Mitologia norrena


L’autore di questo articolo/intervista è Tor Åge Bringsværd (1939 -), uno scrittore e drammaturgo che ha ricevuto molti riconoscimenti. Scrive sia per adulti che per bambini. Le sue opere sono state tradotte in 15 lingue e i suoi drammi sono stati rappresentati in 13 Paesi.

« La via verso il nord – Nor(th)way, Norwegen, Norge, Nor-v(eg)ia – è sempre stata difficile da trovare, ardua da attraversare e piena di pericoli innominabili. Per gli scrittori dell’antichità, la Norvegia era una paese fantastico, l’Ultima Thule, popolata da barbari selvaggi e da creature strane e fantastiche.

Il Greco Pytheas racconta (siamo nel IV secolo prima di Cristo) di un luogo in cui le leggi di natura sembrano ribellarsi, dove la terra, l’acqua e l’aria si mescolano e dove tutto sembra aleggiare in sospensione ovunque. Il noto storico Erodoto lamenta il fatto che sia praticamente impossibile raccontare qualcosa di queste popolazioni, semplicemente perché in quelle lande si fatica a vedere ad un palmo dal proprio naso. Tutta colpa di quelle “piume” bianche che continuamente piovono sulla faccia della gente – racconta – l’aria è impregnata di questa specie di fiocchi che ricopre persino il terreno! Potremmo interpretare questo episodio come il maldestro tentativo di un uomo del sud di rappresentare una tempesta di neve…

Ma a onor del vero, la Norvegia ne ha sempre avuto a sufficienza di neve e ghiaccio. Gran parte del nostro paese si trova a nord del Circolo Polare Artico. E anche se i ghiacci da tempo si sono ritirati anche dalle nostre terre, la glaciazione è durata molto più da noi che nel resto del mondo.

Anche il “paganesimo” è durato molto di più qui a nord. Mentre il resto d’Europa era stato cristianizzato già da mille anni, noi continuavamo a coltivare il culto dei nostri antichi dei “pagani”.

Vichinghi: così si chiamavano gli antichi norvegesi che intorno all’anno 1000 scorrazzavano per L’Europa rendendo insicure le coste, diffondendo terrore e paura da Londra a Parigi fino al Mediterraneo. Barbari selvaggi e senza pietà che non andavano via senza prima aver saccheggiato chiese e conventi…ma esisteva qualcosa di “sacro” per loro? In cosa credevano questi biondi pirati? In questo breve articolo, proverò a fare uno schizzo dell’antica mitologia norrena – così come la conosciamo dai racconti poetici dell’Edda – con le potenti divinità che esistevano oltre 1000 anni fa (nessuno sa chi li ha creati) e che troviamo custoditi nei racconti islandesi su pergamena risalenti al 1200 d.C.

Questi antichi racconti possono significare ancora qualcosa per noi?

Miti e favole non saranno mai fuori moda. Poiché non si tratta solo di “c’era quella volta” o “una volta”. Essi raccontano anche un “C’è ancora” e in “tutti i tempi”. E l’antica mitologia norrena – secondo me – è semplicemente uno dei modi esistenti più originali, intriganti, entusiasmanti e che inducono a riflettere creati per descrivere la nostra realtà interiore ed esteriore. Coglie in pieno la vita e l’esistenza con le parole e le immagini poetiche.

Come è nato il mondo?

In principio c’era Kulde (il Freddo) e Varme (il Caldo).

Da una parte c’era Niflheim, con il gelo e la nebbia. Dall’altro lato c’era Muspellsheim, un oceano di fiamme spumeggianti. Tra di loro il vuoto. Solo un enorme buco senza fondo: Ginnungagap. Qui, in questo enorme spazio vuoto – tra la luce e l’oscurità – sarebbe nata ogni forma di vita. Nell’incontro tra il fuoco e il ghiaccio… Lentamente la neve cominciò a sciogliersi e seppur di ghiaccio, ma animato dal calore, nacque un essere strano – un gigantesco troll. Il suo nome era Ymer. Un gigante più grande di lui non è mai esistito sulla terra.

