I racconti sul diavolo


Le leggende sul maligno sono molte e risalgono tutte all’era cristiana, quando la lotta tra il bene e il male fu identificata nello scontro di due entità personificate e ben delineate: il diavolo da una parte e il Signore dall’altra. Per entrambi vi sono dei rappresentanti sulla terra, i ministri dell’una e dell’altra parte. Sono esistiti ed esistono realmente personaggi che, invece, non si schierano né da una parte né dall’altra, ma che agiscono servendosi ora dell’uno e ora dell’altro, come per esempio l’islandese Seimunđr il Dotto (1056-1106), le cui arti magiche bianche e nere furono apprese dal diavolo in persona, ma usate spesso contro di lui. Le vicende di Seimunđr sono narrate in “Racconti magici islandesi”.

Il “libro nero”, il cui autore fu identificato in Cipriano (III sec. d.C.), è il punto di riferimento per ogni magia.

In realtà, i “maghi” non erano altro che uomini di scienza, intellettuali, gli stessi uomini della Chiesa, persone erudite, dotti capaci di interpretare le Sacre Scritture e riconoscere il maligno.

Uomini del genere ne sono esistiti anche in Svezia e in Norvegia: un po’ “maghi” lo erano, ma le loro menti superiori ed istruite li rendevano agli occhi della povera gente, delle persone straordinarie e potenti, in grado di comunicare con le Alte Sfere, e che sapevano fare molte cose. Il divario tra i ceti e tra le possibilità di accesso all’istruzione sono paragonabili a… un incontro tra un etnologo moderno e una tribù sconosciuta in un’isola del Pacifico; è sufficiente un oggetto di uso comune (uno specchio o un pettine o un rasoio da barba) per rendere un uomo moderno una divinità – o un alieno – agli occhi di chi quegli oggetti non li ha mai visti. Eppur si parla di individui contemporanei e adulti.

Petter DassTra i più illustri personaggi scandinavi si ricorda Petter Dass (1647 – 1707), il più noto ministro della Chiesa norvegese, affascinante retorico, ma soprattutto scrittore (tra le sue opere la più famosa è Nordlands Trumpet –  Le Trombe del nord). Ma la gente, a volte, lo ricorda come un abile mago, possessore del Libro nero. Le storie e gli aneddoti che lo vedono protagonista sono numerosi, una di queste riguarda la curiosità e l’incredulità di un vescovo danese:

Il vescovo di Copenaghen venne a sapere della fama e delle arti magiche di un certo norvegese di nome Peter Dass, il quale sapeva fare delle prediche molto belle e affascinanti. Il vescovo decise così di spedirgli un invito per la predica della messa di mezzanotte di Natale; ma fece in modo che lo potesse ricevere un giorno prima della data prestabilita per la messa: sapeva bene che un giorno non bastava per raggiungere la Danimarca e se Peter Dass si fosse presentato all’appuntamento, significava che era proprio un mago, ed anche molto potente.

Fu così che Dass ricevette l’invito per partecipare alla messa di Natale nella cattedrale di Copenaghen con un solo giorno di anticipo. Dass non si perse d’animo e disse alla moglie: « Preparami le valigie, moglie. Questa sera farò la mia omelia a Copenaghen » « Tsé, Peter!, tu partirai questa sera, come io avrò le doglie ». Naturalmente la donna si stava prendendo gioco di lui, ma Peter Dass insistette: « Preparami le valigie ed esci da questa stanza! » Appena la moglie uscì, Peter bussò tre colpi sul tavolo ed apparve un individuo scuro:

« Cosa comanda? »

« Con quale velocità puoi portarmi in Danimarca? » e l’uomo scuro rispose:

« Con la velocità di un uccello migratore »

« Troppo lento. Va via! », sbottò Peter e la figura si dissolse. Batté ancora sul tavolo e comparve un altro uomo scuro:

« Cosa comanda? »

« Con quale velocità puoi portarmi in Danimarca? »

« Con la velocità del vento » E Peter spazientito rispose:

« Troppo lento. Va via! » e la figura sparì. Peter cercò maggior concentrazione e bussò ancora sul tavolo e comparve un terzo uomo nero che disse:

« Cosa comanda? »

« Con quale velocità puoi trasportarmi in Danimarca? », e l’uomo nero:

« Con la velocità del pensiero »

« Bene. Allora portami subito a Copenaghen! »

L’uomo nero lo prese di peso sulle sue spalle e partì. Attraversarono boschi, monti, fiumi, laghi e mari con velocità incredibile, ma si sa che il diavolo non è molto disposto a servire, ma piuttosto ad essere servito e appena iniziato il viaggio sentì già il peso e la fatica del suo compito, così cominciò a parlare e distrarre Petter Dass cercando di fargli pronunciare il nome di Gesù, così lui, il diavolo, si sarebbe dissolto nel nulla e avrebbe lasciato cadere Dass nel vuoto. « Cosa dirai alla predica? », chiese ma Petter Dass li conosceva bene i trucchi del maligno e così cercò di non pronunciare mai né il nome di Gesù, né un’imprecazione: « Sei lento, non perderti in chiacchiere e va più veloce! ». E andò avanti così finché non giunsero a destinazione, dove Dass licenziò l’uomo nero.

Giunto in Chiesa, Petter Das si diresse al pulpito per vedere se era stato preparato il Testo delle Letture, ma non trovò nulla e ne fu rammaricato, sperava che i suoi dubbi fossero infondati, infatti aveva sempre sospettato che il vescovo volesse metterlo alla prova. Grande fu, invece, la meraviglia del vescovo in persona quando si trovò di fronte Petter Dass.

Quella sera Petter Dass improvvisò una delle sue prediche più belle, se ne parlò per generazioni e se ne parla ancora; dopotutto quel viaggio servì a garantire la sua fama in tutta la Scandinavia.

I testi delle prediche di Dass sono stati trascritti e sono stati rinvenuti anche manoscritti autografi. Una delle prediche più belle è effettivamente stata scritta per una celebrazione di Natale a Copenaghen.

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