Usi e costumi sul matrimonio in Norvegia e Scandinavia


sposiOgni paese ha le sue tradizioni riguardo determinati eventi e occasioni, come per esempio il matrimonio. La Norvegia non vi si sottrae, sebbene molte abitudini coincidono con quelle anglosassoni e occidentali in genere, adottate nel tempo anche in Italia.

Helle Mari B. Dullum è una web planner esperta in organizzazione dei ricevimenti matrimoniali e conoscitrice delle più antiche tradizioni norvegesi sul matrimonio. Nelle seguenti indicazioni, viene fornita la regola generale vigente e la regola della tradizione con la sua spiegazione.

Da una vecchia superstizione di origine anglosassone deriva l’abitudine per la sposa di indossare il giorno del matrimonio:

  • Qualcosa di vecchio (indica la tradizione, la continuità, il legame della sposa con la sua famiglia e la vita precedente il matrimonio);
  • Qualcosa di nuovo (indica la speranza nel nuovo futuro che l’attende);
  • Qualcosa di prestato (in particolare qualcosa che un amico o amica della sposa presta il giorno del matrimonio perché ritiene che sia un oggetto particolarmente fortunato in grado di “contagiare” un po’ di quella fortuna anche alla sposa);
  • Qualcosa di Blu (il colore blu indica fedeltà, limpidezza e amore profondo);
  • Una monetina nella scarpa destra (auspicio di benessere economico). Anticamente doveva essere lo sposo a portare nella scarpa sinistra una monetina, poi la tradizione è passata alla sposa e alcuni negozi sono specializzati nel vendere le scarpe da sposa già “corredate” con la monetina. In Norvegia si utilizza il centesimo più piccolo in circolazione da 50 øre. La sposa lo deve tenere per tutta la giornata.

Il Velo

L’uso del velo per la sposa risale a tempi antichissimi ed è comune a diverse culture e società. Il velo è simbolo di verginità e innocenza. In Norvegia è abitudine togliere il velo subito dopo il primo ballo (un valzer) degli sposi; ma altre donne preferiscono conservarlo e tramandarlo di generazione in generazione.

Il Bouquet

È compito dello sposo ordinare il bouquet per la sposa. Secondo un’antica tradizione – anch’essa si perde nel tempo – il bouquet viene lanciato a fine matrimonio in direzione delle ospiti nubili, chi prende il bouquet sarà la prossima a sposarsi. Questa tradizione viene dagli Stati Uniti e in Norvegia non è presa molto in considerazione se non da pochi, la maggior parte preferisce conservarlo e lasciarlo essiccare.

La difficoltà per lo sposo nello scegliere il bouquet sta nel fatto che lui non conosce l’abito della sposa e deve ugualmente scegliere una composizione che si adatti ai gusti della sposa, per questo lo sposo è guidato nella scelta dal prediligere i fiori preferiti della sposa oppure puntare sui classici: rose, gigli, orchidee.

Il fiore all’occhiello dello sposo

Il fiore all’occhiello dello sposo deve essere dello stesso tipo e colore predominante del bouquet della sposa.

Uno sposo che indossa l’uniforme non deve appuntare alcun tipo di fiore sulla giacca; mentre lo può fare il suo testimone o i genitori della coppia.

Le decorazioni floreali

È sempre il bouquet che comanda la scelta delle decorazioni floreali del ricevimento in quanto a tipologie e colori. Ci si può orientare con il “linguaggio dei fiori” che in “norvegese” funziona così:

  • Violette = lealtà;
  • Non ti scordar di me = memoria;
  • Iris = salute;
  • Camelia = riconoscenza;
  • Caprifoglio = Fedeltà;
  • Giglio = Purezza;
  • Garofano = Amore vero;
  • Rosa = Bellezza;
  • Margherita = complicità;

Il matrimonio e il ricevimento

Il termine norvegese per “sposalizio” è “Bryllup” che deriva dal norreno “Brudeløp” (la corsa della sposa) perché anticamente ci si conquistava il favore della sposa con particolari e spettacolari “prove d’amore”. Con il passar del tempo ha assunto il significato di “corteo nuziale” indicando il corteo che si formava dalla casa della sposa verso la sua nuova dimora.