Ma dove il ghiaccio si scioglieva, le gocce formarono un’altra creatura, con corna e mammelle: un enorme mucca. La mucca si chiamava Audhumla. E aveva latte più che in abbondanza. Scorreva a fiumi dalle sue gigantesche mammelle. Di questo si nutriva Ymer. E Audhumla, di cosa si nutriva? Leccava le pietre ricche di minerali e sali che si trovavano intorno a lei e al gigante. Ma a questo punto accadde qualcosa di strano: da una delle pietre leccate dalla mucca, all’improvviso spuntarono fuori dei lunghi capelli! Il giorno dopo comparve una testa e poi un volto dalla roccia! Il terzo giorno, infine, la mucca riuscì a liberare dalle rocce l’intero corpo… era un uomo. Alto e bello. Si chiamava Bure – e da lui discendono le divinità che noi chiamiamo Asi.

Intanto, il gigante Ymer partoriva figli da se stesso. Mentre giaceva a dormire, cominciò a sudare e… dall’ascella sinistra spuntarono fuori un essere maschile ed uno femminile. Ma anche le gambe di Ymer non erano da meno delle braccia… i suoi piedi si accoppiarono e partorirono un figlio con sei teste. Questo è l’inizio della razza dei mostri, che noi chiamiamo anche troll, ma sono soprattutto noti con il nome di Giganti.

Queste creature diverse tra loro vissero a lungo insieme e in pace. Si accoppiavano tra loro ed ebbero dei figli. Lo stesso Odino –  colui che in seguito sarà il capo delle divinità nordiche – è figlio della gigantessa Bestla e di Bor, il figlio di Bure. Ma continuavano a nascere anche altri mostri. E presto, cominciò a brulicare di giganti mostruosi. Così un giorno, Odino e i suoi fratelli – Vilje e Ve – si ribellarono contro Ymer e la sua genìa. Ci fu una battaglia terribile. Ma Odino e i suoi fratelli vinsero. Uccisero il gigante e un’inondazione di sangue si riversò sui nemici degli Asi, annegandoli…tutti tranne una coppia. Da questa coppia di giganti – che fuggendo si nascosero nel regno delle nebbie – discendono tutte le altre specie di mostri. Anche Audhumla – la mucca primogenia – deve essere stata spazzata via dall’inondazione, poiché dopo il bagno di sangue nessuno ha mai più visto o sentito parlare di lei… Gli Asi trascinarono il gigante morto Ymer al centro di Ginnungagap – il grande spazio vuoto. Lo legarono ai lati come un grande coperchio sul fondo e da qui, dal corpo del cadavere, cominciarono a creare il mondo.

Il suo sangue diventò l’oceano. La sua carne diventò la terra. Le ossa diventarono montagne e rupi. I denti e le ossa spezzate diventarono pietre. I suoi capelli furono alberi ed erba. Gli dei scaraventarono il suo cervello in alto e da lì nacquero le nuvole. E il cielo? È il teschio del gigante… posto come una cupola su tutto il creato. Poi, gli dei catturarono delle scintille dal caldo regno di Muspellsheim e le fissarono nella volta del cielo dal quale pendono e scintillano, dall’interno di quello che un tempo era il cranio del gigante Ymer…e così nascono le stelle.

Dal corpo in putrefazione di Ymer strisciarono via piccole creature. È l’origine dei nani, gli esseri del sottosuolo che vivono nelle grotte e nelle caverne. Gli Asi ne scelsero 4 per sostenere la volta celeste e a guardia dei quattro angoli della terra. Questi nani si chiamano: Østre, Vestre, Nordre og Søndre (Est, Ovest, Nord, Sud).

Così tutto ebbe senso e principio.

Come sono stati creati gli uomini?

Una volta, Odino e i suoi fratelli stavano passeggiando lungo la spiaggia quando trovano due pezzi di legno, relitti portati a riva. Raccolgono i pezzi di legno e danno loro la vita. Odino vi ci soffia sopra lo spirito della vita affinché abbiano il respiro. Vilje da loro il movimento e la ragione. Ve dona loro la vista, l’udito e la lingua. Li modellano e li colorano. Ora i pezzi di legno non sono più due relitti, ma un uomo e una donna.

