Le discipline e i metodi di indagine


La lingua germanica nord europea è imparentata con l’indoeuropeo. Purtroppo, mentre il latino è storicamente attestato, l’indoeuropeo è una lingua ricostruita – si potrebbe dire – a tavolino, poiché non è mai esistita nel senso di testimonianza storico-letteraria. Con il metodo comparatistico si è riusciti a postulare una parentela genetica tra le lingue germaniche in modo piuttosto credibile.

Una disciplina nell’ambito della linguistica indoeuropista è quella delle antichità indoeuropee, che si interessa anche di archeologia, antropologia ed etnologia. Le ricerche in questo ambito hanno individuato in un sito della Russia nelle steppe meridionali, il primo insediamento indoeuropeo. Ma non sono stati ancora rinvenuti testi o ritrovamenti archeologici.

Un altro metodo di indagine è quello lessicalistico, vale a dire che sulla base di un lessema si potrebbe arrivare alla radice di un termine o al termine stesso. Per esempio *Rēğ = Re. Il limite del lessicalismo è che seppur si riesce a dedurre il denotato, non si riesce a dedurre la denotazione, il suo significato o comunque il valore del concetto racchiuso nel termine. Quindi, se per la radice *Rēğ si può ipotizzare il significato di “re”, non si può dedurre quale fosse il concetto di regalità per i popoli indoeuropei e proto-germanici. Un ulteriore limite di questo metodo – tuttavia molto valido – è che se non si riesce a ricostruire un termine, non si potrà mai sapere se quel termine fosse comunque presente nella comunità linguistica: per esempio, se non si trova il termine che indicava il “leone” non si può essere sicuri se i leoni popolassero o meno un dato territorio. Questo è ciò che viene denominato come l’ “argomento del faggio”: esiste un lessema indoeuropeo che inizialmente si riteneva indicasse un albero in senso generico; in seguito lo si identificò con l’albero del faggio, ma ulteriori ricerche rivelarono che il termine aveva un’alta frequenza anche in altre lingue che si svilupparono in luoghi geografici in cui il faggio non esisteva perché non aveva le condizioni ideali per crescervi. Il metodo lessicalistico, dunque, non garantisce certezze su cui poter valutare l’esistenza di determinati concetti in una determinata cultura.

Il metodo testuale compara i dati culturali dei testi scritti in epoca antica, senza ricorrere necessariamente all’identità lessicale. In Islanda, per esempio, il termine per indicare lo straniero era “lupo blu”, nelle tribù germaniche lo straniero era chiamato “lupo” e in vedico (lingua indiana) lo straniero con intenzioni ostili è chiamato “lupo”. Da questo confronto si deduce che nelle culture di matrice comune indoeuropea, la definizione di straniero ostile o sconosciuto è “lupo”, il nome di un animale ostile, appunto. Questo metodo, tuttavia, non fornisce un dato linguistico, ma solo culturale e su questo dato culturale si possono avviare altre deduzioni e speculazioni. Si può, per esempio, intuire perché lo straniero fosse definito lupo blu in Islanda: storicamente per gli irlandesi, il popolo britanno si identificava con l’invasore e da alcuni resoconti di Cesare e di Plinio veniamo a sapere che i germani, invece, durante le guerre o in particolari cerimonie, erano soliti tingersi di blu; da qui, possiamo dedurre il connubio dei due termini nell’islandese, dove lupo identifica lo straniero e blu identifica il carattere dell’ostilità[1].

Un posto di rilievo nel campo della metodologia spetta a George Du Mézil, germanista e filologo francese, ideatore dell’ideologia tripartita, secondo la quale una civiltà si sviluppa sempre in funzione delle attività sacre, militari ed economiche e sempre in questo ordine di successione. I suoi studi presero in considerazione aspetti della civiltà romana, vale a dire il primo grande sistema politico della storia. La successione storica al “trono” romano prima di Pompilio – il re pio delle grandi istituzioni religiose – , poi di Ottilio – il re guerriero che definì i confini del regno – e infine di Romolo – il re economo che diede modo di formare le basi economiche della gens romana – non poté che confermare la teoria di Du Mezil… e se questa funzionava per i romani, doveva essere una teoria valida anche per le altre civiltà.

Il sistema tripartito dell’evoluzione è solo una categoria interpretativa e anche soggetta a modifiche, ma essa aiuta a spiegare come gli stessi romani non trovarono difficoltà ad identificare e affiancare alcune divinità nordiche a quelle mediterranee (germ.: TYR – lat.: TIVAS = Marte; germ.: Vode – lat.: Odino = Giove), rivelando, così, almeno una parentela di tipo evolutivo.

 

[1] Sull’uso della tintura blu, si trova cenno anche nel capitolo 43 della “Germania” di Tacito.

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