Fruholmen


Fruholmen

Fruholmen (Finnmark)

Ancor più enigmatico è l’origine di Fruholmen quale luogo di reclusione, un isolotto deserto a nord ovest di Ingøy nel Finnmark, probabilmente il faro più a nord del mondo.

Il nome deriva forse dalla deformazione di Froholmen o Frodaholmen, dove Froda significa “schiuma del mare”. L’etimologia popolare fa’ risalire il nome dell’isolotto al termine “Frue”, signora, donna, riferendosi con questo a una delle sue ospiti più misteriose: una nobile donna danese, di identità ignota, che cadde in disgrazia alla corte di Copenaghen e che fu esiliata lassù e dove morì. Ci troviamo nel ‘600, ai tempi della riunificazione del Regno di Danimarca a quello di Norvegia.

Si racconta che un giorno, fu condotta sull’isola di Ingøy e in gran segreto una misteriosa donna straniera, scortata da molti soldati su una nave da guerra; subito dopo e in gran fretta, costruirono una casa su un isolotto al largo e la condussero laggiù. La casa fu “arredata” con tutti gli agi del tempo e le fu affiancata una domestica; le fu concessa la libertà di muoversi ovunque fuori dalla casa e sull’isola. Ma non poteva affatto lasciare l’isola. Chi era la donna misteriosa? E perché ha meritato una pena così severa ? Nessuno lo sa. Quando usciva fuori di casa, indossava sempre un velo che le copriva il volto. Ogni estate giungeva una nave straniera per scaricare viveri e tutto ciò di cui aveva bisogno, affinché potesse condurre il tenore di vita alla quale era abituata.

La “Signora di Fruholmen” fu presto amata dal resto della popolazione. Era una donna gentile e generosa, aiutava sempre i pescatori con consigli e aiuto materiale. Ma gli anni trascorsero senza che lei ottenesse mai la libertà. Le fu concessa solo la grazia di lasciare l’isola per recarsi alle funzioni liturgiche nei giorni di festa, nella chiesa di Ingøy.

Il giorno di Natale del 1686, durante uno dei suoi spostamenti per recarsi a messa, la sua imbarcazione fu colta da un furioso temporale, la barca si spezzò e tutti coloro che erano a bordo morirono annegati. L’unica cosa che si “salvò” fu un cestino di fichi che l’ormai settantenne signora stava recando in dono al parroco. Il cestino galleggiò e fluttuò per ore prima di arrivare a riva: il luogo dove “approdò” il cesto si chiama ancora oggi Fikenskjær, l’arcipelago dei fichi. E li sul fondo del mare giace il corpo della sconosciuta Signora.

Quando fu costruito il faro di Fruholmen nel 1866, furono rinvenuti durante gli scavi i resti di un mulino, una serie di porcellane raffinate e di gusto femminile, numerosi oggetti femminili quali articoli per toeletta, pettini, pantofole pregiate, vasi di pregevole fattura e altri articoli estranei alla cultura e alla tradizione degli abitanti del Finnmark. Ma del presunto tesoro della Signora non vi era traccia.

La storia della Signora di Fruholmen fu egregiamente narrata nei suoi appunti di viaggio “Immagini dalla Terra del Sole di Mezzanotte” (1884) dalla scrittrice Magdalene Thoresen, la suocera di Henrik Ibsen.

Kirsten Munk

Kirsten Munk (6 Luglio 1598-19 Aprile 1658) con 4 dei suoi 12 figli

Chi era dunque la Signora di Fruholmen?

Molte speculazioni, ma nessuna risposta certa. Era una delle amanti di re Cristiano IV, condotta in isolamento da lui in persona? Oppure era la sua seconda moglie, Kirsten Munk, figlia dell’ufficiale di polizia Ludvig Munk di Trøndelag ? Ma di lei si sa che fu allontanata dalla corte nel 1629 e che morì in tutt’altro posto. Forse, si trattava di Anna Rhodius, moglie di Ambrosius Rhodius, professore di latino a Oslo. Nel 1662, sia lei che il marito furono condannati all’esilio nel Finnmark per aver criticato pubblicamente l’operato di alcuni potenti cittadini. Ma entrambi furono graziati 5 anni dopo.

Anna Rhodius

Anna Rhodius, la misteriosa donna imprigionata a Fruholmen

Ancora oggi, se chiedi ai pescatori del Finnmark perché l’isolotto di Fruholmen si chiama così, ti rispondono che lì fu deportata molti secoli fa una donna sconosciuta, che visse e morì in esilio senza che nessuno riuscisse a scoprirne l’identità.

E per quel che si sa, ancora non vi sono gli elementi per intuirlo.

One thought on “Fruholmen

  1. Renata scrive:

    ciao, mi presento sono Renata, il mio profilo lo puoi pescare da splinder. Stavo cercando una poesia di un scrittore nordico, penso norvegese, che ho letto in inglese negli anni ’70 ed ho perso. Dato che all’epoca la mia conoscenza della lingua era scarsa, la traduzione non mi soddisfaceva.. cercando in internet ho trovato il tuo sito. Abbiamo lo stesso template ! e mi sono detta di primo acchino, oibò io non ho postato questo articolo ho messo invece la poesia “onda” di Jan Erik Vold.. mi è piaciuta subito.

    Tornando alla mia ricerca, il nome del poeta non lo ricordo, mi sembra fosse Bjørnstjerne Martinus Bjørnson, ma più probabile fosse Sigbjørn Obstfelder

    diceva pressapoco queste parole..

    la mia anima spaura al pensiero che tutta la nostra civiltà possa perire, ma che foreste vergini che nessun uomo ha mai piantato rimarranno nel tempo… parla delle sensazioni che questo gli dà…

    purtroppo il ricordo è vago ed approssimativo per il tempo passato.. chissà se con questi pochi elementi puoi individuarla??

    Ti ringrazio per l’attenzione, visiterò con calma il tuo sito, che mi sembra originale e brillante!
    ciao Renata

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