La ballata di Falkvor Lommansson


MiddelalderballaderFalkvor Lommansson” è una ballata storica che narra di un rapimento d’amore e deriva da un fatto realmente accaduto nel marzo del 1288.

Amore, onore deriso, rapimento sono le parole chiave di questa ballata. Il testo contiene tutti gli elementi drammatici che lo rendono un classico: l’eroe, il villano, una atroce guerra per una fanciulla. L’eroe in questione è Falkvor Lommansson che rapisce la bella Vendelin promessa sposa di Torstein Davidsson. Il futuro sposo tradito non può starsene con le mani in mano e vedersi portare via la sposa da un altro, perciò raduna i suoi uomini e li insegue. I due contendenti si incontrano e ingaggiano un sanguinoso duello che vede vincitore Falkvor Lommansson, mentre Torstein Davidsson è costretto a battere in ritirata senza sposa e senza onore.

Rapimento politico o autentica storia d’amore?

Falkvor Lommansson è sicuramente una delle ballate norvegesi più antiche che ci sono pervenute e che trae spunto da un avvenimento storico.

Nel marzo 1288, il cavaliere svedese Folke Langmannsson rapisce la giovane Ingrid Svantepolksdotter che era promessa sposa di David Torstenson consigliere speciale del re danese. Il loro presunto matrimonio era chiaramente politico per garantire l’unione dei due regni e un erede al trono contro il nemico comune Magnus Ladulås. Ma il rapimento di Folke rovina i piani, anche se non giunge certo inaspettato per la giovane Ingrid per la quale il rapimento è diventato una “tradizione di famiglia” perché 44 anni prima accadde la stessa cosa con sua madre. Anche la nonna di Ingrid fu rapita e divenne protagonista di una delle più belle e famose ballate svedesi : “Vreta Klosterrov”. La nonna di Ingrid era, infatti, la figlia del re svedese e pertanto non era un dettaglio a chi fosse promessa in sposa. Tutte e tre le generazioni di donne furono strumento di manovre politiche e giochi di potere, tanto che il rapimento era più un’azione politica che una fuga d’amore.

Folke Langmannsson portò Ingrid nella corte di Bergen e per questo suo gesto, tutta la sua famiglia fu messa in cattiva luce con il re svedese: tre dei fratelli di Folke pensarono di raggiungerlo a Bergen, mentre il padre e altri due fratelli di Folke che rimasero in Svezia furono imprigionati. Folke e Ingrid vissero molti anni nella corte norvegese di Bergen e nella ballata, il protagonista Folke Langmansson divenne Falkvor Lommansson, David Torstenson divenne Torstein Davidson e Ingrid divenne Vendelin.

Evoluzione della ballata Falkvor Lommansson

La ballata fu probabilmente già “redatta” alla corte di Bergen quando Folke e Ingrid erano ancora viventi. Ovviamente era nell’interesse della corte intorno a Folke rappresentare in modo romantico il rapimento di Ingrid. Infatti, varianti dello stesso tema si ritrovano anche in Svezia (con il titolo di “Folke Algotssons brudrov – Il Rapimento di Folke Algotsson”) e in Danimarca (con il titolo di “Karl Algotsøns død – La morte di Karl Algotsøn”).

La ballata fu stampata la prima volta nel 1853 nella raccolta “Norske Folkeviser” di Olea Crøger e fu tra le ballate più popolari e amate. Lindemann ne fece un arrangiamento per pianoforte e per coro. Il professor Moltke Moe verso la fine degli anni ’90 del XIX secolo (1800) ne fece una rilettura che ispirò tra gli altri anche il basso-baritono Thorvald Lammers che cantò la ballata nei suoi tour teatrali in tutta la Norvegia. Ma tra le versioni musicali più rinomate si ricorda quella di Hulda Garborg – colei che riportò alla luce anche molti costumi tradizionali (bunader). Garborg trasformò la ballata in una coreografica danza delle spade nel 1907 e da allora oltre che cantata è anche spesso … ballata.