Una tradizione norvegese ancora in voga e di uso piuttosto recente durante il ricevimento (il pranzo nuziale) è la seguente: ogni volta che qualcuno tintinna con le posate sul bicchiere, i neo sposi si alzano, salgono sulla sedia e si baciano, mentre se si battono i piedi per terra, gli sposi si nascondono sotto il tavolo e si baciano. Questa manifestazione non ha alcun reale significato se non quello di fare un po’ di chiasso e creare un’atmosfera di gioco.

Il pranzo nuziale

Come si svolge un tipico pranzo nuziale norvegese? Nel caso in cui ci si rivolge a un organizzatore esterno, l’accoglienza degli ospiti in sala sarà compito degli allestitori, altrimenti è compito dei genitori dello sposo fare gli onori di casa. La prima cosa da fare è servire un drink e – se è prevista una particolare disposizione degli ospiti ai tavoli – si indica loro il proprio posto senza farli sedere. Chi si è incaricato dei regali, li dispone sul tavolo dei regali appositamente predisposto.

Il “cerimoniere” verifica chi fra gli ospiti desidera fare un “discorso” e controlla che tutto sia in ordine anche in cucina.

Infine, arriva la coppia di sposi. Gli ospiti sono invitati a prender posto, ma non si siedono prima che lo abbiano fatto lo sposo e la sposa.

Il discorso nuziale

Il primo a parlare nell’ordine è il padre della sposa che da il benvenuto agli ospiti. Il discorso si tiene subito dopo aver versato il primo bicchiere di vino oppure subito dopo il primo piatto. Per finire, il padre della sposa presenta il/la “cerimoniere” che si alza, ringrazia e fornisce spiegazioni pratiche su come si svolgerà la festa, secondo il seguente “piano”:

  1. Canzone di benvenuto degli sposi
  2. Si serve la prima portata: quando tutti hanno terminato di mangiare si sparecchia e il cerimoniere da il consenso al padre della sposa.
  3. Secondo discorso del padre della sposa seguito dal
  4. Brindisi
  5. Discorso dello sposo in risposta a quello del suocero.
  6. Si serve la seconda portata, si attende che tutti mangino e si sparecchia.
  7. La sposa intona una canzone per lo sposo
  8. Ultima portata
  9. Canzone o discorso dei testimoni della sposa, seguito dal
  10. Discorso o canzone dei testimoni dello sposo, seguito dal
  11. Discorso della madre o del padre dello sposo seguito da
  12. Una canzone dei genitori dello sposo.
  13. Discorso dei fratelli o sorelle dello sposo o della sposa.
  14. Si serve il dessert. Subito dopo che tutti sono stati serviti e hanno potuto assaggiare il dolce, il cerimoniere da la possibilità a chiunque di fare
  15. Un discorso libero, seguito da
  16. Una o più canzoni o recitazione di versi e poesie.
  17. Terminato il dessert, si sparecchia e si ringrazia per il pranzo.
  18. L’ultimo discorso spetta al padre dello sposo, si ringrazia per il pranzo e si brinda alla compagnia.

È sottinteso che l’ordine non è necessariamente perentorio né obbligatorio farlo, ma qualora si rispetti fedelmente la tradizione, il/la cerimoniere si prenderà cura di assicurarsi che i discorsi non siano simili tra loro né troppo lunghi per evitare interruzioni prolisse che rovinano il corso del pranzo.

La sistemazione dei posti a tavola

È opportuno stabilire la sistemazione degli ospiti a tavola per agevolare la conversazione o evitare particolari imbarazzi tra gli ospiti che non si conoscono bene. Nei matrimoni con molti ospiti è da prediligere la disposizione dei tavoli a ferro di cavallo. Anche qui le regole sono ben precise:

Madre dello sposo Padre della Sposa Sposa Sposo Madre della sposa Padre dello sposo
  • La sposa siede alla destra dello sposo.
  • Il padre della sposa siede alla destra della sposa insieme alla madre dello sposo. La madre della sposa siede alla sinistra dello sposo insieme al padre dello sposo.
  • Per gli sposi con genitori separati, ma che sono rimasti in buoni rapporti vige la stessa regola; gli eventuali nuovi compagni si siedono a seguire dei rispettivi partner tra gli ospiti della tavola principale.
  • I testimoni – se di sesso opposto – si siedono in tavoli separate. Se invece, sono dello stesso sesso si posizionano ai lati dei familiari più stretti degli sposi.
  • I nonni di entrambe le parti si siedono rispettamente al lato dei rispettivi nipoti/sposi, oppure insieme a i testimoni; ma in ogni caso deve essere riservato loro una posizione di rilievo nella tavolata.
  • Per tutti gli altri ospiti vale la regola che – nel modo più opportuno e discreto – si mescolino parenti e amici della coppia.

