Takvam e l’amore


[…] Quello che è sorprendente nella poesia di Takvam è l’espressione della passione, attraverso la carnalità, le radici, e la danza, in relazione a una profonda malinconia, sempre presente. Si potrebbe pensare a un ponte tra le visioni cosmiche ed estatiche di Olav Aukrust con la poesia di Tor Jonsson, così ricca di tensione tra la voglia di vivere e la pretesa etico – politica. […] François Villon è l’unico scrittore che Takvam ha nominato come punto di riferimento per una poesia che ha scritto. Non sappiamo, invece, se ha letto Federico Garcìa Lorca, con il quale la poetessa è paragonabile per l’uso delle parole chiave: danza, terra, sangue e malinconia. «Amo la terra», disse Lorca una volta «tutti i miei sentimenti sono legati a essa. I miei primi ricordi dell’infanzia hanno il sapore della terra». E la terra è chiaramente presente nelle poesie di Takvam fin dalla prima raccolta, sia come principio per tutte le cose che vivono, sia come elemento al quale la vita ritorna. È culla e tomba allo stesso tempo.

[…] Il motivo amoroso della lirica di Takvam non è sempre legato all’estasi, ma alla passione, o a una passione che è scappata via e che ritorna sempre sullo sfondo delle sue poesie d’amore. Nella poesia “Eg vil møte deg”, incontriamo i colori rosso e verde, la luce che si affievolisce nell’oscurità, la donna con il suo seno bianco che incontra l’anonimo “io” nella notte bianca”, sui campi, per terra. […] Tratta dell’amore sconfinato e illimitato, dell’incontro desiderato con un “tu” che interrompe la continuità dell’io e allo stesso tempo fa allontanare lo sguardo dalla realtà. […] le poesie d’amore di Takvam sono sempre ricche di passione, si può anche affermare, di pura estasi e semplice gioia, ma spesso danno l’impressione che si tratti di qualcosa che non può esistere o che è già finito.

A un uomo

[da “Sorgenti melodiose” – 1954]

 

Chi ha detto che ardono le fiamme dell’inferno

nei tuoi occhi?

Chi ha detto che spuntano gli artigli del diavolo

dalle tue dita?

Osa quel bugiardo farsi avanti

senza vergogna?

Chi ha detto che non si calma?

– era un urlo dal bosco

o una voce dal mare?

Era un essere sovrannaturale o un mostro marino?

Era come se qualcuno ridesse.

Da dove proveniva quel suono

e dove va?

Nessuno conosce l’anima bruciata

sempre scudo del tuo respiro.

Raggio di fuoco dal sole

e carboni ardenti dall’inferno

hanno attizzato la tua vita sulla terra.

Dio o Satana?

No, un uomo!

Ebbene si! –

Marie Takvam

(Trad. Annalisa Maurantonio)

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