La ruota del mulino


TRATTO DA “TROLD” (1891-92) di JONAS LIE

(Trad. di Annalisa Maurantonio)

C’era una volta un cacciatore che si inoltrò nella montagna nera e non sapeva più dove si trovava.

 Aveva cominciato a camminare già dalle prime luci dell’alba, costeggiando un torrente impetuoso con rapide e cascate che precipitavano e schiumavano tanto che gli schizzi salivano fino alla parete rocciosa. Ma quanto più si inoltrava, tanto meno riusciva a trovare un modo per attraversarlo e andare sull’altra riva.

Il percorso divenne sempre più ripido.

Quando il torrente si restringeva fino a diventare una cascata, si fermava a guardare intorno se vi erano crepacci o fenditure che gli permettessero l’attraversata. C’era una rupe e il blasto scorreva. Ora era scoperto e ora veniva sommerso dalla corrente della cascata che saliva e scendeva, così melmoso e tumultuoso in un bianco turbinio, man mano che scorreva e si ingrossava.

Rimbombava e tuonava in tutte le lingue.

Laggiù la cascata rombava cupamente come se un gigante stesse bollendo qualcosa in pentola sotto terra. Ma al centro di quel vortice ribollente, si trovava una specie di strano, tranquillo occhio nero.

All’improvviso, il cacciatore si accorse che quello spuntone di roccia scintillante era un mulino, che stava nel mezzo della cascata, con una porta aperta. Di tanto in tanto dava un’occhiata attraverso la foschia dell’acqua sollevata dalle macine che giravano mosse dalle pale. Ruotava e ruotava, macinava e macinava tanto che l’acqua vorticava e turbinava.

“Se ne vedono tante in montagna, che non c’è niente di che preoccuparsi” pensò Tore il cacciatore.

Ma quando decise di proseguire il cammino sentì qualcuno ridere malignamente. Proveniva distintamente da laggiù. La risata sprezzante aumentò finché uscì irrefrenabile dal buco nero del vortice:

Arriva Tore

al ruscello rovesciato,

al ruscello rovesciato,

al ruscello rovesciato. 

E la ruota girava, fischiava e scrosciava:

Rrrr- rrrr-rrr-

Rrrrr-rrrr-rrr-

Nessuno sa, che lui ha la farina nel sacco

la farina nel sacco

la farina nel sacco

la farina nel sacco

Rrrr-rrr-rrrr-

rrr.rrrr-rrrrr-rr-.

 

“C’è da farsi venire le vertigini e perdere la testa laggiù, con il rombo di questa cascata” pensò. Ma le macine cigolavano e si sfregavano sempre peggio, in un selvaggio, avido fragore:

 

Rrrr-rrr-rrr

rrr-rrrrr-rrrr-

Salta Tor Sølvesen

di Flobergskjellet

Flobergskjellet

Flobergskjellet

Rrrr-rrr-rrr-

Rrrr-rrr-rrr-rr.

Quando si è smarrito

sulla montagna bagnata,

la montagna bagnata

la montagna bagnata

Rrrrr-rrr-rrr-

rrrr-rrrr-rrr

Sta attento al

burrone della valle alta,

burrone della valle alta

burrone della valle alta

Rrrr-rrrr-rrr-rr-

Rrrrr-rrrr-rrrrrr-

La tua ragazza giace in fondo

alla voragine della cascata

la voragine della cascata

la voragine della cascata

Rrrr-rrr-rr-

rrrr-rrrr-rrr-rr. 

Tore non riusciva a vedere oltre il tranquillo, scuro occhio, al centro del vortice delle macine, mentre la cascata in enormi contorte volute precipitava e sibilava e ribolliva e rombava cupa dal basso, con mille strani suoni. Sempre ritornava quel tetro cupo rombo. E sempre più chiaramente sentì che era il suo nome quello che si macinava laggiù e alla fine gli sembrò che il fondo si scuotesse. Sentì:

Salta Tor Sølvesen

di Flobergskjellet

di Flobergskjellet

di Flobergskjellet

Rrrr-rrr-rrr-

rrr-rrr-rrrr-rr….

