Formule magiche e riti


Una formula pratica da usare per bloccare subito qualsiasi tipo di emorragia è: Fermati sangue, fermati sangue, come il fiume Giordano durante il battesimo di Gesù. Da ripetere tre volte.

È evidente che il rito deriva dalla tradizione apocrifa dei vangeli secondo la quale, durante il battesimo di Gesù, il corso del Giordano si sia completamente arrestato.

Contro il morso dei serpenti vi sono diverse soluzioni: sputare su di una mano, mettere lo sputo sul punto in cui si è stati morsi e aspettare che tutto il veleno sia andato via (…se non siete già morti) oppure lavare il morso del serpente con la propria urina (…se non vi scappa siete fregati).

Contro le storte: un ragazzo norvegese racconta di essersi trovato solo in un bosco e di essersi slogato un ginocchio; un uomo che passò di lì e si rivelò essere un guaritore gli porse il suo aiuto: prese due rami di ginepro, li posò sul ginocchio a mo’ di croce e poi disse al ragazzo di chiedergli che cosa stesse facendo lì (era un modo questo per rendere il rito più efficace) e così il ragazzo rispose. L’uomo disse, infine: “Batto la storta dal ginocchio fuori dal corpo e dentro al bosco!” Era luogo comune credere che per portare via il male dal corpo delle persone bastava riversarlo su corpi inanimati.

Contro il congelamento: la pratica più diffusa è stata raccolta in Svezia ed è tra le formule più comuni che si ritrovano spesso nella letteratura a carattere magico-sciamanico. Si tratta di scrivere su pezzi di carta la seguente serie di parole: ula marnis, ula maris, ula mars, ula mar, ula ma, e così via fino all’ultima vocale e poi far ingoiare questi pezzetti di carta all’assiderato affinché si riscaldasse.

Contro gli incendi: molto efficace sembra l’uso del ferro di cavallo. Se trovate un ferro di cavallo con sei chiodi non storti, portatelo sempre con voi, potreste riuscire a bloccare anche un incendio nel bosco (chiamare il 1515 è meglio, però). E questo è quello che è successo ad un contadino svedese: un uomo decise di seminare segale nel suo terreno, ma per concimarlo dovette provocare un incendio. Mentre il campo bruciava, l’uomo perse il controllo del fuoco e spaventato si rifugiò in casa, cominciando a mettere al sicuro i mobili e tutto il salvabile perché sapeva che il fuoco avrebbe investito la casa. La moglie, Stine, si arrabbiò molto con il marito per la sua disattenzione e per il panico dal quale si era lasciato prendere. La donna, allora, prese una fune, la legò ad un ferro di cavallo e disse al marito di prendere fune e ferro e di camminare dinanzi a lei. E così fecero: l’uomo avanti e la donna che seguiva. Circoscrissero il terreno intorno alla casa e dove era passata la donna il fuoco non avanzò.

Semplice, no?

Un caso di derattizzazione: si narra che un villaggio norvegese fosse infestato dai topi e che la gente disperata decise di rivolgersi ad un finlandese – poiché i finlandesi erano pratici di arte magica. Il finlandese accettò la proposta: si sedette presso la riva di un fiume e cominciò a mormorare qualcosa. Dopo un po’ di tempo, un’enorme massa di topi si riversò spontaneamente nel fiume. La gente del luogo non credendo possibile che fosse merito del finlandese, presero un topo e lo nascosero sotto un macigno, poi si recarono dal finlandese e gli chiesero se tutti i topi se ne fossero andati, ma il finlandese rispose di no: “Non tutti i topi se ne sono andati, ne manca ancora uno” e dopo poco si sentì un boato: il topo si era liberato dal masso e si dirigeva al fiume per morire.

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