50.000 norvegesi sono ipocondriaci


Circa 50.000 norvegesi soffrono di ipocondria e ansia per il proprio stato di salute. Sempre più accedono alle cure di professionisti per curare questo male.

“L’ipocondria è una vera e propria malattia” sostiene Ingvard Wilhelmsen, professore dell’Università di Bergen e primario dell’ospedale Haraldplass Diakonale.

L’elemento scatenante di una condizione ipocondriaca può essere la paura di morire, il timore di rimanere invalidi o anche avere difficoltà nel sopportare le proprie insicurezze. Nel 1995, Wilhelmsen fondò la prima clinica per ipocondriaci a Bergen ed è rimasta l’unica clinica in tutta la Norvegia per la cura di questa patologia.

L’ipocondriaco è prevalentemente di sesso femminile.

“Le neo-mamme rappresentano un gruppo classico. Sono colte spesso dal panico di morire durante il parto” dice il medico. Tuttavia i pazienti ipocondriaci sono un gruppo composito e complesso da analizzare.

“Ho pazienti di tutte le età, sia uomini che donne”, racconta Wilhelmsen “La maggior parte degli studi rivela che l’eccessiva attenzione dei genitori ai sintomi fisici di un malessere o la forte preoccupazione per lo stato di salute può veicolarsi ai figli e svilupparsi in ipocondria.”

Ogni tipo di ansia può essere il risultato di un processo ereditario e dell’ambiente, ma Wilhelmsen allo stesso tempo lascia intendere che la malattia può cogliere chiunque e che non è necessario che vi sia una corrispondenza tra l’ipocondria ed eventi luttuosi in famiglia o degli amici.

Paura del tumore

La maggior parte degli ipocondriaci ha paura del tumore.

“è una malattia che molti associano alla morte ed è proprio questa ciò che l’ipocondriaco cerca di controllare e allontanare”, dice Wilhelmsen. Il medico utilizza la terapia cognitiva per curare gli ipocondriaci.

“Non desideravo fare alcuna terapia, né tanto meno credevo di avere un problema. È stato il mio medico di famiglia a consigliarmi di fare una visita a Wilhemsem” racconta Inger Johanne Isaksen di Bergen. La donna è in cura fin dai primi anni ‘90 ed è stata una delle prime pazienti della clinica di Wilhelmsen. “è stato un processo lungo prima che io entrassi in cura. Ho perso mio padre per via del tumore e inoltre ero una neo-mamma. Avevo attacchi di ansia al pensiero di fare la stessa fine di mio padre”. Isaksen ha trascorso 20 ore con il dottor Wilhelmsen “ Ma da allora non sono stata più da un medico. È riuscito realmente a cambiare il mio modo di pensare”, ribadisce Isaksen.

“ è importante imparare a convivere con le incertezze della vita e la consapevolezza della morte e non lasciarci cogliere dall’ansia nel nostro quotidiano”, puntualizza il medico.

Wilhelmsen ritiene che sempre più medici generici cominciano a riconoscere questo problema come una malattia e sono diventati più abili nell’individuare le cause.

“Ma molti medici ancora sono insicuri della diagnosi. Tuttavia, la maggior parte degli ipocondriaci in cura guariscono completamente. 5 ore di conversazione sono sufficienti per sbarazzarsi dello stato ansioso”, dice Whilemsen.

Per molto tempo si è ritenuto che l’ipocondria fosse una condizione fisica che nella migliore delle ipotesi era difficile da trattare, se non impossibile. Wilhelmsen cura in media 100 pazienti all’anno. Circa l’80% guarisce. Ha curato pazienti che hanno vissuto in uno stato di ipocondria da un minimo di sei mesi fino a 20 anni.

La paziente Isaksen non si rivela sorpresa dal fatto che circa 50.000 norvegesi soffrono di ipocondria: “A dir la verità credevo fossero di più”, dice.

 

Whilelsem conferma il dato e dice che molti sono sull’orlo di diventarlo: “Cresce il numero di persone che frequentano sempre più spesso gli studi medici per una qualsiasi malattia, ma che non soddisfano tutte le condizioni per poter emettere una diagnosi di ipocondria”, conclude Wilhelmsen.

Articolo pubblicato sul quotidiano VG (Verdens Gang) del 12 feb 2007.

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