Slærka e Ladda


TRATTO da “TROLD” (1981-92) di JONAS LIE

(trad. di Annalisa Maurantonio)

Si chiamavano Slærka e Ladda un vedovo e una vedova che vivevano ognuno per conto proprio in cima ad una collina.

Quando i loro figli crebbero, il figlio di Ladda desiderava sposare la figlia di Slærka. Ma nessuno di loro osava dirlo ai propri genitori, perché Slærka e Ladda erano così acidi e inviperiti l’uno con l’altro, da tempo, che uno avrebbe volentieri cavato gli occhi all’altra.

E le cose stavano così perché anche loro un tempo si sarebbero dovuti sposare. Ma poi divennero così diffidenti e sospettosi che cominciarono a spiarsi a vicenda di nascosto dietro cespugli e recinti, nel caso in cui stessero giocando a fare gli innamorati con qualcun’altro. Tutto il giorno non facevano che litigare e bisticciarsi e minacciarsi di lasciarsi. Questo perché entrambi ebbero la sensazione reciproca che uno stesse mettendo le corna all’altro. Alla fine divennero così insopportabilmente irascibili e terribilmente pazzi che ognuno prese la sua strada e contrassero, rispettivamente, dei cattivi matrimoni. E ora stavano lì, come vedovo e vedova e si beccavano e sparlavano l’uno dell’altro, in cima alla collina.

Ora, il filglio di Ladda non credette alle proprie orecchie, poiché quando disse che aveva intenzione di sposarsi con la figlia di Slærka, sua madre cominciò a giubilare e fare salti di gioia e a ballare per tutta la casa.

E non andò diversamente laggiù da Slærka.

Quando la figlia arrivò al punto, con un fil di voce, e disse al padre che il figlio di Ladda l’aveva chiesta in sposa e che lei aveva pensato bene di accettare, quello schioccò le dita e cominciò a fischiettare e a piegarsi in due dalle risate.

E tutti i giorni le domandava solo se credeva che il “tipo” laggiù le sarebbe rimasto fedele fino a quando fosse stata fatta la pubblicazione e si fossero uniti in matrimonio.

Ora, Slærka e Ladda prepararono ognuno per conto proprio quello che sarebbe stato utile agli sposi per la casa, quando se ne sarebbero andati via. Portarono il rispettivo corredo alla casa degli sposi ognuno sul proprio carro senza scaricarne il carico.

Quando giunse il giorno e si sedettero al banchetto nuziale e tutto fu detto e augurato, come secondo sposa e sposo, si dovrebbe dire e augurare – sia da parte del cerimoniere che da parte del suonatore – cosicché non si potesse fare più marcia indietro, la vecchia Ladda si sporse verso Slærka e disse:

«Sono così felice oggi che mi salta il cuore in petto. Tua figlia non avrebbe mai potuto sposare un verme più miserabile  e un povero diavolo più sciagurato di mio figlio».

«E allora vuoi sapere perché mi piace questo matrimonio?», bisbigliò lui «A tuo figlio non sarebbe potuta capitare peggior buona a nulla e straccio, tra le donne, di mia figlia, neanche se ne avesse cercata una in lungo e largo per tutto il paese».

Poi rimasero per un po’ soddisfatti ognuno per conto proprio.

Poi, giunse il momento del brindisi e della presentazione del corredo. Quindi, scaricarono i corredi ognuno dal rispettivo carro e li ammassarono uno ad uno. Si trattava dei tappeti, dei fazzoletti, delle sciarpe, della cravatte, dei pettini e delle cuffiette ricamate che si erano dati quella volta che erano fidanzati. Si arrabbiarono ancora di più e presero a urlare e strillare l’uno contro l’altra, cosicché la gente – alla fine – dovette separarli e rimetterli a sedere. Ma poi il vecchiaccio, completamente fuori di sé, irruppe di nuovo e urlò e disse che avrebbe preferito dare un’offerta in denaro piuttosto che tutto quello stracciume e cianfrusaglia.

E la vecchiaccia lo seguiva a ruota.

Anche lei si sarebbe ripresa tutta la sua robaccia e piuttosto avrebbe offerto agli sposi del denaro. Quindi ricaricarono il carro per ritornare a casa ognuno per conto proprio.

Ma in salita, il carico si rovesciò sui piedi del vecchio che andò a gambe all’aria. E la vecchia, urlando di qua e di là, aiutò il vecchio a rialzarsi e a spazzolarlo. E non la smetteva più di chiedere e domandare e informarsi se si fosse fatto male. Poi attaccò la stanga del carro di Slærka dietro il suo e vi mise a sedere il vecchio che si era fatto male. E quando i loro figli, che erano già sposati, accorsero per aiutarli, Ladda li ricacciò.

«Non vedete come siede bello comodo», disse Ladda « Tiriamo avanti così incredibilmente bene insieme. E in quanto al carico … abbiamo tutto quello che ci serve».

Jonas Lie e la moglie Thomasine - foto del 1903

One thought on “Slærka e Ladda

  1. Il Dominatore di Poteri scrive:

    molto bella come storia .

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