazione del corpo riposto su una nave e lasciata bruciare alla deriva. La coesistenza di queste due pratiche funerarie non ha ancora una spiegazione definitiva e plausibile.

La scelta di quale rito funebre ottemperare può essere spiegata dalla differenza dei ceti, ma è presto per parlare di coscienza di classe nell’Islanda pre-medievale; poteva consistere in una differenza di mestieri, a seconda di chi lavorava a terra (come i contadini e gli artigiani) e chi andava per mare (come i commercianti e i mercenari).  Ma questo non spiegherebbe il ritrovamento archeologico di tumuli in cui sono stati rinvenuti corpi di marinai sepolti con le loro navi o la cui tomba ricorda la forma di una nave. Un’ulteriore e attendibile spiegazione potrebbe essere legata al ciclo delle stagioni, per cui si concepiva una sola modalità funeraria e vale a dire la sepoltura del morto con i suoi averi. Questa, però, poteva essere praticata solo nel periodo estivo o durante il disgelo; mentre la cremazione veniva praticata durante la rigida stagione invernale, quando uno spesso manto di neve copriva la terra, rendendo più difficile la normale sepoltura. In Danimarca, ad Ålborg, si trova il cimitero di Lindholm, il più grande cimitero vichingo, in cui si trovano tumulazioni a forma di barca.

L’ipotesi del rito funebre secondo le stagioni fornirebbe una spiegazione plausibile ai ritrovamenti archeologici, ma ci metterebbe di fronte all’evidenza di aver perso una enorme quantità di materiale di indagine che avrebbe potuto rivelare molte più cose sulla società vichinga; poiché gli inverni erano e sono lunghi rispetto alla bella stagione e il tasso di mortalità era alto, nulla ci vieta di pensare che è stato bruciato molto più di quanto è stato sepolto.

I vichinghi, dunque, credevano nell’aldilà e venivano tumulati con le rispettive proprietà. Solitamente, i capi di un villaggio, di una fattoria o di una famiglia potente venivano “seguiti” dalle mogli o dalle loro schiave preferite. Spesso, erano le schiave che per liberarsi dal giogo dell’umiliazione e della servitù, si candidavano al sacrificio, preferendo sopra ogni cosa la morte. È il caso di dire… fedeli fino alla morte.

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