Gli Asi chiamano l’uomo Ask e la donna Embla. Da loro due discende il genere umano.

Come è nato il tempo?

In principio il tempo non esisteva. Tutto esisteva in un modo incredibilmente immobile. Ma gli Asi diedero alla gigantessa Natt (Notte) e a suo figlio Dag (Giorno) ognuno il proprio carro trainato da un cavallo e li posero nel cielo affinché si rincorressero per tutto il giorno intorno alla terra. Notte conduce per prima il carro. Il suo cavallo si chiama Rimfakse. Ha la brina sulla criniera e la rugiada che ogni mattina cade sui campi sono le gocce della sua bava che schiuma dal morso. Dietro di lei segue il figlio Dag. Il suo cavallo si chiama Skinfakse, perché la sua criniera splende e riluce… Anche il sole creano, dalle scintille di Muspellsheim, e la luna è stata messa sul suo binario. Anche loro hanno ognuno il proprio carro. Due bambini sono posti a guardia per non far cadere giù il sole e la luna e per condurre il carro con i veloci cavalli. E devono proprio correre veloci perché sono stati messi alle loro calcagna due grandi lupi che inseguono il sole e la luna per divorarli! E un giorno…un giorno forse ci riusciranno…

Quindi il mondo è rotondo?

È rotondo, sì, ma non nel senso di una mela o di una sfera. Il mondo ha la forma di un cerchio… come un sottile disco piatto.

Dove abitano gli Asi e dove gli uomini?

In principio, tutto era bosco primordiale e deserto. Ma gli Asi erano dei pionieri. Ripulirono tutto e crearono dei luoghi in cui abitare, sia per se stessi che per gli esseri umani. Midgard era il nome della casa degli uomini –  perché si trova al centro del creato. E al centro di Midgard – affinché gli uomini non si sentissero soli e abbandonati – le divinità costruirono un luogo imponente per se stessi: Åsgard – una cittadella degli dei, protetta da solide mura. Per raggiungerla occorre cavalcare un arcobaleno – un ponte di fuoco. Anche intorno a Midgard furono erette solide mura perché al di fuori, nell’oscurità e nell’ignoto, dominano le forze del male e delle tenebre. In questo luogo dell’ignoto, Utgard e Jotunheim – vivono i giganti e i troll. E così è disposto il mondo: come tre anelli concentrici. E al di fuori di tutto, oltre ogni confine,c’è il grande oceano che circonda ogni cosa.

Ma non esistono anche i nani e gli elfi in questi regni?

Sì. Anche gli elfi e i nani hanno il loro habitat. I nani vivono all’interno di caverne nelle montagne e tra le rupi. Spesso anche in cunicoli sotterranei. Nei luoghi isolati di Midgard e di Utgard. I nani sono abili fabbri, ma non ci si può mai fidare di loro… gli elfi, invece, sono cordiali sia con gli dei che con gli uomini. Il loro regno si chiama Alvheim. Alcuni ritengono che si trovi all’interno delle mura di Åsgard. Altri ritengono che li possiamo trovare anche a Midgard. C’è molta incertezza sui nani e gli elfi. Alcuni ritengono persino che appartengano alla stessa discendenza che li dovremmo chiamare ”elfi scuri” ed ”elfi luminosi”. Un tempo, esisteva addirittura un’altra stirpe di divinità, precedenti gli Asi e si chiamavano Vanir. Costoro vivevano a Vanaheim. Ma la loro cittadella è scomparsa nella terra e nessuno più sa dove si trovi questo luogo…

Esiste un centro della terra?

Al centro di Midgard si trova Åsgard – e al centro di Åsgard, gli dei hanno piantato un enorme albero, un gigantesco frassino che si chiama Yggdrasil. Un albero più grande non esiste al mondo. Una delle radici si trova ad Åsgard, un’altra radice a Jotunheim e una terza radice a Niflheim – i suoi rami si estendono fino ad abbracciare tutto il mondo. Yggdrasil è il centro della terra e finché l’albero è verde e rigoglioso e porta frutti freschi, la terra continuerà ad esistere.

Chi conosce il destino, chi sa cosa accadrà nel futuro?

