La falsa Margrethe


300 anni prima della morte di Johanne Jensdatter, nel 1301, un’altra donna fu bruciata viva a Nordnes, Bergen. Il suo nome era Margrete, o meglio, ella stessa dichiarò di essere Margrete Eiriksdatter, niente meno che la figlia del re Eirik Magnusson, deceduto da pochi anni (1268 – 1299), figlio di Magnus Lagabøte e della principessa danese Ingeborg. Quando re Magnus morì nel 1280, Eirik salì al trono: aveva solo 12 anni e il regno fu governato per un po’ di tempo da un consiglio di reggenti, guidati dall’arcivescovo Jon Raude. Quando Eirik prese pieni poteri fu soprannominato “l’ammazzapreti”. Eirik si sposò giovane con una principessa scozzese di nome Margrete, la loro unica figlia, anch’essa di nome Margrete, fu dichiarata nel 1289 Regina di Scozia, ma morì durante il viaggio di insediamento verso la Scozia l’anno seguente (1290)… a soli 7 anni. In quanto eredità della figlia, Eirik pretese dagli scozzesi il trono per sé o per lo meno un valido sostituto, ma non ottenne nulla.

 

Su questo background storico, compare inspiegabilmente a Bergen – dieci anni dopo – una donna straniera proveniente da Lubecca (Germania), dichiarandosi come Margrete Eiriksdatter, figlia del re Eirik e legittima erede al trono di Norvegia…nonché di Scozia. Margrete accusò Ingebjørg Erlingsdatter – sorella del conte Alv Erlingssøn – di averla venduta, in complicità con altri nobili, in terra straniera. La bambina ritrovata morta non era la principessa, bensì un’altra persona che avevano ucciso e fatto passare per lei. La giovane donna disse anche che la nave fu presa dai pirati che la condussero in Germania.

Le Autorità non credettero ad una sola delle sue parole e condannarono a morte la “falsa Margrete” per aver cercato con l’inganno di appropriarsi del trono. L’anno seguente, lei e il marito furono giustiziati: Margrete alla morte sul rogo e il marito alla decapitazione.

A questo punto della storia accade il fatto incredibile. A un anno di distanza dalla morte della misteriosa donna che si dichiarava Regina, la gente comune cominciò a parlare di “martirio” e il luogo dell’esecuzione divenne meta di pellegrinaggi ! Questo fatto lo sappiamo grazie al ritrovamento da parte degli studiosi di una lettera sorprendente nel Diplomatarium Norvegicum e redatta il 2 febbraio 1320 dal vescovo Audfinn. In essa il vescovo si dichiara sconcertato dal fatto che la gente faccia tanto rumore per una donna che era stata condannata a morte anni prima, una mentitrice che diceva di essere la figlia di Eirik, re di Norvegia, giustiziata a Nordnes. Il vescovo ribadisce che l’inganno della donna era stato scoperto e che si trattava di una falsa Margrete, poiché : « … è contro la verità di Dio che lei fosse la figlia di re Eirik e della Principessa Margrete di Scozia, infatti la donna aveva 20 anni in più rispetto al momento in cui il re sposò Margrete. Il re aveva solo 13 anni e non poteva essere padre di una donna così adulta, come quella che si è presentata. Inoltre, il re Eirik non ha avuto altri figli all’infuori di quella deceduta al largo delle isole Orcadi ». In altre parole, la vera figlia di Eirik, nel 1300 doveva avere 17 anni, mentre quella che si presentò dichiarandosi tale era evidentemente più grande (27 anni, forse) e sposata.

La bolla del vescovo Audfinn scatenò una violenta lotta interna al clero, con dibattiti, bandi, divieti di ogni sorta, ma nonostante ciò, il vescovo di Bergen non riuscì a fermare il culto della “Falsa Margrete”. Già pochi anni dopo la sua morte, fu costruita una cappella nei pressi di Nordnes, che rimase fino all’introduzione della Riforma Luterana e che diede rinnovato slancio al culto di Margrete, sebbene apertamente riconosciuto come un falso culto. La Chiesa di Santa Margherita (Sankta Margrete) fu l’unico esempio nella storia della Chiesa, di un luogo di culto nato con queste origini oscure e controverse.

Tuttora rimane il dubbio che la versione ufficiale della storia sulla “Falsa Margrete” non dica tutta la verità.

Alle Isole Færøer, sopravvivono tre versioni medievali sulla storia di Margrete e in tutte e tre le versioni, la donna risulta vittima di un grande complotto politico, una cospirazione messa in atto da Ingebjørg e Eydun, insieme al potente Audun Hugleiksson Hestakorn (1240 – 1302). Costoro vendono la giovane principessa a un mercante proveniente dalla “Terra Blu” (Africa), uccidono una schiava e fanno credere al re Eirik che si tratta di sua figlia, giurando il falso. Il Re ordina una sepoltura regale, al rito partecipa l’assassino Eydun, che porta persino il feretro.

Un giorno la vera Margrete vede in un sogno premonitore la morte di suo padre, prende una nave e decide di andare in Norvegia. Giunta in patria, si presenta dallo zio, re Håkon V Magnusson, a Bergen. Ma la sua stessa madre, pagata da Ingebjørg, nega di riconoscere la figlia legittima, la quale viene condannata al rogo a Nordnes e giustiziata il giorno dopo. Il malvagio Eydun, in persona, la lancia sul fuoco. Prima di morire, chiede a re Håkon, suo zio, di far erigere una Chiesa sul luogo del rogo e maledice la perfida Ingebjørg.

Questo è quel che narra la leggenda. Nella versione documentata dei fatti, risulta che durante il passaggio del trono dopo la morte di Eirik, nel 1299, il consigliere Audun fu condannato a morte per tradimento e fu impiccato a Nordnes, nel 1302, un anno dopo l’esecuzione della “Falsa Margrete”. Cosa ci sia dietro, resta un enigma. La storia dice che fu accusato di aver violentato la promessa sposa del Re di Norvegia durante il viaggio dall’Inghilterra alla Norvegia e che prima di ciò… si era schierato a favore di quella donna, Margrete, che si dichiarava legittima erede al trono, sostenendola nella lotta per dimostrare la sua identità. La storia di Audun quale uomo politico di rango, membro del consiglio reale, cancelliere, consigliere giuridico e “ministro degli esteri” norvegese è nota sui libri di storia, ma la sua vita si interseca con quella di una misteriosa figlia del re o della sua sosia. Era veramente colei che diceva di essere? Molti ritengono di sì. La chiesa in legno costruita sul promontorio è stata per oltre 200 anni la testimonianza del suo presunto martirio.

Non esistono prove evidenti che la chiesa sia “illegale” e consacrata in memoria di una “Falsa Margrete”. Può essere stata costruita a memoria delle due vere Margrete: madre e figlia ? e profanata dal culto popolare di una “falsa Margrete” ? Tutto è possibile in questa storia ingarbugliata.

 

Oggi, l’antica Nordnes è una “terra incognito” per la maggior parte dei norvegesi. Vi sono bellissimi parchi e sentieri … sono scomparsi i segni degli antichi patiboli, né roghi per bruciare le streghe, né uccelli del malaugurio portatori di morte e sciagure; scomparsa per sempre anche la piccola “chiesa della martire” che ha suscitato così tanto scalpore e ottenuto una così cattiva fama.

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