Steiner e le tre streghe


Un giovane norvegese ci narra questa storia: era la vigilia di Pasqua e sapeva che le streghe si sarebbero incontrate per il sabba. Molti abitanti del paese si nascosero in chiesa per vedere se le streghe fossero arrivate veramente e le videro arrivare a cavallo delle scope, volando e grattando ruggine e ferro dalle campane delle chiese. Ma Steiner – questo è il nome del ragazzo – le voleva vedere in faccia, così prese due zolle di terra una per la testa e una per i piedi e stette ad aspettare che tornassero. A mezzanotte vide entrare in chiesa tre donne a cavallo di una scopa e cominciarono a ballare e saltare sull’altare, grattare candelabri e arrampicarsi sul campanile, ma erano ancora troppo lontane per poterle vedere bene in faccia. Tutto preso dalla curiosità non si tenne la zolla in testa che cadde per terra svelando alle streghe la sua presenza. Infuriate le donne gli si avventarono contro e cominciarono a picchiarlo e graffiarlo. Ora poté vederle bene in viso!, e chi riconobbe? In una la madre, nella seconda la moglie del pastore e nella terza una ricca signora del villaggio. Ma le donne erano veramente furibonde e nessuna lo picchiava e lo graffiava più di sua madre che sarebbe stata pronta a ucciderlo: lo prese, infatti, per le narici del naso e lo appese a un chiodo. Steiner implorò il perdono e lo lasciarono andare solo se non avesse mai rivelato a nessuno la loro identità. Steiner promise.

Il giorno dopo, Domenica di Pasqua, Steiner si recò in chiesa per la celebrazione. Non riusciva a credere di essere il figlio di una strega. Terminata la cerimonia, Steiner si diresse verso una pietra tombale lì vicino, le diede un calcio e disse ad alta voce: “Mi è accaduto qualcosa che non posso raccontare a nessuno ed io manterrò la promessa, ma a te pietra posso dirlo”, e raccontò tutto ad alta voce alla pietra. Tutti coloro che lo udirono, seppero la verità sul conto delle streghe, le quali non poterono fargli alcun male perché Steiner la promessa l’aveva mantenuta: infatti, non parlò con nessuno, ma solo con una pietra.

Si ritiene che riferire ad una tomba l’incontro con le streghe è un modo per liberarsi dalla promessa estorta. Quando si dice, muto come una tomba…

Diverse storie riguardano il volo magico delle streghe (“La cavalcata delle streghe” in Racconti magici islandesi, pag. 33).

Macbeth e Banquo incontrano le tre streghe - Théodore Chasseriau (1819-1856)

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