Lapidi “sinistre”


Cumuli di pietre, cataste di legno, croci sono tutti segni visibili del fatto che nelle vicinanze c’è un luogo di sepoltura e compaiono nel bel mezzo di un sentiero o di un campo o lungo i margini della strada. Sono anche luoghi di culto per coloro che cercano sostegno e buona sorte da parte degli spiriti prima di accingersi a un viaggio o una passeggiata in montagna…

Vicino a Dyrskar sul monte Haukeli, si trova un’enorme masso piatto sul quale i passanti gettano una pietra sulla strada per Røldal: se la pietra rimane sul cumulo, allora è un buon segno, vuol dire che l’offerta è stata accettata.

Quello che spesso si dimentica è che il luogo dove sorgono questi cumuli spesso è stato teatro di eventi cruenti, incidenti o omicidi. I corpi erano spesso sepolti proprio sul luogo del misfatto e il gesto di lanciare una pietra o un bastone di legno sulla tomba improvvisata serviva ad ammansire e “legare” lo spirito del dannato a quel posto. Molte di queste cataste, dunque, hanno origine in fatti storici terribili, superstizioni popolari e pratiche rituali. Questi cumuli non sono solamente luoghi circondati da un’aura di mistero, ma sono anche luoghi molto pericolosi se non ci si attiene alla consuetudine …

Sul quotidiano Dagsavis di Cristiania (il vecchio nome di Oslo) del 13 luglio 1899, si riporta il racconto di un uomo che si dice sorpreso del fatto che:

«… esistano ancora tracce di superstizione antica poco lontano dalla capitale. In un alpeggio ho incontrato una mungitrice di 80 anni che mi ha raccontato della presenza di due cataste di legno nei pressi del lago Ølja. Molti e molti anni fa, furono trovati i corpi di due svedesi che si erano persi nel bosco ed erano morti di fame e sfinimento. Da allora, i passanti hanno sempre lanciato un pezzo di legno sul cumulo: un uomo che non aveva badato all’usanza, quello stesso giorno si tagliò un piede con un’ascia mentre stava tagliando la legna per il camino.

Due cataste simili si trovano anche sulla strada tra Sognvann e Maridalvann, lungo un piccolo sentiero che va da Gaarden Taasen a Pladsen Lokkebjerget, non lontano da Maridalhammeren. Qui si trova una targa in legno che riporta la seguente iscrizione: “260 anni fa, durante il Regno di Cristiano IV, una ragazza uccise il proprio bambino e fu impiccata”. Sul luogo si  trovano due cataste – una piccola e una grande – e ancora oggi si trovano pezzi di legno freschi e recentemente riposti a dimostrazione del fatto che la gente del luogo conosce e pratica la tradizione di lanciare un sasso o un legnetto, passando di lì ».

Dunque, Cristiano IV fu re del Regno dano-norvegese dal 1588 al 1648. Stando all’iscrizione i tempi coincidono (si fa riferimento a un fatto accaduto nel 1539, infatti), ma la targa è più recente rispetto ai fatti ricordati, forse risale al 1898. Intorno al 1940, la targa riportava una scritta scolorita, quasi illeggibile, in antichi caratteri gotici e con una ortografia che mischiava la lingua danese a quella norvegese. Il suo aspetto e le parole iscritte suonavano lugubri e sinistre. Anche l’aspetto dei “cumuli” è cambiato nel tempo: nelle vecchie foto si notano due cataste alte e più o meno simili; nelle foto più recenti somigliano pressappoco a delle semplici cataste di legno, mucchi disordinati quasi impercettibili nel paesaggio al di sotto dei quali non c’è alcuna tomba, ma solo pietra dura e roccia: la storia è una macabra fantasia ?

Perché sottolineare e ricordare nel tempo – fin quasi ai nostri giorni – l’omicidio di un bambino da parte di sua madre ? i registri e gli archivi dei tribunali norvegesi sono pieni di fatti simili: ragazze e donne condannate a morte per aver ucciso i propri figli, soprattutto neonati. Perché la gente ha desiderato ricordare proprio questo tipo di crimine, tra i mille perpetrati negli stessi paraggi ?

Forse il moderno viaggiatore può dinanzi a questi segnali soffermarsi a riflettere su un passato violento, verosimilmente non molto diverso dall’attuale e sbirciare attraverso lo spiraglio della porta aperta della Storia cercando di intravedere il disegno del… destino ?

 

Tratto da “Mystiske steder” di Ørnulf Hodne, professore di folklore e tradizioni popolari norvegesi dell’Università di Oslo

One thought on “Lapidi “sinistre”

  1. Rosemary3 scrive:

    Brano davvero interessante…
    Rosemary

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