folkvor1

 

 

1. Det var Torstein Davidsson,
han vilde til bryllaup bjoe;
og det var Falkvor Lommansson,
han let sine hestar ringskoe.
– Riddaren, vaagar han live sitt for ei jomfru.-

 

2. Det var aarle um morgonen,
soli ho ryr i dalar;
upp stend Falkvor Lommansson,
legg paa forgylte salar.

 

3. Ut so kjeme hans sæle mor,
taarir renne paa kinn.
«Kor agtast du av i dag,
du Falkvor, kjær sonen min?»

 

4. «Eg vil prøve mine hommenn,
eg vil prøve min hest;
eg vil taka att vive mitt,
som Torstein Davidsson hev fest.»

 

5. Det var Falkvor Lommansson,
han seg av garde reid:
der grodde kje graset paa femtan aar
der hans graa gangaren steig.

 

6. Det var Falkvor Lommansson,

han kom seg ridand i gaard;
inn so springe den vesle smaadreng,
segjer han tidend ifraa.

 

7. Inn so springe den liten smaadreng,
segjer han tidend ifraa:
«Her stend fullt tune av herklædde menn,
og alle som duvune graa!»

8. Og det var fruva Vendelin,
ho saag seg att yvi herd;
daa saag ho Falkvor Lommansson
med herskeleg store ferd.

9. «De take av meg mitt hovudgull,
og set paa meg silkeluve;
kjem han inn, Falkvor Lommansson
han helsar meg for ei fruve.»

10. Inn kom Falkvor Lommansson,
med høgan hatt i hende;
helsar han fruva Vendelin:
«So vel som eg deg mone kjenne!

11. Høyrer du, fruva Vendelin,
du tarv deg inkje løyne;
ute stend hesten apalgraa;
i dag skal du ‘en røyne!»

12. Og det var fruva Vendelin,
ho slog sin neve mot bord:
«Var han heime, Torstein Davidsson,
du lyste kje slike ord!»

13. Det var Falkvor Lommansson,
han gjordest i hondo sterk;
so tok han fruva Vendelin
og sette paa høgan hest.

14. Og det var den vesle smaasvein,
han gjorde baad’ reid og rann;
so reid han dei femtan vælske milir,
til han Torstein Davidsson fann:

15. «Her sit’e du, Torstein Davidsson,
og drikk’e mjød og vin;
Falkvor Lommansson er heime
og rid av med bruri di!»

16. Det var Torstein Davidsson,
han var so ille ved ord;
brune mjøden, i skaali var,
den rende han ned paa bord.

17. Upp stod Torstein Davidsson,
han ropar yvi all den gaard:
«De stande upp, mine gode hommnenn;
klæd dikkon i brynjune blaa!»

18. Det var seint um sundags eftan,
daa kvesste dei sine spjut;
det var aarle um maandags morgon,
daa reid dei herkjempur ut.

19. Det var Falkvor Lommansson,
han saag seg att yvi herd;
«Etter kjem Torstein Davidsson;
Vaarherre ver i mi ferd!»

20. Dei møttest utpaa Démannheidi
uti so tjukk ein gnyr;
branden beit og brynjo sleit
og røyken stod upp i sky.

21. Dei stridde der i dagar
og vel i dagane tvo;
att’e stod Torstein Davidsson;
alt folke de fall ifraa.

22. Heim-til reid Torstein Davidsson
med brotne slar og tome;
Falkvor spelar for bergjo nord
alt med sin rosens blome.

23. Det var Torstein Davidsson,
han syrgjer no ikkje saa saart:
«Her er so mange stolte jomfruvur
som stjønnune fylgjer nott!»
– Riddaren, vaagar han live sitt for ei jomfru. –

1. C’era una volta Torstein Davidsson
che a nozze voleva convolare;
e c’era una volta Falkvor Lommansson
che la festa volle rovinare.
– Un cavaliere rischia la vita per una fanciulla.

