Che denti!


Denti vichinghiCredevate che i vichinghi fossero bruti e barbari? Invece no. Recenti scoperte archeologiche rivelano che avevano un senso estetico del tutto particolare.

Un antropologa svedese, Caroline Arcini, ha analizzato 557 teschi vichinghi risalenti al periodo compreso tra l’800 d.C. e il 1050 e ha scoperto che 24 teschi mostravano delle profonde incisioni orizzontali sui denti. È la prima volta che viene rinvenuta la pratica della decorazione dentale in una popolazione europea. Lo studio condotto dalla Arcini è stato pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology.

I Vichinghi hanno raggiunto il Nord America, intorno al 1000 d.C. (circa 500 anni prima di Cristoforo Colombo). Nel 1960 gli archeologi hanno individuato un accampamento vichingo, risalente a mille anni prima, a Newfoundland (Canada). I ricercatori, oggi, sostengono che i Vichinghi possono aver appreso la pratica di affilarsi i denti dalle culture che hanno incontrato durante le loro spedizioni. Finora è nota la capacità del popolo vichingo di assimilare rapidamente usi e costumi locali, ma mai si era sospettata la pratica della decorazione del viso e del corpo.

La pratica di “affilare” i denti è tuttora presente in alcune tribù dell’Africa occidentale. Gli Africani tendono ad affilarsi i denti a punta (seghettati). Quella di segnarli in senso orizzontale è molto raro e l’unico caso è stato ritrovato nell’area dei Grandi Laghi in Nord America e precisamente in Illinois, Arizona e Georgia. I ritrovamenti più antichi di modifiche “odontoiatriche” sono stati,  invece, rinvenuti in Messico e risalgono al1400 a.C.

Ma gli scheletri rinvenuti e analizzati dalla Arcini provengono da accampamenti e siti sepolcrali svedesi e danesi. Inoltre, i 24 teschi che presentano questa peculiare decorazione appartenevano a uomini. I segni orizzontali sono due o tre incisioni parallele e non sembrano essere stati fatti per funzionalità, ma per ornamento. La precisione dei tagli sembra essere stata operata da “mani esperte”.La Arciniconclude che questi uomini abbiano spontaneamente praticato questa modifica ai propri denti; permane il mistero sul perché e quando ha avuto inizio questa pratica. L’ipotesi più plausibile è che si tratti di un segno sociale distintivo, un elemento che distinguesse una determinata classe. Probabilmente erano guerrieri che segnavano sui propri denti le vittorie ottenute, oppure commercianti che indicavano i propri viaggi. Tracce di colore sui denti rivelano, inoltre, che potevano essere persino colorati e vivacemente riconoscibili. Una cosa è certa, dunque: la pratica è legata all’estetica ed è un’ipotesi più che accettabile considerato il fatto che i Vichinghi, in realtà, erano molto attenti al loro aspetto poiché si pettinavano, si ornavano i capelli e stiravano persino i propri abiti, utilizzando delle rocce incandescenti.

 

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