Presso una sorgente di Åsgard vivono le tre dee del destino – Urd, Verdande e Skuld. Si chiamano norne. Le norne conoscono il destino di ogni essere vivente e sanno cosa accadrà a tutto e a tutti. Alcuni ritengono che esistano molte altre norne oltre a loro tre e che si nascondano tra gli elfi e i nani. Anche tra gli esseri umani esistono delle donne che prevedono il futuro. Queste sibille si chiamano Volve, il cui nome significa “colei che porta lo scettro”. Il loro bastone è un simbolo di potere sovrannaturale, quando entrano in trance possono entrare in contatto con lo spirito del mondo e conoscono una gran quantità di incantesimi (i galdrer).

Come si chiamano le divinità principali?

Odino è il primo tra gli dei. È un saggio ed un potente mago, nonché il re degli dei. Il mercoledì è il suo giorno (Onsdag = Odins dag). Sua moglie si chiama Frigg, e il giorno dedicato a lei è il Venerdì (Fredag = Friggs dag). Odino possiede un cavallo che si chiama Sleipner ed ha otto zampe. Possiede anche due corvi (Hugin e Munin = Pensiero e Memoria), ogni mattina i corvi sorvolano il mondo per osservare ed ascoltare cosa accade, la sera rientrano e raccontano quello che hanno visto e udito a Odino. La sua lancia si chiama Gungne e colpisce sempre il bersaglio. Dal suo bracciale, Draupne, gocciolano ogni nove notti, altri otto bracciali splendenti. Odino ha solo un occhio, l’altro lo ha perso per un pegno in gioventù contro il gigante Mime – per poter attingere alla fonte dell’eterna saggezza di cui Mime era il guardiano. (successivamente, Mime fu decapitato, ma Odino ritrovò il cranio del gigante e lo curò con unguenti magici. Gli occhi del gigante si riaprirono e la sua bocca tornò a parlare. Da allora, la testa di Mime è uno dei migliori consiglieri di Odino…)

Subito dopo Odino c’è suo figlio Tor il più forte degli dei. Giovedì è il suo giorno (Torsdag = Tors dag). Tor è forte e irrascibile e non perde mai occasione di combattere contro i giganti e i troll. Anche Tyr (il giorno dedicato a lui è il martedì Tirsdag = Tyrs dag) forse è ancor più coraggioso di Tor, ma non c’è nessun altro al mondo forte come Tor. Il suo martello, Mjølner, è l’arma più pericolosa che esista in cielo e in terra. Tor lo può rimpicciolire o ingrandire come vuole e quando lo scaglia, colpisce sempre il suo bersaglio e torna sempre indietro nelle sue mani. Quando esce con il suo carro, utilizza i caproni al posto dei cavalli. Tanngnjost e Tanngrisne si chiamano i caproni, e anche se la sera vengono macellati per cena, il mattino seguente ritornano in vita e pronti per nuovi viaggi, l’importante è conservare bene tutte le loro ossa, senza spezzarle e racchiudere i resti all’interno della loro pelle scuoiata dopo aver terminato il pasto. Quando il carro di Tor solca i cieli sopra la terra, scaturiscono i tuoni. La moglie di Tor si chiama Siv. Ha i capelli d’oro e tra tutte le dee, solo Frøya – la dea dell’amore – è più bella di lei. Siv è colei che ha insegnato agli Asi l’arte della magia. Possiede un falcone magico e lei in qualsiasi momento può trasformarsi in un rapace, ma quando decide di uscire con il suo carro, volentieri lo lascia trainare da gatti. Tutti coloro che, invece, desiderano un aiuto e conforto nelle questioni d’amore, devono rivolgersi a Frøya, ma lei purtroppo non potrà mai aiutare e consolare se stessa. La dea dell’amore, infatti, convive eternamente con una pena d’amore: suo marito l’ha lasciata e abbandonata (nessuno sa dove è andato). Per questo Frøya spesso piange per lui e le sue lacrime si trasformano in oro zecchino. Il fratello di Frøya si chiama Frøy. Il suo nome signifca “Il Signore”. Frøy è il dio della fertilità. A dir il vero, sia lui che Frøya appartengono alla discendenza dei Vani (cioè, appartengono a quella dinastia di divinità contro i quali gli Asi, all’alba dei tempi, combatterono per il dominio del mondo). La coppia di fratelli furono originariamente catturati come ostaggi, insieme al loro anziano padre… Frøy possiede un meraviglioso cinghiale, Gyllenbuste, che può correre sia sulla terra, che nell’acqua e nei cieli! E possiede anche una nave magica, Skidbladner, che ha sempre il vento favorevole e si può ripiegare come un fazzoletto e portarla sempre con sé all’occorrenza.

