La battaglia di Maldon (991)


Maldon era una località dell’Anglia orientale a sud di Rochester, nei pressi del fiume Breadwater. Poco distante dalla costa si trova un’isola sulla quale si stanziarono i vichinghi per sferrare il loro attacco. L’isola era collegata alla terraferma tramite un ponte percorribile solo durante la bassa marea.

Tecnicamente i vichinghi erano favoriti numericamente e protetti dalla difesa naturale dell’alta marea; ma allo stesso tempo erano sfavoriti dal momento che sarebbero potuti rimanere intrappolati sul ponte proprio sul rialzarsi della marea e senza poter far ritorno al proprio accampamento.

Ma la fortuna e l’astuzia giocarono a favore dei vichinghi, poiché lo scontro fu vinto da loro.

La sconfitta inglese fu decretata anche da una mal riposta fiducia e un eccesso di generosità e orgoglio da parte del nobile condottiero inglese Byrthnod, al servizio di re Æþelræd il dissennato o lo sconsiderato (il re inglese era, infatti, noto per la sua superficialità e incoscienza, per questo fu soprannominato Unrædy, che non significa incerto, indeciso, bensì sventato, folle, incosciente).

Il motivo dello scontro è il rifiuto da parte degli inglesi di pagare un tributo ai vichinghi in cambio della libertà e della vita: “Se non volete essere sterminati, pagateci in oro”.

Dopo un’ultima opportunità offerta dai vichinghi per evitare la guerra, gli inglesi ostentano un ulteriore rifiuto. Ha inizio la battaglia.

Approfittando della bassa marea, i soldati vichinghi si avviano, ma avvertono subito la scomodità e l’incertezza della propria posizione e quindi decidono di giocare di astuzia: il capo vichingo fa appello alla nobiltà d’arme del condottiero inglese e chiede a Byrthnod di poter superare il ponte senza essere attaccati al fine di potersi confrontare alla pari una volta giunti dall’altra parte. Per un eccesso di orgoglio e di lealtà al codice militare, Byrthnod accetta, decretando così la propria sconfitta. I vichinghi giungono numerosi e ben armati.

Le notizie su Byrthnod sono sufficienti grazie anche ad altri manoscritti che parlano di lui raffigurandolo come un benefattore. Inoltre, è conservato ancora oggi un arazzo lavorato dalla stessa moglie di Byrthnod, Ælfflæd, che riporta le gesta più eroiche del condottiero, tra le quali la sua morte nella battaglia di Maldon.

Purtroppo il manoscritto originale sul resoconto della battaglia ci è giunto incompleto ed è frutto di una ricostruzione. Infatti, nel 1731 un incendio distrusse la prestigiosa collezione della biblioteca di Sir Robert Cotton; tra i manoscritti recuperati solo in parte vi era appunto quello sulla battaglia di Maldon. Qualche tempo dopo e in sede separata fu rinvenuta una copia manoscritta – postuma alla data della battaglia – trascritta da un certo Ælfinstan. Già nel 1726 – prima dell’incendio – il filologo Hearn ne pubblicò un’edizione piena di errori e pertanto ritenuta inaffidabile. La maggior parte degli errori erano di stampa. Tuttavia grazie al confronto tra la versione di Hearn “La copia di Ælfinstan” e il frammento recuperato di Sir Cotton è stato possibile ricostruire verosimilmente il documento.

2 thoughts on “La battaglia di Maldon (991)

  1. agnepivia scrive:

    il fiume si chiamava Blackwater, o sbaglio?

  2. norlit scrive:

    Ciao, scusa se rispondo solo ora… sono valide entrambe le diciture in base alle fonti; originariamente il fiume si chiamava “Pante” (alcuni riportano “Panta”).

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