Lettera ad Arne Garborg – Kroghsgade, 1 (9 settembre 1887)


Caro Garborg,

Arne Garborg (25.1.1851 - 14.1.1924)

Oggi ti invio il mio nuovo libro[1] e ti prego di leggerlo con compassionevole indulgenza e altruismo. Capirai bene che non è un argomento facile da trattare, quello che ho voluto affrontare e per questo vorrei che tu esprimessi il tuo parere, perché tu sai meglio degli altri.

Come vedrai, non si tratta del racconto che ho scritto più di un anno fa e per il quale ho chiesto il tuo aiuto e le tue delucidazioni. Quando sono giunta a quasi un terzo del racconto, l’ho dovuto mettere da parte. Non riuscivo a gestirlo, ma voglio terminarlo e lo farò prima o poi, finché avrò vita. Stanne certo. Ma per primo ho scritto il seguito di Sjur Gabriel. Ci saranno altri tre volumi che tratteranno dei discendenti. Sorriderai e penserai, “ma cosa si è messa in testa di fare”, ma aspetta a ridere prima di averlo letto. Il secondo volume sarà pronto per Natale.

Vorrei chiederti di recensire Sjur Gabriel sul “Tilskueren”. Capirai bene che Skram non può e dopo di te non ce ne sono altri in grado di farlo. Se accetterai di farlo, dovresti farlo subito per poterlo pubblicare sul numero di ottobre. Ma se non hai tempo o voglia, lo capirò e non ti porterò rancore per questo.

Sjur Gabriel l’ho scritto ispirandomi ad alcuni personaggi di strada di Bergen che si sono stampati saldamente nella mia fantasia e nella mia immaginazione fin dall’infanzia. Spesso, ricordo che quando uscivo da scuola e incontravo per strada “Småfylla” e “Tippe Tue” che correvano selvaggi per le strade, io li seguivo, nonostante avessi fame e il peso della cartella, per ore vagabondavo di strada in strada e poi venivo rimproverata quando tornavo a casa e il pranzo si era raffreddato. Ogni volta, dimenticavo puntualmente la promessa di non farlo mai più. Lo dimenticavo.

Nel secondo libro, torneranno Småfylla e Tippe Tue.

Tra l’altro, questo lavoro si è sviluppato in un modo bizzarro. Volevo scrivere, in realtà, la storia di un giovane studente che si uccide per il senso di colpa di aver derubato un suo compagno. Una storia che avevo sentito raccontare da bambina e che già si raccontava ancor prima che nascessi. Ho cominciato così, però a metà strada mi sono resa conto che avrei dovuto anche raccontare la storia dei suoi genitori. E così ho cominciato. Però occorreva capire anche la storia dei genitori dei genitori e quella dei genitori dei nonni, fino a risalire a Oline e Sjur Gabriel. E così ho spostato la storia del giovane studente fino dal principio, per poi arrivare al 1887 e da lì raccontare quella dei suoi successori.

E allora, mio caro amico, come stai? Skram ha scritto un po’ di tempo fa’ a Kristiana per costituire un comitato per la raccolta di una ingente somma da offrirti dopo che ti è stato tolta la borsa di studio da quei maiali lassù. Qui ce ne sono molti disposti a contribuire e a dir la verità, all’inizio, l’idea non è stata di Skram, bensì di altri, ma noi abbiamo subito aderito.

Ma credi che quei banditi si siano degnati di una risposta? Sono una massa di incompetenti. Non rispondere ad una richiesta così cordiale e ben scritta. Sappiamo che ora sei revisore di stato e che sarai rieletto alle prossime elezioni.

Carissimi saluti da parte mia e di Skram, la tua devota

Amalie Skram

 

P.S. Ad ogni modo, appena puoi scrivi un paio di parole sul mio libro.

Un giovane Garborg, studente a Oslo. 1875

Hulda e Arne Garborg, neo sposi. Fine anni 1880

 


[1] “Sjur Gabriel”

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