2. Era un mattino presto,
il sole inondava la valle con i suoi raggi;
Falkvor Lommansson si alzò di buon’ora
Abbandonando i suoi dorati alloggi

3. La madre uscì fuori e lo seguì,
calde lacrime le rigavano il volto:
«Dove stai andando a quest’ora
Falkvor, figlio mio adorato?»

4. «Voglio mettere alla prova i miei uomini,
voglio mettere alla prova il mio destriero;
voglio andare a prendere la mia futura consorte
promessa a Torstein Davidsson, nel suo maniero»

5. Ecco chi era Falkvor Lommansson,
colui che cavalcò via come una furia:
per quindici anni non cresceva più l’erba
ovunque lui passasse con fiera alterigia.

6. Ecco chi era Falkvor Lommansson,
colui che giunse cavalcando nella fattoria;
allora il garzone corse dentro
a portare la notizia.

7.  Allora il garzone corse dentro
a portare la notizia in fretta:
«Qui a corte sono giunti dei cavalieri
Tumultuosi come un mare in tempesta!»

8. Fu madama Vendelin
per prima a vedere lo scompiglio;
e allora vide Falkvor Lommansson
avanzare con signoril cipiglio

9. «Porgetemi la cuffia di seta
e toglietemi la corona;
quando Falkvor Lommansson entrerà
non riconoscerà in me la Padrona».

10. Falkvor Lommansson entrò,
con alta stima in se stesso;
salutò Madama Vendelin così:
«Ti conosco meglio di me stesso!

11. Ascoltami, madama Vendelin,
non hai bisogno di mentire;
fuori ti aspetta un cavallo
oggi una situazione difficile dovrai gestire!»

12. E madama Vendelin
batté il pugno sul tavolo con astiose parole:
«Se Torstein Davidsson fosse qui a casa
Non oseresti pronunciare tali parole!»

13. Ma Falkvor Lommansson
Batté il pugno ancora più forte;
prese con la forza madama Vendelin
e la mise sul cavallo per portarla a corte.

14. Fu il garzone a correr via
a perdifiato, su e giù per la vallata;
per quindici miglia corse per raggiungere
Torstein Davidsson e dare l’ambasciata:

15. «Mentre sei qui, Torstein Davidsson,
a mangiare e bere vino senza posa
Falkvor Lommansson è stato a casa tua
Ed è fuggito con la tua promessa sposa!»

16. E Torstein Davidsson
prese male queste parole
il bruno idromele nelle coppe
riversò per terra scorrendo lungo le tavole.

17. Torstein Davidsson si alzò
E ordinò a tutti i suoi della corte:
«Alzatevi, mie valorosi e prodi
Le armature blu, presto, indossate!»

18. Era una tarda sera di domenica,
quando le loro lance lucidarono;
era un mattino presto di lunedì
quando gli eserciti marciarono.

19. Fu Falkvor Lommansson
A veder per primo la folta schiera;
«Ecco arrivare Torstein Davidsson
Nostro Signore mi assista in questa guerra!»

20. Si scontrarono a Demannheid
La tensione sul campo di lotta gravava,
fiamme dardeggiavano e corazze si scontravano
e il fumo, il cielo oscurava.

21. Per giorni combatterono,
Per due giorni interi
Finché rimase solo Torstein Davidsson
Perché sconfitti furono tutti i suoi guerrieri.

22.  Torstein Davidsson tornò a casa
A mani vuote, ferito e un gran perdita;
Falkvor proseguì a nord verso Bergen
Con la sua conquista.

23. Ma Torstein Davidsson
non ne soffrì molto né pianse per notti:
«Ve ne sono a migliaia di fanciulle fiere e belle
come le stelle che illuminano le notti!»
– Un cavaliere rischia la vita per una fanciulla.

Traduzione © Annalisa Maurantonio

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