Tra le divinità di Åsgard esistono molti altri tesori di tal fattura, ma tra i più preziosi fra tutti ci sono le mele magiche della dea Idunn, che le coltiva – sono le mele dell’eterna giovinezza che gli dei, di tanto in tanto, devono mangiare per non invecchiare o ammalarsi.

Odino ha molti figli. Sarebbero troppi da nominare, ma non si può ignorare Heimdall, nessuno potrebbe, perché Heimdall è nato in modo straordinario da ben 9 (!) gigantesse all’alba dei tempi, ed è il guardiano delle divinità. Vive a Himmelberget e custodisce il ponte fiammante dell’arcobaleno, Bifrost. Heimdall dorme meno di un uccello, vede bene di notte come di giorno e riesce a sentire il rumore dell’erba che cresce… Heimdall possiede il corno Gjallarhorn. Suonerà quel corno l’ultimo giorno della fine del mondo, con esso chiamerà alle armi gli dei per combattere l’ultima battaglia contro i troll e le potenze oscure.

Balder è il figlio di Odino e Frigg. È noto per la sua gentilezza, mitezza, intelligenza e beltà. Balder fa spesso brutti sogni e ha paura di morire, ma sua madre – la più potente tra le dee – ha fatto in modo che ogni cosa ed essere vivente giurasse di non fare mai del male a suo figlio. Per questo ad Åsgard gli dei si divertono a giocare al bersaglio con Balder, anche mirando alla cieca, perché tanto lui non potrà mai essere ucciso o ferito. Ma Frigg aveva dimenticato di chiedere la promessa al vischio, era una pianta così piccola e innocua. Ma il mago degli intrighi Loke lo venne a sapere e convinse il cieco Hód a colpire a morte Balder con un vischio. Fu così che Balder morì e andò nel regno dei Morti, dal quale gli Asi si ripromisero di portarlo fuori. La regina del Regno dei Morti disse loro che se tutto il mondo avesse versato lacrime per Balder, allora lo avrebbero riavuto vivo. E da allora tutto e tutti – anche le pietre e gli alberi – cercano di piangere (invano) per riportare in vita il dio morto.

Chi sono i nemici degli uomini e degli dei?

I troll o gli esseri dell’oscurità, ma soprattutto i giganti. Costoro vivono a Utgard e Jotunheim – nel deserto e tra le montagne ostili. I giganti sono le forze del caos, che sconquassano tutto.  L’unico tra le divinità che riesce a opporsi alla loro potenza è il dio del tuono, Tor. Ma i giganti sono abili conoscitori delle arti magiche come nessun altro. Per esempio, una volta costruirono un gigante d’argilla, campione nella lotta. Lo chiamarono Mokkurkalve. Un essere artificiale, ma vivo e dall’aspetto spaventoso: nove miglia di altezza per tre miglia di spalle!

Le gigantesse si chiamano Gygre. Utilizzano i lupi per trainare i carri e dei serpenti per briglie. Possono essere orrendamente brutte, dei veri mostri, ma alcune gigantesse sono anche straordinariamente belle e così attraenti che lo stesso Odino, più di una volta, si è lasciato affascinare e travolgere in selvagge avventure amorose con loro.

Ma a dir la verità, Loke e i suoi figli sono ancor più pericolosi dei giganti?

Loke è un potente mago intrigante e creatore di sciagure. È un gigante, ma in gioventù unì il suo sangue a quello di Odino, in un patto scellerato e perciò fu ammesso alla corte degli Asi.

