Racconti sugli incontri con nøkk


Una vecchia racconta che quando era giovane, era seduta in riva a un lago e sentì il Grim suonare. Lei memorizzò la melodia e quando tornò a casa, fischiò la melodia al marito, il quale la seppe riprodurre sul suo violino e divenne un motivetto famoso.

È buona abitudine dare una ricompensa al nøkk per i suoi favori, ma non del tipo di questo uomo:

un uomo voleva imparare a suonare il violino e decise di rivolgersi proprio a un nøkk, il quale però voleva qualcosa in cambio dopo ogni lezione. L’uomo rispettò i patti per un po’ di tempo, ma un giorno stanco di dover dare queste ricompense, prese un osso e glielo tirò in acqua; ma nøkk non uscì dalle acque e infuriato per l’insulto subito, maledisse l’uomo il quale da quel giorno non fu più in grado di suonare uno strumento né di imparare a farlo.

Un giovane uomo sentì dire di un violinista che aveva imparato a suonare da un nøkk e la cui musica era ipnotica e trascinante. Decise così di andarlo a sentire e giunto nel villaggio vicino si mise ad ascoltarlo e si accorse che la gente non poteva fare a meno di ballare. Tutti ballavano freneticamente, persino i mobili. Se il giovane non fosse intervenuto, tagliando le corde del violino, tutti avrebbero continuato a ballare fino alla morte !

L’istinto musicale, la danza irrefrenabile che scompone uomini e donne è sempre stata considerata un’arte del demonio. Episodi di ipnosi collettiva da danze irrefrenabili e trance ha dei precedenti storici e risalgono all’XI sec. d.C. in Germania.

Ad Ölbich ci furono casi epidemici di gente trascinata nel vortice della danza, posseduta dalla musica per la quale moriva. Questi episodi sono narrati in “Geschichte des Tanzkrank von Deutschland

IL RAGAZZO SVEDESE E IL NØCK (näck)

Un ragazzo, tornando a casa, vide näck seduto presso un fosso. Näck cantava e suonava così: “Il giorno del giudizio, il giorno del giudizio, riceverò la misericordia di Dio”, ma il ragazzo lo insultò: “ Sei cattivo e la misericordia di Dio non l’avrai mai!”. Näck si intristì e cominciò a piangere; strillava così tanto che quando il ragazzo tornò a casa, il padre chiese che cosa fosse quel baccano insopportabile e il ragazzo gli racconto del suo incontro. Il padre subito intimò al ragazzo di tornare dal näck e dire: “Mio padre è più istruito di me e mi ha detto di dirti che tu avrai la misericordia di Dio, il giorno del giudizio”. Il ragazzo fece così e quando il näck sentì queste parole smise di piagnucolare e riprese il suo canto melodioso e poi sparì immergendosi nelle acque.

In questa storia, näck viene rappresentato come un ingenuo, credulone e intimorito, ma le tradizioni su di lui sono proprio tante e diverse e furono tutte raccolte in un libro danese del 1509 nel quale si sostiene anche che näck era un angelo caduto.

LA PASTORELLA E NØKK

In Norvegia una pastorella portò le vacche al pascolo. Era esausta e cercò un riparo per riposarsi. Vide un cavallo grigio che brucava e le venne il desiderio di cavalcarlo. Mise il grembiule sul dorso del cavallo per sella, si tolse le giarrettiere per farne delle redini e poi condusse il cavallo su uno spiazzo più ampio per cavalcarlo. Sospettosa per la singolarità del cavallo, prima di montarlo, esclamò: “Non si può affatto cavalcarlo!” che in norvegese suona più o meno così: “Det er dig å ride det!”, a queste parole il cavallo, che era kk, fugge via perché crede di essere stato scoperto riconoscendosi in una delle parole della pastorella. La ragazzina capisce che il cavallo era un nøkk e torna al suo lavoro soddisfatta di non essere caduta nel tranello.

I TRE FRATELLI

Tre fratelli norvegesi decidono di recarsi al villaggio vicino per una festa. Lungo la strada compare nøkk nelle sembianze di un cavallo. I ragazzi, un po’ per voglia un po’ per comodità e raggiungere in fretta il villaggio, decidono di cavalcarlo. Non appena due dei fratelli montarono, il cavallo scattò in avanti dirigendosi verso l’acqua, lasciando a terra il più piccolo che chiamò gridando il nome del fratello maggiore: “Nåkve, Nåkve!”. Il cavallo nøkk credette di essere stato riconosciuto e si dileguò lasciando i ragazzi per terra. Il nome del fratello maggiore era Nikolaus, che in norvegese viene familiarmente accorciato o mal pronunciato dai più piccoli della famiglia in Nåkve.

 LE SETTE DONNE AL FIUME

 

Sempre in Norvegia, sette donne si recano nel bosco a raccogliere bacche. Giunte in prossimità di un fiume decidono di attraversarlo, ma l’acqua è abbastanza profonda e non vogliono bagnarsi troppo. Ecco che vedono un cavallo lungo la riva e decidono di utilizzarlo per attraversare il fiume. Si tolgono le giarrettiere per farne delle redini e si avvicinano al cavallo. Man mano che si avvicinano, il cavallo diventa sempre più grande, tanto che si accorgono di poterlo montare tutte e sette contemporaneamente. Appena entrate nell’acqua, ad una decina di metri dalla riva, una di loro esclama: “Per il nome di Gesù!, non ho mai visto un cavallo così grande!”. A sentir nominare Gesù, il cavallo che era un nøkk, si spaventa e sparisce lasciando cadere le donne nell’acqua che si bagnarono dalla testa ai piedi. E tutto questo per “non volersi bagnare troppo”!

Uno scongiuro contro nøkk, per non incontrarlo o per allontanarlo è: “Nøkk, tu ladro di aghi, tuo padre era un ladro di stalla, tua madre una puttana. Nøkk, tu sei legato!”. In questo scongiuro dunque compaiono tutti gli elementi della superstizione nordica per allontanare il maligno: un pezzo di acciaio o metallo (ago, ma anche coltello, spillo, chiodo), la stalla che ricorda la fertilità e il nutrimento, una pesante imprecazione che infonde coraggio in chi la dice e spaventa il maligno (più è volgare e detta con forza, più ha effetto).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...