Il taglio della torta

Prima di portare la torta nuziale in sala, si invitano gli ospiti a prendere il caffè in un’altra sala.

Arriva la torta e entrambi gli sposi tagliano le prime fette della torta nuziale, mentre il cerimoniere legge i telegrammi e i biglietti di auguri. Il rituale del taglio della torta è molto preciso: la mano dello sposo guida quella della sposa (nella tradizione si riteneva che se non si faceva così, la sposa sarebbe rimasta senza figli). La sposa assaggia per prima il dolce e ne offre un pezzo allo sposo, in questo modo – anticamente – la moglie si prendeva la responsabilità di verificare che il dolce non fosse avvelenato. Il dolce viene distribuito agli ospiti. La tradizione vuole che tutti gli ospiti mangino un pezzo della torta nuziale per non portare sfortuna alla coppia.

Il ballo nuziale

Gli sposi aprono le danze, da soli, solitamente con un valzer. Il secondo ballo, lo conducono nuovamente i due sposi, ma si possono aggiungere gli ospiti. A seguire nell’ordine:

  • la sposa balla con il suocero e lo sposo con la suocera; poi
  • la sposa balla con il proprio padre e lo sposo con la propria madre; poi
  • gli sposi ballano con i rispettivi testimoni; infine
  • ognuno è libero di ballare con chi vuole, anche la coppia di sposi.

La tradizione vuole, appunto che sia la coppia di neo sposi a fare il primo ballo in quanto hanno creato un nuovo nucleo familiare. Il primo ballo della coppia – dice la tradizione – che si deve fare prima delle ore 12 (mezzogiorno) oppure entro la mezzanotte. Sempre secondo la tradizione, gli ospiti si dispongono in cerchio intorno alla coppia che balla al centro mentre gli ospiti accompagnano il ballo battendo a ritmo le mani e avanzando verso la coppia restringendo poco alla volta il cerchio intorno a loro.

Verso la conclusione della cerimonia

Quando il ricevimento finisce e gli sposi vanno via, molti continuano a legare sul retro della macchina dei barattoli di latta. Secondo la tradizione, il rumore dei barattoli serviva a spaventare e allontanare gli spiriti maligni e augurare alla coppia un futuro insieme sicuro e sereno. In una tradizione norvegese lontana nel tempo, si dice che era soliti legare dietro la vettura che portava via gli sposi (carretto, carrozza o calesse) una scarpa destra che serviva ad augurare alla coppia moltissima fortuna. Oggigiorno molti usano attaccare solo un cartello con la scritta “Oggi sposi” con fiocchi e nastri e serve solo per far sapere a tutti che in quell’auto ci sono dei novelli sposi.

La prima notte di nozze

In tempi antichi, affinché il matrimonio fosse valido ai fini giuridici, la coppia doveva ”consumare” la relazione con un rapporto fisico completo che doveva svolgersi … dinanzi a testimoni. Oggigiorno, fortunatamente, la coppia ha diritto di restare sola anche se a volte, alcuni parenti o amici ”fedeli” alla tradizione usano fare una ”visita clandestina” prima che gli sposi arrivino al ”talamo” versando del sale sul letto o spostando qualche mobile o versando i cornflakes in cucina o altri segni del genere in modo tale da ”accorgersi” se gli sposi fossero stati lì. Per cui, è bene che gli sposi facciano una bella … pulizia prima di godersi la prima notte di nozze!

La luna di miele

I primi giorni dopo il matrimonio sono denominati nella tradizione ”luna di miele”, che in norvegese si dice ”hvetebrøddagene”, i giorni del pane bianco questo perché dopo la benedizione, la coppia si ”ritirava” per alcuni giorni nutrendosi solo di ”pane bianco” e …amore. Il pane bianco – in una società povera – significava poter gustare per alcuni giorni di una prelibatezza che si poteva mangiare solo in occasioni eccezionali o riservata ai ricchi benestanti.

