Il tragico amore di Hagbar e Signe di Urnes


Urnes nei pressi di Sogn è uno dei luoghi norvegesi che è stato teatro di una delle storie d’amore più tragiche: la storia di Hagbard (o Habor) e Signe (o Signy). Se ne hanno traccia dai tempi dell’emigrazione in Islanda, dove si cita Engeløy di Steigen quale residenza del re Sigarr, padre di Signe che risiedeva nei suoi alloggi privati, chiamati oggi Hagbardholm.

La tradizione a questo punto si confonde: vi sono resoconti che riferiscono che re Sigar, padre di Signe, si trovava a Sigervoll di Lista, mentre gli alloggi privati di Signe si trovavano a Farrisvannet (documento del 1743); ma nel 1584, il vescovo Jens Nillssøn individuò un Haubortzholm (Hagbarholm) nei pressi di Fredrikstad.

Il racconto, in realtà, è molto più antico e risale ai tempi dei vichinghi (900 circa), se ne trovano traccia anche nella Heimskringla, nell’Edda di Snorri e nella poesia scaldica.

Il manoscritto più antico risale al 1200 ca, in forma di ballata riferita dalla storico danese Saxo Grammaticus. Questo è ciò che avvenne secondo le antiche fonti medievali danesi:

« Re Sigar aveva una figlia di nome Signe e molti figli maschi. Due di loro divennero vichinghi, ma entrambi furono uccisi in battaglia per mano della spada vendicatrice di Hagbard, il figlio del capo, il quale aveva perso uno dei suoi fratelli per colpa dei figli di Sigar. Ma a causa di questa faida, Hagbard non poté più andare a trovare liberamente la sua fidanzata Signe – niente meno la sorella dei vichinghi uccisi da Hagbard. Quindi, decise di vestirsi da donna e andare a corte, dove finse di essere una giovane vergine in fuga dall’esercito di Håmund. Gli fu perciò offerta ospitalità nel gineceo; le fanciulle che stavano lavando i suoi piedi, si chiesero come mai quei piedi fossero così forti e …maschili. Lui rispose di aver attraversato a piedi scalzi boschi e spiagge, che aveva dovuto usare la spada per difendersi e che il suo seno era costretto in una armatura. Le ragazze vollero che lui dormisse con loro, ma lui rispose che non avrebbe mai diviso il suo letto con delle schiave. Signe, che era presente, lo riconobbe e ordinò di far dormire la giovane straniera con lei. Rimasti soli i due si amarono. Hagbard raccontò di aver ucciso i figli del re, e che ora giaceva con lei a rischio e pericolo della sua stessa vita. Ma lei lo rassicurò, dicendo che non lo avrebbe mai tradito e che piuttosto sarebbe morta insieme a lui. Quella notte stessa, una delle ragazze al servizio di Signe, andò a raccontare al re Sigar che un uomo si trovava nel gineceo e giaceva con sua figlia. Quella notte, l’esercito fece irruzione nelle stanze private di Signe, molti vi trovarono la morte, ma alla fine riuscirono a catturare Hagbard, lo legarono e lo condannarono all’impiccagione. Quando lo portarono al patibolo, Hagbard volle provare l’amore e la fedeltà di Signe: come ultimo desiderio prima di morire espresse che “impiccassero” prima il suo mantello, e così fecero. Quando Signe e le altre ragazze videro, in lontananza, il mantello di Hagbard pendere dal patibolo, credettero che fosse il corpo di Hagbard impiccato. Folle di dolore e disperazione, Signe non esitò ad appiccare il fuoco alle sue stanze chiudendovi al suo interno anche le ragazze, compresa la traditrice: Signe e le sue damigelle morirono bruciate vive. Quando Hagbard vide le fiamme avvolgere e annientare gli alloggi di Signe, ordinò ai boia di portare a termine il compito e impiccarlo, perché ora nessuno, nemmeno la morte, avrebbe potuto separare i due amanti ».

 

Questa è la fonte danese. La versione norvegese degli “amanti di Urnes” conta almeno tre varianti, in una manca il motivo dei vichinghi e in un’altra manca il motivo della vendetta. La versione norvegese più antica si trova nella raccolta di leggende di Faye del 1833/1843. In essa, Habor (Hagbard) è il figlio del re di Årdal a Sogn, mentre Signe è la figlia del re Ragnvald di Urnes. A Urnes vi era la dimora di Signe, ai margini di una spianata in collina, ancora oggi chiamata la spianata di Signe o Møysalen. Il motivo di scontro era dovuto a Ragnvald, il padre di Signe, che non voleva saperne della relazione tra i due e che minacciò Habor più volte. I due amanti si incontravano segretamente a casa di Signe. Lui viveva di giorno nei boschi, dove si nascondeva, il suo rifugio era presso una grossa pietra, che Habor utilizzò anche per forgiare la sua potente spada; tuttora il luogo è chiamato Haborvardene. La notte, travestito da donna, andava a trovare Signe. La serva che fece la spia lo riconobbe dalla voce e andò a riferirlo al re, il quale oltraggiato e amareggiato riunì i suoi uomini e andò a catturare Habor. Colto in flagrante, Habor fu catturato e condannato all’impiccagione. Quando Signe vide pendere il corpo del suo amato, diede fuoco alla sua dimora e morì bruciata viva.

Oggi a Urnes, si trovano due enormi tumuli funebri che portano rispettivamente il nome di Signe e Habor. Sul luogo dove, pare, si trovasse la dimora di Signe, cresce ora un boschetto di ciliegi selvatici. Nella cattedrale di Urnes a lungo si conservò un arazzo che si diceva fosse stato tessuto da Signe: è un arazzo piuttosto grezzo e comune, ma i viaggiatori in visita alla chiesa presero a strapparne dei pezzetti come talismano e souvenir, per cui oggi ne è rimasto solo un piccolo pezzo conservato al Museo di Bergen. Nella chiesa sono rimasti, però, i ritratti di Habor e Signe, ma secondo il folklorista Faye, probabilmente non sono altro che i ritratti di due antichi santi.

Il tema degli amanti che soffrono e muoiono per via del loro amore è alla base anche di un motivo sia religioso che morale con un grande effetto di risonanza e divulgazione: in fondo, il “martirio di Signe” non è molto lontano da quello delle vergini sante immolate in nome di Cristo e dimostra anche il fatto che le “reliquie” della tradizione popolare locale siano sopravvissute in qualche modo per così tanto tempo, fino a oggi.

 

Tratto da “Mystiske steder” di Ørnulf Hodne, professore di folklore e tradizioni popolari norvegesi dell’Università di Oslo.

One thought on “Il tragico amore di Hagbar e Signe di Urnes

  1. Carlo scrive:

    WoW! Incredibile,
    ho studiato all’accademia di belle arti e mi sono appassionato spontaneamente e autonomamente al mondo dei vichinghi; ho visitato la Scandinavia, e da anni intaglio il legno attingendo principalmente allo stile di URNES.
    Tuttora pratico questa disciplina per passione, vendo il mio operato divulgando così gli stili vichinghi; ma questa storia norvegese mi mancava proprio!!

    GRAZIE PER QUESTA NOTIZIA!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...