Lupi mannari e uomini orso


La tradizione dell’uomo orso non è molto popolare nell’Europa occidentale, dove, invece, si avverte più vicina la realtà del lupo. Le storie relative agli uomini orso sono, in realtà, squisitamente lapponi.

L’orso, così come il lupo, era considerato il simbolo della forza e del dominio territoriale. Per questo motivo gli sciamani indossano la pelle d’orso e per copricapo la testa dell’orso durante i loro riti: ne invocano lo spirito per ricevere la forza di compiere guarigioni o mettersi in contatto con i morti.

Inoltre, i temutissimi Berserkir – i soldati scelti in prima linea, vichinghi invasati che conquistarono mezza Europa – indossavano pelle e testa d’orso per incutere ancor più terrore e ingigantire la loro già notevole altezza.

Più ricca e variegata è la tradizione dei “varulvene” o lupi mannari. Si dice che se una donna incinta avesse attraversato nuda la placenta di una puledra, avrebbe partorito senza dolore, ma se le fosse nato un maschio, sarebbe diventato un lupo mannaro e se fosse nata una femmina sarebbe diventata una mara. Fino alla fine del secolo XVIII si andava a caccia di queste donne che pur di non soffrire durante il parto, avrebbero fatto nascere un mostro. Ed è forse per questa ragione che i lupi mannari non aggrediscono mai le donne gravide e i neonati.

Dalla condizione di varulv si può guarire e a questo proposito si narra una storia:

C’era una volta un sarto che fu per lungo tempo un lupo mannaro e faceva spesso strage di bestiame, ma un giorno guarì e si sposò. Tornando a casa con un amico, avvertono l’ululato dei lupi. L’amico del varulv si chiese che cosa avessero tanto da ululare e il varulv gli rispose che avrebbe fatto meglio a portare nella stalla la sua puledra perché i lupi quella notte l’avrebbero sbranata. L’amico si prese gioco di lui e lasciò la puledra libera nel cortile.

Il giorno dopo, l’uomo trovò al posto della puledra nient’altro che brandelli di carne: quella notte erano venuti i lupi

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