Oggi, i giorni della luna di miele sono stati sostituiti da un viaggio in cui … c’è ben più del pane bianco da mangiare.

Il ritorno a casa

La prima volta che lo sposo porta a casa la sposa – che sia subito dopo la festa o dopo la luna di miele – per trascorrere la loro prima notte nella loro casa è tradizione che lo sposo prenda in braccio la sposa prima di varcare la soglia. La soglia di casa è simbolo del passaggio per la sposa dalla ”vecchia” vita al nuovo che la attende ed è perciò importante che il marito la accompagni e la aiuti a ”oltrepassare il confine” con sicurezza.

Il regalo del mattino dopo

Un’antica tradizione è il regalo dello sposo alla sposa il mattino seguente il matrimonio. Questo era inteso come una sorta di assicurazione per la vita alla moglie nel caso succedesse qualcosa al marito. Anticamente si trattava di una sostanziosa somma di denaro che avrebbe dovuto assicurare un futuro economico alla moglie qualora rimasse senza figli e non avente diritto all’eredità del marito (secondo la giurisprudenza norvegese antica).

Nel tempo questa tradizione è andata mutando, oggi è prevalentemente inteso come una scambio reciproco di doni (anche se non tutti lo fanno) sebbene il regalo rimanga particolarmente importante, personale e pieno di significato.

LA CERIMONIA IN CHIESA

Il senso del matrimonio è quello di benedire l’unione dinanzi al mondo e dinanzi a Dio (per chi crede) in una promessa solenne di rispetto reciproco e duraturo nel tempo.

Ma anche la cerimonia in chiesa ha assunto nei secoli delle regole ben precise. Particolare, in Norvegia – prima di giungere al matrimonio – era anche il modo di chiedere la mano. Tradizionalmente è l’uomo a chiedere la mano alla donna (anche se ora non è più molto di moda), tuttavia era possibile per una donna chiedere la mano dell’uomo solo in un giorno ben preciso: il 29 febbraio, vale a dire ogni quattro anni. Se l’uomo, però, rifiutava la richiesta della donna, avrebbe dovuto comprare per lei 12 paia di guanti, in modo tale che per tutto un anno lei avrebbe potuto nascondere con i guanti la mancanza di un anello nuziale al dito.

Gli anelli nuziali

La tradizione dello scambio degli anelli giunge in Norvegia intorno al 1300, l’anello era simbolo dell’avvenuto patto tra due persone. In tempi precedenti si utilizzava il “bracciale” anche nei patti di alleanza tra uomini.

Oggi è abitudine scambiarsi anche l’anello di fidanzamento, non è insolito vedere coppie che utilizzano l’anello di fidanzamento come anello nuziale. La posizione dell’anello nei paesi del nord non ha un significato specifico: alcuni ritengono che vada messo sull’anulare della mano sinistra perché ritengono che da lì passa la vena che porta al cuore, altri ritengono che l’anello vada messo sulla mano destra perché è la mano che si solleva nei giuramenti.

In Svezia, per esempio, durante la benedizione degli anelli ci si scambia sia gli anelli di fidanzamento che le “fedi” e si indossano sull’anulare della mano sinistra.

La disposizione dei posti in Chiesa

Secondo la tradizione, i genitori della sposa sono incaricati di accompagnare gli ospiti ai loro posti. Se non loro, che vi sia qualcuno degli allestitori che lo faccia per contro della famiglia.

È regola che lo sposo e i suoi familiari arrivino 10-20 minuti prima della sposa e che lo sposo entri in chiesa accompagnato dalla madre e seguito dal testimone; ma sempre più spesso capita che lo sposo entri da solo seguito dal testimone o si collochi direttamente nei pressi dell’altare.

È regola che i familiari e il seguito della sposa si sieda nel lato sinistro della chiesa, mentre il seguito e i familiari dello sposo si collocano nell’ala destra della chiesa. I genitori e i parenti stretti si dispongono vicino agli sposi, mentre amici, conoscenti e altri parenti si accomodano man mano sempre più distanti. I familiari degli sposi devono trovarsi in chiesa abbondantemente prima degli altri ospiti. Gli ospiti possono prender posto fino a 5 minuti prima dell’inizio della cerimonia.

