La notte degli spettri nel monastero di Halsnøy


Il monastero di Halsnøy è uno dei primi monasteri costruiti in Norvegia

Il monastero agostiniano di Halsnøy nella regione del Sunnhordland è stato costruito per volere dello Jarl Erling Skakke a seguito di una promessa fatta alla Chiesa per l’incoronazione del figlio Magnus nel 1164. Dopo la Riforma, il luogo fu trasformato in una mansione per re e molti notabili e dignitari ne divennero i feudatari. Nel 1760, il feudo fu acquistato da Andreas Juul. I suoi eredi fecero costruire nel 1841 una dependance vicino al monastero, ma oggi non vi sono che i resti in pietra del complesso. Uno dei primi paesaggisti norvegesi, Elias Fiigenskoug, ritrasse nel 1665 il maniero con le rovine del monastero sullo sfondo.

Dettaglio cartina, Regione SunnhordlandAnche se il monastero era noto per essere un rispettabile luogo di cura e di scienza medica, oltre che di cultura nella regione del Vestland, non fu risparmiato da scandali e misfatti che si consumarono al suo interno. Nel 1311, le cronache locali riportano le vicende di 4 monaci di Halsnøy, considerati dei veri e propri banditi. Il monastero dovette sostenere un processo al Capitolo di Stavanger per una questione di furto di salmoni a Ryfylke. Si narra anche di aggressioni dei monaci verso i contadini locali e anche in questo caso vi fu un processo a danno del monastero in cui si accusarono i monaci di aggressione a un contadino e stupro dell’anziana moglie. Tutti questi fatti si svolsero durante la reggenza dell’abate Eirik, la sua amministrazione fu terribile e depravata: lui fu il primo abate a rompere le regole secondo cui gli abati dovevano risiedere nel monastero e dormire nel dormitorio come tutti gli altri monaci; fu accusato di essere stato visto nottetempo uscire dal monastero e soggiornare in locande di malaffare. Vennero fuori i lati oscuri della vita monastica.

Ma cosa avvenne veramente in quel periodo? Quali crimini furono realmente commessi? Quale orrendo crimine si consumò tra le mura del monastero? Numerose sono le leggende sui monaci di Halsnøy e sulla loro …irrequieta presenza.

Persino i visitatori e gli ospiti più rispettabili sono stati sconvolti e terrorizzati dai monaci. Uno di loro è il commesso viaggiatore Nils Lamberg che pubblicamente rivelò la sua terribile esperienza riportata nel quotidiano di Sogn il 19 novembre 1935.

In uno dei suoi viaggi nella regione, giunse una tarda sera d’autunno di due anni prima nel maniero vicino al monastero e chiese di essere ospitato[1]. Fu ben accolto, ma il padrone di casa mostrava una certa reticenza nell’offrirgli la stanza degli ospiti al primo piano: erano trascorsi 4 anni dall’ultima volta che qualcuno aveva “osato” soggiornarvi. Si diceva che un monaco spietatamente assassinato infestava tutte le notti la stanza, rendendo impossibile dormire. Ma il commesso viaggiatore non si lasciò intimorire da queste storielle. Dopo aver visitato le rovine del monastero e aver ascoltato altre storie sconvolgenti sui monaci di Halsnøy, andò a dormire nella stanza incriminata, spense la luce e tirò le coperte ben sopra la testa. Erano le undici della notte. Ma la stanchezza non riuscì ad avere la meglio su di lui: eccitato dai racconti che aveva appena udito rimase sveglio ad ascoltare rumori sospetti nella stanza illuminata da una pallida luna piena. Al piano inferiore, l’orologio a muro suonò la mezz’ora, senza che nulla fosse accaduto. Poi, sentì un fruscio e un colpo nel salone adiacente, dei rumori strani come il lamento di un gatto. All’improvviso accadde qualcosa da far rizzare i capelli sulla testa: « Vidi chiaramente alla luce del corridoio che filtrava sotto la porta un’ombra passare fuori dalla porta. Udii come se qualcuno stesse cercando di forzare la serratura, poi un rumore provenire dall’armadio nell’angolo della stanza. Rimasi a lungo a sentire sussurri e colpi, mentre il miagolio scemava. Stavo sul punto di alzarmi in fretta e andare ad accendere la luce, ma era come se fossi paralizzato. Non riuscivo a muovermi. Vidi un individuo vestito da monaco apparire dal nulla davanti al letto: all’inizio sembrava solo un’ombra grigiastra, poi prese forma, piedi, braccia, testa. Era il diavolo in abiti monacali. Mi fissava con odio, i suoi occhi erano iracondi e cattivi. Il sorriso sulle labbra era diabolico. E comunque finché rimaneva fermo lì, riuscivo a sopportarlo, ma appena accennò a muoversi, il terrore mi travolse. Cercai di urlare per chiedere aiuto, ma la voce non usciva » Poi, fu come se una forza sovrannaturale lo avesse spinto ad agire: il commesso viaggiatore con un urlo lacerante balzò giù dal letto e corse ad accendere la luce, nello stesso istante in cui l’orologio batteva la mezzanotte. La visione scomparve, ma nella stanza rimase il penetrante odore dei cadaveri e l’anta dell’armadio nell’angolo era aperta. Ma anche la porta della stanza si spalancò: il commesso raccolse la sua roba – vestiti, scarpe, calzini, valigia – e corse giù per le scale e andò a rifugiarsi nel salone. Si addormentò sul divano, dove fu svegliato il giorno dopo dalla padrona di casa.

Planimetria del monastero di Halsnøy secondo Hans Emil Lidén

 

Tratto da “Mystiske steder” di Ørnulf Hodne, professore di folklore e tradizioni popolari norvegesi dell’Università di Oslo.


[1]Fino a una trentina di anni fa, quando il turismo non era di massa, nelle regioni centro-settentrionali della Norvegia e nelle piccole località era piuttosto difficile trovare delle locande o degli ostelli per alloggiare, quindi si chiedeva l’ospitalità presso i privati. È notoria la disponibilità e l’ospitale cortesia dei popoli scandinavi. Ancora oggi nella Norvegia settentrionale e in Islanda è possibile chiedere ospitalità nelle fattorie dei privati, in mancanza di alloggi diversi.

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