La campana e le tre gocce di sangue


C’era in Svezia una chiesa senza campanile e senza campana. Quando il parroco decise per la costruzione di un campanile, commissionò ad un maestro orafo la costruzione di una campana. Il maestro accettò e si mise al lavoro aiutato da un solo operaio. Poco prima che il lavoro fosse finito, il maestro orafo fu chiamato in una località vicina per un’altra commissione. Accettò l’invito e lasciò al suo unico operaio il compito di terminare la campana. L’operaio solitario fece di tutto per costruire una campana fuori dal comune, bella e dal suono limpido, tanto che la ricamò e ci mise un batacchio d’oro. Quando l’opera fu completa, occorreva provare il suono e appena il batacchio fu liberato e batté contro la parete interna della campana, si produsse un suono forte, chiaro e potente…ma sulla parete esterna della campana comparvero tre gocce di sangue. L’operaio sconvolto pensò: “Questo è un brutto annuncio di morte. Tre persone dovranno soffrire a causa di questa campana”.

La bella campana fu issata e quando la domenica scampanellò, il suo suono era talmente forte che lo si poteva sentire nella città vicina dove lavorava il maestro il quale, incuriosito, volle tornare in paese per verificare se quella fosse la sua campana terminata dall’operaio e quale non fu la sua sorpresa quando notò che quella campana non era come l’aveva immaginata, bensì di gran lunga superiore – nella fattezza e nel suono – di qualsiasi campana mai costruita! L’allievo aveva superato il maestro e questo lo colmava di invidia.

Quando l’operaio raccontò al maestro la strana comparsa delle tre gocce di sangue e della sua interpretazione, il maestro colto da rabbia diede sfogo all’invidia e uccise l’operaio. La sua rabbia non si fermò lì e nel tentativo di rovinare la bella campana, questa si staccò cadendo addosso al maestro invidioso uccidendolo sotto il suo peso.

Ma la storia termina qui non rivelandoci chi fu la terza goccia di sangue, ovvero, la terza vittima della bella campana.

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