Loke è soprattutto un burlone, al quale vanno quasi sempre tutte storte. Ma è anche il consigliere degli Asi ed è stato lui a provocare la morte del dio Balder. Per questa sua ultima malefatta, gli dei lo punirono legandolo saldamente ad un serpente che gli alita in faccia e lascia cadere il suo veleno sul suo volto. Ma Sigyn – la moglie di Loke – è fedele e pazientemente gli siede accanto e raccoglie con una grande bacinella il veleno del serpente per evitare che tocchi Loke. Ma di tanto in tanto, deve voltarsi a svuotare il catino e a quel punto il veleno gocciola proprio sul viso di Loke, e lui si scuote e si divincola così forte da far scuotere tutta la terra. Così avvengono i terremoti.

Loke ha i figli ad Åsgard. Ma ha anche una prole ben più strana e orrenda. Con la gigantessa Angerboda ha concepito ed è divenuto padre del lupo Fenri, del serprente di Midgard e di Hel – e con lo stallone Svadilfare è diventato madre (!) del cavallo di Odino Sleipner.

Il Lupo Fenri è un vero mostro. Cresciuto e allevato ad Åsgard, crebbe presto divenendo enorme, selvaggio e aggressivo, tanto che solo il dio Tyr osava dargli da mangiare. Gli Asi fecero preparare dai nani la catena Gleipne, che non si spezza mai. È composta dal rumore dei passi di un gatto, barba di donna, radici delle montagne, tendini di orso, anima di pesce e sputo di uccelli (ed è per questo che i passi dei gatti non si sentono, le donne non hanno la barba e così via). Con questo guinzaglio magico, riuscirono a tenere legato il lupo così saldamente da non farlo muovere e gli fu conficcata una spada tra le fauci affinché avesse sempre le fauci spalancate, anche se resta a distanza di sicurezza e non può mordere nessuno. Il lupo sarà il primo, alla fine del mondo, ad essere sguinzagliato…

L’altro figlio che Loke ebbe dalla gigantessa Angerboda fu un serpente. Gli Asi lo gettarono nel mare dove, nel tempo, è cresciuto fino a diventare enorme e si chiama il serpente di Midgard perché circonda tutto il mondo con il suo corpo e si morde la coda.

Ad ogni modo, ci si chiede se l’ultima dei tre figli di Loke e Angerboda non sia la più pericolosa per gli Asi e gli uomini. Una ragazza orribile – per metà bianca e per metà nera come la pece. Fu allontanata da Åsgard e confinata nell’estremo nord. Qui, lei creò un regno dei morti sotterraneo, un luogo grigio, freddo e umido. Il suo nome è Hel e Hel è anche il nome del suo regno (ancora oggi si usa dire “å slå i hel/i hjel” (andare all’inferno) ed è chiara la radice dal quale poi i cristiani coniarono il termine “helvete”, inferno). A Hel arrivano tutti coloro che muoiono di malattia e di vecchiaia. In questo luogo vivono come tristi ombre. La stessa regina dei morti somiglia ad un cadavere e tutte le cose che possiede hanno dei nomi che ricordano la gelida “vita” nelle tombe. Quando nei tempi antichi si pensava che ci fossero gli spiriti dei morti in giro, si usava dire che “Hel ha aperto i cancelli”. Alla fine dei tempi, Hel e la sua schiera di morti lotteranno contro gli Asi.

Ci sono altri luoghi dell’al di là?

Coloro che muoiono in battaglia onorevolmente, dopo la morte, sono accolti da Odino o Frøya. Le valchirie o “amazzoni” sono le donne con la corazza che le divinità inviano per raccogliere gli eroi caduti in guerra. Sono armate e cavalcano nell’aria. A Åsgard, Odino e Frøya si spartiscono gli eroi. Quelli scelti da Odino giungono nel Valhall (“val” = campo di battaglia) e quelli scelti da Frøya giungono a Folkvang (“Folk” in questo caso sta per ”uomini che hanno partecipato alla battaglia”). Della vita a Folkvang non sappiamo molto, ma del Valhall ci sono numerose indicazioni. Sulla collina fuori dall’enorme “caserma”, gli eroi possono combattere tutto il giorno finché vogliono e non importa se perdono un braccio o due, perché la sera si rialzano interi come prima. Si riuniscono come buoni amici e partecipano a infiniti festini in cui delle splendide valchirie versano da bere idromele e servono maiale arrosto. E anche il maiale che mangiano è sorprendente: il suo nome e Særimne, ogni giorno viene macellato e divorato, ma la sera dopo il banchetto ritorna in vita.

