Scambi di bambini – una serie di storie danesi


Se un bimbo era ritardato mentale o ammalato, si riteneva che fosse opera del popolo invisibile.

Una donna fu rinchiusa in prigione dove poco tempo dopo ebbe un bimbo. Una notte, alcuni troll entrarono e scambiarono il neonato, non ancora battezzato, con un troll. Quando la madre si svegliò, si rese conto dello scambio e ordinò alla ragazza che l’assisteva in prigione di prendere quel fagottino deforme e riporlo in un cumulo di immondizia. Così fu fatto e il giorno dopo su quel cumulo ritrovarono il bimbo della donna che provvide immediatamente al battesimo.

In una fattoria nacque un bimbo che fu da tutti salutato come una benedizione. Dopo le fatiche del parto, la madre si addormentò e così anche la levatrice e tutti gli altri della famiglia. Ma la madre non dormiva profondamente e fu svegliata da alcuni rumori. Guardò nella culla e il bimbo non c’era più, alzò lo sguardo e vide una donna elfo che stava cercando di scavalcare dalla finestra con suo figlio tra le braccia. Ma la donna elfo era così piccina e il bimbo grande e robusto che la madre fece in tempo a gridare: “Ché Gesù te lo proibisca!”. La donna elfo subito lasciò il bimbo sulla soglia e la madre lo poté recuperare. Al grido della madre tutti si svegliarono, anche il padre del bimbo e, compreso l’accaduto, non perse tempo: andò a chiamare un ministro della chiesa per far battezzare il figlio.

Nacque un bimbo che fu scambiato con un troll senza che qualcuno se ne accorgesse. Dopo un po’ di tempo la madre si accorse che suo figlio non parlava: era ritardato, ma non immaginò che potesse essere stato scambiato. Una mattina, la donna di servizio uscì presto per recarsi a mungere le vacche e sentì una voce chiamare: “Vieni qui, Pinse-Panse!” e vide una donna piccina parlare con il figlio muto della padrona. Subito dopo il suo lavoro, rientrò in casa e raccontò l’accaduto alla famiglia. La madre si rivolse al figlio scambiato dicendo: “Chi era quella donna?” e il bimbo che non aveva mai parlato, esclamò: “è mia madre!”, e la donna disse: “Se quella è tua madre, tu brucerai!” e ordinò di preparare un falò. Quando tutto fu pronto presero un fantoccio e finsero di bruciarlo, subito uscì la madre vera del troll, restituì il figlio umano alla padrona della fattoria e poi disse: “Io non ho mai trattato male tuo figlio come tu, invece, hai trattato il mio!”. E se ne andò.

È vero, i troll vogliono bene ai figli dell’uomo e non fanno loro del male, così come amano e seguono a distanza i propri figli e quando si accorgono che i propri figli sono maltrattati dall’uomo preferiscono restituire il figlio dell’uomo all’uomo e accudire i propri.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...