Il fabbro e il panettiere


(Smeden og bageren)

 

Di Johan Herman Wessel (trad. Annalisa Maurantonio)

 

In una cittadina, un fabbro abitava

Illustrazione di Theodor Kittelsen (1890)

e diventava pericoloso quando si infuriava.

Egli si fece un nemico (se ne può sempre avere

io non ne ho l’onore

e nemmeno il mio lettore)

E fu sventura parimenti

di incontrarsi in una locanda.

Bevvero (anch’io bevo nella locanda

non ci andrei altrimenti

ma bada bene, lettore,

io vado sempre in quelle d’onore).

Bevvero come ho già detto

e dopo molti insulti e parole a effettoWessel smedbager03.jpg

il fabbro gli sferrò un bel cazzotto,

così violento fu il botto

che quell’altro il giorno non vide più

e da allora non ne vide proprio più.

Subito il fabbro fu arrestato

un medio esaminò l’assassinato

e di morte violenta emise il certificato.

L’assassino confessò dopo esser stato interrogato.

La sua unica speranza era di andar nell’al di là

e trovare il perdono del suo rivale, là.

Ma ascolta! Ora viene il bello! Il giorno stesso

prima che il verdetto fosse emesso,

quattro cittadini si presentarono

al giudice ed il più eloquente

gli parlò convincente:

« O sapiente!

Sappiamo che Lei bada sempre al bene della città,

ma il bene dipende dal fatto che in questa città

dobbiamo riavere il nostro fabbro immantinente.

La sua morte non risveglierebbe certo quel morto!?

Noi non troveremo mai un uomo così capace

e noi pagheremmo tremendamente quel torto

se lui trovasse l’eterna pace. »

« Mio caro amico, rifletta bene! La vita si paga con la vita!»

« Qui vive un panettiere povero e decrepito

e con il diavolo tra breve se ne sarà ito.

Di fornai ne abbiamo due. E se si prendesse il più incartapecorito?

Così una vita sarebbe pagata con un’altra vita! »

Rispose il giudice: « L’idea non è del tutto illecita

Ho bisogno di rimandare la sentenza

poiché il caso è così serio che in coscienza

devo pensare se la vita al nostro fabbro è bene concedere.

Addio, brava gente. Farò tutto ciò che è in mio potere! »

« Addio, sapiente messere! »

Il giudice sfogliò il suo codice accuratamente

Ma non trovò nulla di pertinente

su come giudicare al posto del fabbro un panettiere,

così giunse alla sua conclusione

ed emise la seguente decisione:

(Venga!, chi vuol sentir la soluzione)Wessel smedbager06.jpg

« Si presenti il fabbro Jens

chiamato in giudizio dalla corte

per aver dato morte

ad Anders Pedersen.

Non c’è che un fabbro nel nostro villaggio

ma devo esser privo di ogni vassallaggio,

e sebbene voglia vedervi morto, assai

ma qui due sono i fornai,

perciò questo è il mio giudizio:

il fornaio più anziano dovrà scontare il supplizio

per l’avvenuto assassinio, vita per vita scontata

avrà la punizione meritata

parimenti per l’orrore e per il disgusto reso. »

Il panettiere pianse per la sua anima condannata

quando lo portarono via di peso!

MORALE

Sii sempre pronto per la Morte!

Essa si nasconde dietro tutte le porte.

Testo originale/opprinnelig tekst:

SMEDEN OG BAGEREN.

Der var en liden Bye,/i Byen var en Smed,/Som farlig var,/naar han blev vred./Han sig en Fiende fik; (dem kan man altid faae,/Jeg ingen har, det gaae/Min Læser ligesaa!)/Til Uhæld for dem begge to/De træffes i en Kroe./De drak (jeg selv i Kroe vil drikke;/For andet kommer jeg der ikke./Anmærk dog, Læser! dette:/Jeg immer gaaer paa de honette.)//

Som sagt, de drak,/Og efter mange Skieldsord, hidsigt Snak,/Slaaer Smeden Fienden paa Planeten./Saa stærkt var dette Slag,/At han saae ikke Dag,/Og har ei siden seet’en.//

Strax i Arrest blev Smeden sat./En Feldskiær faaer den Døde fat,/Og om en voldsom Død Attest hensender/Den Mordere forhøres og bekiender./Hans Haab var, at han skulde hisset gaae,/Og der Forladelse af sin Modstander faae./Men hør nu Løier! netop Dagen,/Før Dom skal gaae i Sagen,/Fremtriner fire Borgere For Dommeren;/den mest veltalende Ham saa tiltalede:/”Velviseste! Vi veed, paa Byens Vel De altid see;/Men Byens Vel beroer derpaa,/At vi vor Smed igien maae faae./Hans Død opvækker jo dog ei den Døde?/Vi aldrig faaer igien saa duelig en Mand./For hans Forbrydelse vi alt for grusomt bøde, Om han ei hielpes kan.”//

“Betænk dog, kiere Ven! der Liv for Liv maae bødes.”/”Her boer en arm udlevet Bager,/Som Pokker snart desuden tager./Vi har jo to, om man den ældste tog af dem?/Saa blev jo Liv for Liv betalt.”/”Ja,” sagde Dommeren, “det Indfald var ei galt./Jeg Sagen at opsette nødes;/Thi i saa vigtigt Fald man maae sig vel betænke,/Gid vores Smed jeg Livet kunde skienke!/Farvel godt Folk! jeg giør alt, hvad jeg kan.”/”Farvel velvise Mand!” .

Han bladrer i sin Lov omhyggelig;/Men finder intet der for sig,/Hvorved forbuden er,/for Smed at rette Bager;/Han sin Beslutning tager,/Og saa afsiger denne Dom:/(Hvem, som vil høre den, han kom!)/”Vel er Grovsmeden Jens/For al Undskyldning læns,/Og her for Retten selv bekiendte,/Han Anders Pedersen til Evigheden sendte;/Men da i vores Bye en Smed vi ikkun have,/Jeg maatte være reent af Lave,/Ifald jeg vilde see ham død./Men her er to, som bager Brød.” /”Thi kiender jeg for Ret:/Den aeldste Bager skal undgielde det,/Og for det skedte Mord med Liv for Liv bør bøde,/Til velfortiente Straf for sig Og ligesindede til/Afskye og til Skræk.” /Den Bager græd Guds jammerlig,/Da man ham førte væk.//

Moral: Beredt til Døden altid vær!/Den kommer, naar du mindst den tænker nær.

One thought on “Il fabbro e il panettiere

  1. Dragon 54 scrive:

    Ho trovato questo sito molto bello e vorrei ringraziarti!

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