Il guaritore


Una figura che forse nei paesi latini è poco conosciuta o poco presa in considerazione è quella del guaritore, un individuo capace di praticare ogni sorta di sortilegio contro malanni fisici o spirituali, prevenire o curare malattie e sciagure.

Questa per esempio è la storia di un bimbo che non riusciva a parlare: dopo sette mesi dalla nascita, un bambino non aveva emesso mai alcun suono. Si riteneva che il bimbo avesse ricevuto l’influenza negativa dalla madre durante la gravidanza, poiché la gente l’aveva vista troppo spesso lavorare vicino ad un albero di sambuco. A quel tempo, si riteneva che il sambuco fosse abitato dagli spiritelli del bosco. La madre si difendeva dicendo che, invece, le era capitato più di una volta di vedere passare attraverso la finestra una donna brutta e piccina e che poteva essere colpa di quella donna malefica se il suo piccino non parlava. Fatto sta che la famiglia del bambino decise di mettersi alla ricerca di una donna saggia e che si diceva fosse capace di guarire da qualsiasi sortilegio. Riuscirono a trovare la saggia Hedel e le illustrarono il caso.

La saggia Hedel visitò il bambino e dispose tutto nei seguenti termini: prendere un cucchiaio e batterlo tre volte sulla fronte del bimbo, scavare una buca tanto grande da farci passare il bimbo nell’angolo nord-ovest della casa, prendere la camicia del bambino e portarla in Chiesa per bagnarla nell’acqua benedetta tra la mezzanotte e le 2.00 del mattino. Giunti a casa, procurarsi una croce di legno e fare indossare la camicia al bimbo, portarlo presso la buca e infilarlo per tre volte, la terza volta avrebbero dovuto buttare nella buca, insieme al bimbo, anche la croce di legno e lasciarla lì.

Tutto fu eseguito regolarmente e alla fine del rito il bimbo emise il suo primo … e ultimo vagito, perché dopo solo tre settimane il piccolo morì.

Molti sono i racconti su come bloccare le emorragie e sulle formule da pronunciare per un eventuale “fai da te”.

Si narra che nel Nordkapp – estrema regione settentrionale della Norvegia – vivesse un certo Olaf Ose, noto guaritore delle emorragie:

accadde un giorno che una ragazza, lavorando in fattoria con un coltello da carne, si tagliò accidentalmente l’anca. La ferita era così grave che si sviluppò a emorragia e furono consultati tre medici che si dimostrarono incapaci di guarirla. Intanto, la ragazza soffriva ed era in fin di vita. Allora il padre decise di rivolgersi a Olaf come sua ultima speranza e mandò un messaggero a chiamarlo. Quando Olaf arrivò, la ragazza stava quasi per morire e il guaritore disse: “Se non siete riusciti a far nulla voi, dottori, io posso fare anche meno”, ma gli stessi medici insistettero affinché provasse. Così Olaf si avvicinò alla ragazza, scoprì la ferita, la strinse tra le mani e la chiuse. La ferita smise di sanguinare e la ragazza si salvò. Olaf chiese 5 corone di ricompensa, ma il padre della ragazza gliene diede 300 per aver salvato da morte sicura la figlia.

Cosa abbia fatto veramente Olaf, non si sa, ma è chiaro che il successo della guarigione dipende anche dalla fiducia che si pone nel guaritore e nelle sue capacità… 

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