Lispet e il gatto troll


I “gatti troll”, in realtà non sono né gatti né troll, ma dei batuffoli di pelo di natura vegetale o animale che si vedono rotolare per le lande deserte trasportati dal vento. Nell’immaginario popolare scandinavo, in questi batuffoli si nascondevano le streghe sottoforma di gatti – per la tradizione norvegese – o lepri, per la tradizione danese e svedese. Quando passavano provocavano danni.

In Norvegia è stata raccolta questa storia: c’era una ragazza di nome Lispet che aveva il compito di sorvegliare gli operai mentre livellavano le spazzole delle scope, ma Lispet si preoccupava che nulla venisse buttato via. Ogni giovedì sera, dopo cena, Lispet portava via i resti delle scope tagliate. Un ragazzo incuriosito da questo atteggiamento decise di seguirla e quando vide che Lispet uscì di casa, il ragazzo si avvicinò alla finestra e sbirciò. Vide che la ragazza formava una palla con quei resti di scopa e poi con un coltello si tagliò il mignolo e fece uscire dalla ferita 3 gocce di sangue che versò nel gomitolo e infine disse: “Sangue e carne di ho dato, ora puoi vivere!” e da quella palla macchiata di sangue si formò un gatto troll !

Per dar vita a un gatto troll è necessario l’uso di materiale umano: unghie, peli, capelli, sangue, pelle ed era una sorta di patto con il diavolo.

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