Dove vai Kilkrak? – una storia svedese


In un fattoria, una donna partorì un bel bimbo. Era buon auspicio – nell’impossibilità di battezzare subito il bambino – mettere un pezzo di acciaio nella culla del neonato. Ma quella volta si dimenticarono di farlo, così quando tutti si addormentarono e lasciarono la madre sola nella stanza del neonato, una donna bellissima riuscì a entrare indisturbata per effettuare lo scambio e poi svanì nel nulla. Passò del tempo e il bimbo non imparava ancora a parlare. La madre capì che si trattava di un bimbo scambiato e si recò da un saggio che le consigliò di portarlo in chiesa e farlo battezzare. Così fece; ma lungo la strada verso la chiesa si udì una voce che disse: “Dove vai, Kilkrak?” e il bimbo, che non aveva mai parlato, esclamò: “Vado a farmi battezzare!”. La donna ebbe la certezza che quello non era suo figlio, non lo portò in chiesa, ma tornarono a casa. La donna chiese consiglio ad una finlandese che le ordinò di far dormire il bimbo sul pavimento e di spazzare per tre giovedì consecutivi di notte; poi, raccogliere la spazzatura, portarla fuori in cortile e formare un cumulo sul quale riporre il bimbo-troll. Fu fatto così. Il giorno in cui misero il bimbo sul cumulo di polvere, comparve la donna bellissima che restituì il figlio alla legittima madre e poi, triste e indispettita disse: “Non ho mai trattato male tuo figlio come tu hai fatto con il mio!”

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