Alla fine dei tempi, Odino condurrà gli Asi e gli eroi morti nell’estrema lotta contro i giganti e le potenze oscure. Lui stesso combatterà contro il lupo Fenri e la bestia lo divorerà. Così è stato predetto.

Gli dei possono morire?

Sì. Gli dei possono morire

Come sarà la fine del mondo?

Alla fine dei tempi ci sarà caos e guerra. Questo periodo si chiamerà Ragnarok e significa ”il tempo in cui tutte le potenze si scatenano”. I fratelli si pugnaleranno alle spalle, e il figlio ripudierà il proprio padre. Poi seguiranno tre anni di lungo inverno. Questo periodo si chiamerà Fimbul. Poi, i lupi che inseguono il sole e la luna divoreranno gli astri celesti. Le montagne si fonderanno e ogni legame si spezzerà. Sarà così che anche il Lupo Fenri si libererà. Correrà per tutto il mondo con le sue fauci spalancate: la mandibola inferiore ghermirà la terra, quella superiore le nuvole. Nei suoi occhi saranno come braci ardenti e dalle narici sputerà fuoco. Anche Loke riuscirà a liberarsi. Salperà con la sua nave tremenda, Naglfar – la nave fatta con le unghie degli uomini morti. Con il vento in poppa e una schiera di cadaveri in putrefazione salperà verso il regno dei morti di sua figlia… E il serpente di Midgard uscirà dalle acque e si rovescerà sulla terra, ribaltando i campi e i prati. A sud i cieli si squarceranno e dai territori ignoti al di là – dallo sconosciuto e pauroso mondo di Muspellsheim, l’universo di fuoco che esisteva ancor prima che Odino e i suoi fratelli creassero il mondo – giungerà un esercito potente di cavalieri scintillanti. Impugnano spade di fuoco. Ovunque passeranno, tutto brucerà e prenderà fuoco. E il grande arcobaleno si spezzerà al peso del loro passaggio…nel luogo che si chiama Vigrid-vollen (cento miglia di larghezza per cento miglia di lunghezza) si svolgerà l’ultima decisiva e sanguinosa battaglia: Odino sarà divorato dal Lupo Fenri. Tor e il Serpente di Midgard si uccideranno a vicenda. Così si uccideranno anche Heimdall e Loke. Tutto il mondo andrà in fiamme. Persino Yggdrasil – il grande albero del mondo – brucerà. Quando la tempesta di fuoco avrà distrutto tutto e il mondo intero sarà ridotto in cenere, i resti arsi affonderanno nell’oceano e spariranno.

E questa è la fine?

No. Dall’oceano emergerà una nuova terra, verde e rigogliosa. Bella come un sogno. Con i campi che produranno frutti da soli. Con abbondanza di pesci e di cacciagione. Nessuno morirà mai di fame. Nessuno morirà mai di freddo, perché – meraviglia! – il Sole partorirà una figlia. Ogni male è stato sconfitto. Il mondo è stato ripulito. Una nuova vita può rinascere. Åsgard è scomparsa. Non esiste più una pietra della vecchia cittadella degli dei. Eppure, sarà qui che ricomincerà tutto: dagli Asi che non sono caduti nell’ultima grande guerra…

Ma allora qualcuno sopravvive?

Qualli che il caso ha voluto – coloro che erediteranno la terra.

Ci sono anche degli uomini tra questi?

Solo una coppia di esseri umani sopravviverà. Liv e Livtrase si chiameranno. Entrambi cercheranno riparo nel luogo che si chiama Hoddmime. Qui, la tempesta di fuoco passerà oltre senza trovarli. E l’oceano restituirà loro la vita. Per molto tempo, la rugiada del mattino sarà il loro unico cibo. Da questa coppia nascerà una nuova umanità.

Quindi, in fin dei conti, c’è speranza?

I miti ci raccontano che c’è sempre speranza. »

2 thoughts on “Mitologia norrena

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