Lettera a Fru Ullmann (23 aprile 1886)


…Lei mi chiede se quello che ho voluto dire con “Constance Ring” è se esistono donne che non possono amare. Sì, ci sono, ma non solo questo ovviamente. Ho anche raccontato come sono gli uomini e come il loro agire e la loro brutalità necessariamente influenza donne come Constance, e ve ne sono moltissime. Inoltre, non intendo dire che queste donne non possono amare, ma al contrario, il loro sentimento di amore viene soffocato e pertanto convogliato in ripugnanza e avversione verso la convivenza con uomini della risma di Ring. Perché la loro capacità di amare è così limitata. E perché lo è? Perché sono privi dell’elemento sensuale. Una donna che sviluppa ed esprime una propria naturale e positiva sensualità – me lo lasci dire esplicitamente – una libertà sessuale, non proverebbe quella ripugnanza che prova Constance nei confronti di suo marito. In un certo senso è addirittura spaventata dall’idea di provare soddisfazione sessuale nella sua relazione matrimoniale. Ma così il suo essere diventa un altro, vorrebbe essere docile con il marito, attirarlo a sé invece di respingerlo laddove la natura di lui vorrebbe affondare. Questa cosa della sensualità gioca un ruolo importante. Non serve a nulla negarlo o nasconderlo, come se non esistesse… La libertà sessuale di un individuo è una cosa naturale e anche buona. Perciò mi chiedo se sia giusto e apprezzabile soffocare questo istinto e ridurre l’atto a puro meccanicismo e dovere. Un albero si riconosce dai frutti… è dolorosamente vero quello che Garborg ha scritto su Nyt Tidsskrift riguardo al mio libro: donne simili sono terribili e pericolose cause di oscenità. Sbagliato è quello che è, io ho scelto il sentimento, ma come ci si può comportare per migliorare, è su questo che il mio animo si rasserena.

Ora che ho scritto tutto questo, ho il timore di averLa offesa nell’esprimermi in questi termini, ma questo sentimento, Lei lo deve respingere, cara signora Ullmann.

Piuttosto che offenderLa mi brucerei una mano, ma ho troppo rispetto per lei e per cui quando Lei mi pone una domanda, non posso ingannarla con vuote chiacchiere.

Amalie Skram

dalla raccolta di epistole di Eugenia Kielland – 1955

Frontespizio originale del primo romanzo di Amalie Skram, "Constance Ring"

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...