L’ingresso della sposa

La sposa è tradizionalmente accompagnata all’altare dal padre e arriva per ultima. Se la sposa non può essere accompagnata dal padre, può essere sostituito – nell’ordine – da un fratello, o da uno zio o, infine, da un qualsiasi altro parente uomo che accompagna la sposa fino all’altare. Una abitudine recente è quella di permettere alla madre di accompagnare la figlia all’altare. Recentissimo è, invece, la scelta da parte degli sposi di entrare insieme, come accade nei matrimoni reali, come hanno fatto il principe ereditiero norvegese Håkon e sua moglie, la principessa Mette Marit. Comunque sia, l’importante è che la coppia si trovi a proprio agio.

L’ingresso della sposa è accompagnato dalla marcia nuziale, molti richiedono la marcia nuziale di Mendelsohn, ma gli sposi devono concordare questa parte con il celebrante anche se in linea di principio possono scegliere qualsiasi cosa. Man mano che la sposa avanza, tutti si alzano e guardano la sposa. Eventuali damigelle e pagetti seguono la sposa.

Nel momento in cui la sposa viena lasciata nelle mani dello sposo questo le porge la mano – è concesso, anche se non si dovrebbe fare, dare un bacio sulla guancia alla sposa – e la aiuta a prendere posto. Solo quando gli sposi si siedono, anche gli ospiti si accomodano.

La fine della celebrazione

Al termine del rito, nuovamente si intona la marcia nuziale per accompagnare gli sposi con solennità fuori dalla chiesa: la sposa e lo sposo a braccetto si avviano verso l’uscita con (eventuali) damigelle i paggi dietro di loro. Tutti gli altri seguono la coppia nell’ordine seguente: il padre della sposa con la madre dello sposo e la madre della sposa con il padre dello sposo. Dopo i genitori, seguono i testimoni e poi gli altri parenti e per ultimi gli amici e i conoscenti. Fuori dalla chiesa, spesso si assiste al lancio del riso o dei confetti, dei coriandoli, dei petali di rosa o delle bolle di sapone per festeggiare gli sposi e augurare loro felicità e abbondanza. È questo il momento per parenti e amici di scattare le foto sul sagrato o davanti le porte della chiesa, perché subito dopo è il turno del fotografo ufficiale.

Successivamente gli sposi si allontanano per fare le foto o un giro con la vettura prestabilita, mentre gli ospiti si aggingono a raggiungere il luogo del ricevimento.

Il matrimonio civile

Se il matrimonio è solo civile, ci sono meno regole da seguire, ma bisogna considerare che le sale municipali o gli uffici sono più piccoli delle chiese per cui è bene prediligere la presenza dei familiari e dei testimoni, mentre amici e conoscenti restano fuori ad aspettare la coppia. Il rito civile dura all’incirca 10 minuti. Gli sposi arrivano insieme, l’assessore o il sindaco deputati da il benvenuto agli sposi e declama i termini di legge. Gli sposi possono rimanere in piedi per tutto il tempo oppure sedersi. Se ci si siede, lo sposo aiuta la sposa porgendole la sedia e collocandosi alla sua sinistra.

Il rito civile può assumere un carattere più “intimo”, se ci si accorda precedentemente consegnando al “celebrante” un testo poetico da leggere o altro brano scelto.

Se il viaggio di nozze è previsto per il giorno stesso del matrimonio è buona pratica optare per un pranzo veloce, a base di “fingerfood”, cibo a buffet che si può mangiare anche in piedi accompagnato da un buon vino, bianco o rosé, e champagne. In questa occasione, i discorsi di rito sono notevolmente ridotti nei contenuti e nel numero. Subito dopo il pranzo/intrattenimento, la coppia parte e gli ospiti tornano a casa.

3 thoughts on “Usi e costumi sul matrimonio in Norvegia e Scandinavia

  1. asorrosa scrive:

    Grazie… per molte cose è simile a quello nostro… prenderò spunto per qualcosa della loro tradizione…

    • norlit scrive:

      Sì, infatti. Forse tipicamente norvegese è il bizzarro “rito del bacio” e il regalo tra gli sposi il giorno dopo … se trovo cose “interessanti” o spiritose sui rapporti tra nuore e suocere norvegesi, non mancherò di scriverlo😉

  2. Gabriella scrive:

    Interessante, alcuni aspetti sono simili al nostro. Tutto il mondo è paese.

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