Amanti magici


Erano soprattutto i garzoni e le domestiche che trascorrevano le sere fuori al pascolo, o nei rifugi di montagna o nelle riserve di caccia dei padroni o nelle legnaie e falegnamerie o chiunque avesse accesso a questi luoghi a incontrare frequentemente gli esseri ultraterreni. Le hulder erano esseri magici molto più belli/e della gente comune e le donne avevano capelli lunghi e biondi, un sorriso attraente, abiti lussuosi ed erano brave a suonare, cantare e incantare. Il loro bestiame era più bello e più sano di quello degli esseri umani, dimostrando così di non offrire solo la loro bellezza, ma molto di più. Ma a vederli di spalle, rivelavano la loro natura ultraterrena e chiunque sapeva che bisognava prendere le giuste precauzioni.

Si racconta di un uomo di nome Ola Fossli, il quale non credeva all’esistenza degli esseri sovrannaturali e cose del genere. Ma un giorno accadde di incontrare ai confini del bosco una giovane donna, bella nel suo abito verde e il fazzoletto di seta in testa. Un paio di forbici splendenti pendeva dalla cintura. Ola non aveva mai visto una ragazza così bella. La ragazza lo sbirciò, gli fece una moina e cominciò il suo canto incantatore:

Oh se vuoi avermi

Vieni a prendermi

Aslaug mi chiamo

E figlia unica sono.

Le ricchezze conservo in scrigni e casse.

Capre e mucche possiedo

Tanti quanti gli uccelli in cielo.

Il mio povero babbo è anziano,

e mia mamma è da tempo morta.

Vivo a Haugbol

Nell’estremo nord 

Ola si spaventò e si fece il Segno della Croce e la huldra scomparve all’istante. Ma una voce di uomo vegliardo, lontana, lontana, si alzò tra le valli: 

Maledetto tu sia ragazzo

ché la mia bella Aslaug hai negato,

che il dolore ti affligga,

e che il letame sia il tuo cibo,

che tu muoia di fame

anche con abbondanza di vacche

fino a quando avrai

voce per implorare

Da quel giorno, Ola non se la passò affatto bene e ci volle molto tempo prima che trovasse una donna da sposare. E anche allora andò come predetto: non ci fu mai accordo tra lui e la moglie, erano proprio come cane e gatto.

In questo racconto del Rindalen si fa’ riferimento ad una maledizione lanciata dal padre della hulder perché il ragazzo ha rifiutato sua figlia. In una variante raccolta a Rogaland, si narra che sia stata l’huldra stessa a lanciargli la maledizione nei termini seguenti:

Perché mi dileggi e rinneghi

Ché nessuna donna dinanzi a te si pieghi!

One thought on “Amanti magici

  1. Lyskamm scrive:

    Vatti a fidare delle belle donne!
    Ahahahahah!
    Alfredo

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