Evocazioni e superstizioni


Si dice che chi ha l’opportunità di preparare la sala per i festeggiamenti di Natale, ha fatto la scelta del proprio destino. Chi, in questo periodo, evoca una persona non potrà né pentirsi né tirarsi indietro quando la persona evocata comparirà in carne e ossa, sia essa una persona amata e attraente oppure no.

A Sjåk si racconta di una certa Live Uppigard. La vigilia di Natale, Live digiunò ma preparò i calici per il brindisi attraverso i quali vedere il suo destino. A mezzanotte entrò un giovane uomo e andò a bere la birra da uno dei boccali di Live. Lei ne rimase colpita, poiché il giovane uomo indossava la divisa militare e questa era una cosa rara da vedersi. Più tardi quella stessa notte di vigilia, lo rivide in chiesa ed ebbe modo di capire chi fosse il misterioso uomo in divisa: si trattava del proprietario della fattoria Hårsheim, il “il bis, bis-nonno di quel Lars che è oggi proprietario di Hårsheim e quella coppia è proprio Live e Lars della notte di Natale e a loro andò bene perché vissero felici”.

Ma non tutti possono dirsi contenti quando vedono materializzarsi la persona evocata. A nord della tenuta di Larsgard, a Hovet, viveva un ragazzo che si chiamava Daniel e che si era messo in testa di preparare il banchetto di Natale. Il primo anno si mise a capo tavola e sul tavolo davanti a sé preparò tre calici per il brindisi e nei quali scrutare il suo futuro. Subito dopo essersi seduto a tavola, le pareti di fronte a lui cominciarono a creparsi e l’intonaco si staccò sopra il caminetto. Ma Daniel fece finta di nulla. Subito dopo comparve una ragazza che lui conosceva, era Synnøv Norolshaugen. Ma non era lei quella che lui desiderava.

L’anno successivo, si ripropose nuovamente di allestire il banchetto e aspettare di vederne comparire un’altra. Ma ancora una volta arrivò Synnøv Norolshaugen. Quando gli chiesero se vedeva qualcuno, rispose: “Vedo quella sudicia della Norolshaug!”

Per la terza volta, si predispose all’evocazione e si preparò legandosi in vita un coltello ben affilato e che avrebbe scagliato contro Synnøv se fosse comparsa per la terza volta. Ma lei non arrivò; al suo posto comparve una mucca trotterellante che aveva la pelle solo sulla testa e intorno agli zoccoli, il resto del corpo era scuoiato. Da allora Daniel non osò più fare evocazioni durante la vigilia di Natale.

Ebbene!, Daniel Larsgard si sposò con Synnøv Norolshaugen e vissero insieme felici. Vissero tutta la vita a Nord Hoved. Synnøv è deceduta circa 40-50 anni fa. È stato lo stesso Daniel a raccontare a Tor Villand la storia del loro incontro, ma ha anche raccontato che quando Synnøv comparve la prima volta dinanzi a lui quella prima sera della Vigilia di Natale, lei aveva degli splendidi capelli biondi, lucidi e appena lavati, sciolti sulle spalle, infatti se li era appena asciutti quando ha sentito il richiamo di Daniel, spingendola ad uscire di casa.

Quando si dice… “chi disprezza, compra!”

In queste cronache, ritorna il concetto di HUG, spirito, mente, pensiero dalla forza evocativa capace di attirare telepaticamente oggetti e persone (vedi sez. “Il popolo invisibile”)

Attenti a quello che pensate e all’intensità con cui lo fate…! 

One thought on “Evocazioni e superstizioni

  1. Alfredo scrive:

    Ci devo provare, quest’anno allestirò io la sala da pranzo (mia madre mi caccerà a calci) e penserò intensamente alla persona che mi interessa (ancora so chi è).
    Forse non accadrà nulla ma, penso che mi divertirò.
    Ciao ciao.

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