Nella nebbia della schiuma, le pale giravano con furiosa velocità, con mutevole cupezza, mentre si infrangevano e si gettavano nella bianca cascata fumosa. Poco dopo si alzò alto un suono lancinante come quello della lama di una sega:

Salta Tor Sølvesen di

Flobergskjellet

Flobergskjellet

Flobergskjellet

Rrrrr- rrrr-rrr

rrrr-rrr-rrr-

Lei grida il tuo nome presso

la sorgente della cascata,

la sorgente della cascata,

la sorgente della cascata

Rrrr-rrrr-rrrr-r

rrr-rrr-rrr-rrr-

Hip hip hurra! E

salta in compagnia

salta in compagnia

salta in compagnia

Rrrr-rrr-rrr-rr-

Rrrr-rrrr-rrrrr-rrr

Qui puoi battere i piedi

sul tetto del mulino

sul tetto del mulino

sul tetto del mulino

Rrrrr-rrrr-rrr-r

Rrrrr rrr-rrr-rr-

Haahaahaa

La prateria di Valborg

la prateria di Valborg

la prateria di Valborg

Rrrr-rrr-rr-rrr-

Rrrr-rrrr-rrr-rrr

Qui lei è saltata

sul letto matrimoniale

sul letto matrimoniale

sul letto matrimoniale

Rrrr-rrr-rrrr-rrr

rrrr-rrrr-rrrr-rrr- 

Tore sentì che stava per avere una vertigine e cercò di distogliere lo sguardo da quello strano, tranquillo occhio nero e guardare avanti dove la corrente scorreva pacifica, scura e profonda. Tra la foschia intravide l’ombra di una ragazza che scivolava via con un fazzoletto in testa e la testa china. La vedeva e non la vedeva. L’ombra fluttuò leggera fino all’altra sponda. Conosceva bene quella figura e il suo cuore si fermò per la paura, poiché lei si sarebbe potuta girare e vederlo. Ma lei scivolò lungo la parete rocciosa con lo stesso atteggiamento dimesso, a capo chino sotto il fazzoletto. Tore cerco di spostarsi o così credette di fare. Allora sentì un pianto e una melodia come quello di un corno in lontananza, tra le colline:

“- Oh fiori!, teneri

gialli e rossi

Lalala lalalala

sera d’estate nel suo abbraccio.”

Poi un lamento:

“Soffiava il vento tra i dirupi,

soffiava il vento tra i dirupi,

finché il mio cuore insanguinò il corno.

La stella della sera, tenera

gialla e rossa

sbircia attraverso il burrone

e gioca,

sveglia il morto

giù tra le pietre

rimasto senza calore,

senza calore”

Poi fu tutto tranquillo e il richiamo ammaliante del corno echeggiò in sussurri sempre più fievoli. Il fantasma cantava tra i monti e la ruota del mulino macinava e rideva maligna.

Nello scoppio di risa si udì:

Dopo, la maggior parte dei caduti

si pente

Rrrr-rrr-rrrr-rrr-

Salta Tor Sølvesen

di Floberskjellet

Flobergskjellet

Floberskjellet

Rrr-rrr-rrr-rr

Rrrr-rrrr-rrr-

Affrettati al burrone

e scendi con la farina

scendi con la farina

scendi con la farina

Rrrr-rrrr-rrrr-

rrrr-rrrrr-rrrr- 

La cascata mulinava e il fantasma cantava. E quell’occhio tranquillo lo fissava e lo attraeva con una forza magnetica sempre più terribile:

 Haaahaaaahaaa

Il mulino aspetta

il mulino aspetta

il mulino aspetta

Rrrrr-rrrrr-rrrr

rrrr-rrrr-rrr-

Una volta tocca ai ragazzi

e una volta alle ragazze

una volta alle ragazze

una volta alle ragazze

Rrrrr-rrrr-rrr-

rrr-rrrr-rrr-rrrr-rr.

One thought on “La ruota del mulino

  1. Lyskamm scrive:

    Questa storia che hai raccontato mi ha tenuto sulle spine, nel mio piccolo cervello si sono materializzate delle strane immagini riguardanti il racconto.
    Queste figure agghiaccianti mi rimarranno dentro per un po’.
    Non mi avvicinerò mai più ad un mulino.
    Ahahahahah.
    Ciao ciao.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...