Evocazioni attraverso le scarpe


Nella tradizione popolare norvegese utilizzare le proprie scarpe come mezzo per evocare il proprio amante è un’ “arte magica” molto frequente – insolita per noi – e dalle mille versioni diverse. La più ricorrente è quella di mettere le proprie scarpe di legno (gli zoccoli) in mezzo all’aia o sulla porta del fienile la vigilia di Natale e correre scalzi intorno al perimetro esterno della casa per tre volte. Alla fine dell’ultimo giro, la persona evocata l’avreste trovata ad aspettarvi indossando i vostri zoccoli. Se una persona era destinata a morir zitella o scapolo, non avrebbe trovato nessuno ad aspettarla, oppure – secondo la versione che si narra a Ulvik – avrebbe trovato uno sconosciuto con in mano una zappa o una pala.

Sempre a Ulvik si specifica che se la persona che appare dimostra un’espressione compiaciuta, l’anno nuovo che giunge porterà gioia e serenità; se compare un “hovudlausing” (lett. “un senza testa”) qualcuno della casa sarebbe presto morto.

Un uomo di Bøherad, ha ritrovato le sue scarpe intrise di sangue: è stato ucciso poco dopo. Una ragazza di Hardanger ha visto nelle sue scarpe un mezzo uomo: aveva solo il busto e dalla cintura in giù non c’era nulla. La ragazza si è spaventata a morte e subito dopo quella figura inquietante è scomparsa con tutte le scarpe in direzione di Ullensvang, così si dice.

Un ragazzo di Eidfjord disse un giorno alla madre, la Vigilia di Natale: “Ora esco e vado a vedere con chi mi sposerò”. Mise, così, le proprie scarpe sulla soglia della porta con le punte rivolte verso l’esterno, poi corse tre volte in senso orario e tre volte in senso anti-orario intorno alla casa. Quando rientrò, la madre gli chiese come fosse andata: “Non è andata tanto male” rispose il ragazzo “però nelle mie scarpe ho trovato solo una piccola stracciona mendicante”. La piccola mendicante si chiamava Torbjørg, e quando crebbe divenne la sua seconda moglie.

Perché utilizzare le scarpe come strumento di magia? Gli indumenti e soprattutto le scarpe erano dei beni molto preziosi, lasciarli incustoditi significava dare a chiunque l’occasione di appropriarsene e non sempre si facevano dei buoni incontri quando si cercava di riappropriarsene. In fondo, a pensarci bene, ancora oggi e nella nostra società, una delle prime cose che barboni e mendicanti cercano di sottrarsi a vicenda o di recuperare tra i rifiuti sono proprio le scarpe.

3 thoughts on “Evocazioni attraverso le scarpe

  1. Louiseb scrive:

    Se non ho né l’aia e né il fienile… non scoprirò mai con chi mi sposerò?

    Dovrò avviarmi ciecamente verso il mio destino?
    Rosalba

  2. Alfredo scrive:

    Hai proprio ragione,le scarpe sono le scarpe!
    Io non posso fare questo esperimento perchè abito in un palazzo attaccato ad altri palazzi.
    Per fare un giro dovrei percorrere circa 1,5 Km (ho misurato ieri la distanza), al terzo giro morirei e non potrò sposare più nessuno.
    Ma bisogna farlo per forza nella propria casa?
    Va bene, grazie, come sempre, per le tue leggende, ti saluto.
    Ciao ciao.

  3. Zeropercento scrive:

    Sono storie sempre molto suggestive, le tue.
    Poi mi incuriosisce questo fatto che in ogni rito c’è sempre un’incognita sul risultato. Puoi trovare l’amore della tua vita ma anche un’incubo spaventoso e la morte.
    Bello.

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