La strega bambina


Si diventa streghe dopo un periodo di tirocinio con il diavolo in persona; ma a volte, si diventa streghe geneticamente: figlie innocenti di streghe che a loro volta diventano streghe. Questo ne è un esempio.

Delle zingare, note per essere delle abili streghe, giunsero in una fattoria per chiedere ospitalità. Il padrone rifiuta seccamente e le streghe prendono i loro provvedimenti: tracciano un cerchio intorno alla fattoria e con arti magiche invocano i serpenti, che in un batter d’occhio, si materializzano e numerosi si avvicinano alla fattoria; poi le streghe intimano al padrone che se avesse accettato di ospitarle, avrebbero cacciato i serpenti. Il padrone non poté fare altro che accettare e le ospitò, ma prudentemente le fece tenere sotto controllo da un suo servitore. A mezzanotte, il servitore vide che una di loro si alzò e si recò in cantina dove invocò e materializzò un merlo nero. Dopo ciò, ritornò a letto. Il mattino seguente il padrone si accorse che mancavano delle cose dalla cantina e, saputo il racconto del servitore, non perse tempo: si recò dal più vicino ufficiale di giustizia per denunciare l’accaduto e fare arrestare le zingare-streghe. Così fu. Le donne furono catturate e condannate alla morte per dissanguamento! (Questa pena di morte era molto comune in tutta l’Europa ed è ampiamente documentata, ma non vi sono prove che fosse altrettanto comune in Scandinavia dove si preferiva il rogo o l’impiccagione).

Tutte morirono, tranne una. Si trattava di una bambina e non si ritenne opportuno uccidere una bambina innocente che non era in grado di praticare la magia. La lasciarono libera e la mandarono a lavorare presso la casa del pastore. Trascorse un periodo tranquillo fino a quando, un giorno, il pastore e la ragazzina uscirono per andare a controllare il raccolto nei campi. La ragazzina fino ad allora era stata molto prudente con la magia, ma vedendo pascolare sette bei cavalli disse: “Lo sai che sarei capace di immobilizzare quei cavalli?”. Il prete incredulo chiese di dimostrarglielo e la ragazzina lesta, prese dei rametti di sorbo e li sistemò nel morso dei cavalli, poi invitò chiunque a provare a spostare quei cavalli. Nessuno vi riuscì finché la bambina non tolse i rametti di sorbo. Il pastore le chiese se sapesse fare altre cose del genere e la ragazzina ingenuamente rispose che sapeva mungere il latte con il coltello. Il pastore le chiese di farglielo vedere. La streghetta prese il coltellino, lo conficcò nella staccionata e cominciò a mungere latte. Quando decise di smettere, il pastore la costrinse a continuare e lei continuò finché disse: “Ora basta! Se continuo la mucca morirà!”. Ma il pastore insistette e lei munse fino a che uscì del sangue. Lei disse: “La mucca sta per morire”, ma il pastore volle che continuasse e dopo aver stillato l’ultima goccia di sangue, la streghetta disse: “Ora la mucca è morta”.

Quel giorno si seppe che una mucca era morta e il pastore sapeva bene come era morta. Fece immediatamente arrestare la piccola strega che fu condannata allo stesso supplizio delle sue antenate, e poi provvide a risarcire il danno fatto subire al contadino per la perdita della mucca.

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