La Scandinavia…ieri e oggi


Nella Scandinavia di oggi, molte tradizioni popolari sono state perse per via dell’estremo grado di “civilizzazione” scientifico-tecnologica raggiunta. Tuttavia in molte zone dell’entroterra, la gente custodisce lo spirito, l’identità e la personalità del popolo nordico.

Dopotutto, nel secolo scorso la Scandinavia era un paese ancora arretrato e culturalmente superstizioso. Numerose erano le difficoltà climatiche, politiche ed economiche dovute alla controversa convivenza tra i tre paesi che la costituiscono: Norvegia, Svezia e Danimarca (si ricorda che l’Islanda pur dipendente dal governo norvegese, ha sempre goduto di autonomia politica e amministrativa favorito dall’isolamento geografico; mentre la Finlandia, appartiene geograficamente alla penisola scandinava, ma culturalmente e linguisticamente appartiene al ceppo ugro-finnico).

La Danimarca, essendo la più “continentale” ha da sempre subìto maggiormente l’influenza dei vicini paesi europei, mentre Svezia e Norvegia hanno a lungo lottato per la sopravvivenza in un clima ostile e un terreno poco coltivabile. Inoltre, fino al 1905, la Norvegia era sotto il Regno della Svezia. La separazione è avvenuta in modo incruento, senza guerre e nel rispetto dei termini dell’accordo. Non è dunque sorprendente notare l’ “orgoglio scandinavo”, la cosiddetta “scandinavità”, la fermezza e il riserbo che caratterizzano gli svedesi e i norvegesi, un riserbo che non è mai sfociato in un nazionalismo dissennato e nella cupa, fredda e immotivata indifferenza verso le altre civiltà. Gli scandinavi hanno il più alto indice di rispetto delle etnie e il più alto grado di accoglienza proprio perché sanno… cosa vuol dire l’isolamento.

Custodiscono con cura ciò che sono riusciti a conquistare nel secolo del progresso e ripristinano con metodica oculatezza il patrimonio culturale che hanno, invece, perso nel corso dei secoli. La tradizione è sempre stata prevalentemente orale e la società era composta quasi esclusivamente da commercianti, ecclesiastici, soldati e fattori, vale a dire contadini padroni e coltivatori della propria terra, né latifondisti né feudatari.

La rivoluzione culturale scandinava ha inizio nella seconda metà dell’800, dopo che i fratelli Grimm (tedeschi) ebbero vinto la loro battaglia per il ripristino delle tradizioni popolari attraverso la mitologia fiabesca. Nella prefazione alla loro raccolta di fiabe, i fratelli Grimm classificano per la prima volta i generi letterari della tradizione orale popolare: leggenda, fiaba, mito, memorat e kronikat.

In Norvegia, gli autori della raccolta di fiabe e tradizioni popolari furono Per Christian Asbjørsen e Jørgen Moe.

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