Sparo al troll! – storiella svedese


Il colpo magico è una specie di fattura mortale che si manifesta materialmente sotto forma di insetto, nuvola, vapore o qualsiasi altra entità impalpabile, ma visibile. Appartiene alle pratiche di stregoneria.

Røy Hardin Karlsen - Tåkeferd (Viaggio nella nebbia). Carboncino

Un giovane marinaio, un giorno sostò in una cittadina svedese. Conobbe una ragazza e se ne innamorò, ma accadde che dovette partire. Il padre della ragazza che era un troll fece promettere al marinaio che allo scadere di un anno si sarebbe dovuto ripresentare per sposare sua figlia. L’anno passò, il marinaio capitò nuovamente in quella città, ma non aveva alcuna intenzione di sposare la ragazza, soprattutto se figlia di un troll. Il troll, venuto a conoscenza delle intenzioni del giovane, decide di mandargli un colpo magico. E così fece. I primi sintomi del malore sono nervosismo e poi sonnolenza. Ebbene, dopo un po’ di tempo, il giovane cominciò a dare vistosi segni di nervosismo e subito capì di essere stato soggetto a un colpo magico. Decise di recarsi da uno stregone che potesse liberarlo. Quest’uomo esaminò il suo caso, poi si procurò un barile, lo capovolse e disse al giovane di sedersi all’interno del barile e lo ammonì di non uscire finché non lo avesse chiamato. Sistemato così il marinaio, lo stregone versò due mestoli di acqua sul fondo rovesciato del barile, in modo che potesse formare uno specchio, poi prese un fucile, lo caricò e si posizionò davanti allo specchio d’acqua. In questo modo, con l’acqua che fungeva da sfera magica, l’uomo poteva vedere cosa stesse facendo il troll. Vide, così, che il troll si stava preparando per uscire e nel momento in cui il troll uscì di casa, l’uomo dal barile sparò un colpo in aria e poi uno all’immagine riflessa del troll. Poi chiamò il marinaio, confermandogli che poteva uscire. Quello stesso giorno, il marinaio seppe che era stato trovato un uomo morto sulle scale della propria casa. Quell’uomo era il troll.

Un altro caso di colpo magico è stato registrato in Islanda durante la peste del 1402-1406 (in “Racconti magici islandesi”). 

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