«DEILIG ER JORDEN»


«DEILIG ER JORDEN» – Una ballata per tempi irrequieti[1]

«Deilig er jorden – Meravigliosa è la terra» fu scritta mentre migliaia di danesi e alcuni soldati volontari norvegesi cadevano in battaglia. Il canto è oggi utilizzato a Natale o durante le celebrazioni funebri, ma si tratta soprattutto di un inno alla pace.

«Deilig er jorden» è considerato il più noto e diffuso salmo del nord Europa. La melodia è tratta da una ballata popolare, il testo invece è scritto dallo scrittore danese B. S. Ingemann (1789-1862), ed è – tra le altre cose – stata tradotta in norvegese, neo-norvegese (nyorsk), sami, svedese e finlandese. Sono pochissimi gli scandinavi che trascorrono il mese di dicembre senza aver mai ascoltato o intonato questo canto, anche perché riguarda quasi indistintamente il senso della vita, anche da quando nel 2012 ne è stata pubblicata una versione priva della prospettiva divina – quindi laica – edita dalla Humanist Forlag.

Possiamo legittimamente concludere che «Deilig er jorden» è il canto di natale per eccellenza in Scandinavia, in un’area linguistica in cui – contrariamente al tedesco, per esempio, o al francese e all’inglese – ha mantenuto per la solennità del “natale”, un sostantivo di origine pre-cristiana, derivante dal norreno “Jul” o “Jol”? No, non possiamo dirlo. Quello status di canto natalizio per eccellenza spetta a un altro brano tedesco che lo stesso Ingemann tradusse contemporaneamente a «Deilig er jorden», vale a dire «Stille Nacht», nota in Scandinavia come «Glade jul – Felice Natale»[2].

«Deilig er jorden» non è principalmente un canto natalizio. Cos’è dunque? A voler essere pedanti: innanzitutto, il primo verso di «Deilig er jorden» è tratto da un inno che si chiamava – e si chiama – «Pilegrimssang – Inno del Pellegrino». La coincidenza del primo verso con il titolo stesso della ballata è una consuetudine poetica che si è fatta strada anche nei brani musicali.

Non è nato dunque come canto natalizio, né nella versione originale tedesca né nel testo danese di Ingemann. «Pilegrimssang» fu inizialmente utilizzato come canto funebre e fu, a onor del vero, eseguito già durante il funerale dello stesso autore. Ma nelle intenzioni dell’autore fu scritto come inno di pace.

Nel 1850, Ingemann tradusse in danese alcune ballate tedesche, tra cui indubbiamente anche il canto natalizio per eccellenza, non solo in Scandinavia, ma in tutto il mondo e che si chiama «Stille Nacht, heilige Nacht», un testo che è entrato nell’elenco del patrimonio dell’umanità UNESCO e che è stato tradotto in quasi 150 lingue. Ingemann è rimasto abbastanza fedele al testo originale tedesco, ma si è preso delle libertà.

I romanzi storici ambientati nell’epoca vichinga che Ingemann aveva pubblicato con grande successo un paio di decenni prima, avevano ispirato i giovani Ibsen e Bjørnson e contribuirono al risveglio del romanticismo nazionalista che spopolava nella Norvegia e nella Danimarca del periodo in cui stava traducendo «Glade jul – Felice Natale» e «Deilig er jorden», così Ingemann introdusse il nome pagano per la solennità natalizia nella sua traduzione: «stille natt, hellige natt – notte serena, notte santa» divenne «glade jul, hellige jul – felice natale, santo natale», che ha suscitato una fede più vera e più profonda verso le origini primitive, contro la meno diffusa traduzione letterale norvegese di Erik Hillestad, «Stille natt, hellige natt» (1991).

Con «Deilig er jorden», Ingemann fu molto meno fedele rispetto al testo originale tedesco il cui titolo era «Schönster Herr JesuDolcissimo Gesù», al punto che si può definire a mala pena una traduzione. Non solo i primi quattro versi della versione tedesca, divennero tre in quella danese, ma ciò che originariamente era un inno sacro a Gesù, fu riconvertito da Ingemann in un canto sul passaggio terreno degli uomini in questa vita. Si è lasciato indubbiamente influenzare anche dalla melodia, ma sebbene abbia mantenuto un’interpretazione letterale del termine «schönster» – che si può ben tradurre con «skjønn – bello» o «deilig – grazioso, delizioso», – perché allora «Herr Jesu – Signore Gesù» è diventato «jorden – terra»?

Forse Perché Ingemann con la sua versione danese voleva scrivere un inno di pace.

La Danimarca era in guerra quando lui scrisse nel 1850 «Pilegrimssang». La guerra tra le forze prussiane e danesi era entrata nel suo terzo anno. Dalla Norvegia e dalla Svezia giunsero 400 soldati volontari per schierarsi a fianco della Danimarca. Le perdite in termini di vite umane furono enormi. In particolar modo, Ingemann fu scosso dalle notizie giunte dal fronte di Isted Hede dove più di cinque mila persone morirono nella più grande battaglia della storia danese, la più grande battaglia che fu condotta su territorio nordico prima della guerra d’inverno tra Finlandia e Unione Sovietica novanta anni più tardi.

Su questo sfondo sanguinoso potrebbe sembrare ancor più strano che l’autore abbia cambiato il verso iniziale da Dolcissimo Gesù a Meravigliosa è la terra.

Ma così è la Poesia. Un mondo sconvolto e distrutto dalle guerre, può essere rimpianto oppure evocato come una terra resuscitata, rinnovata e restaurata. Nella seconda strofa, l’autore alza lo sguardo verso il futuro, verso i nostri tempi. Ricordo ancora le vertigini che provai da adolescente quando mi imbattei nell’antologia sci-fi (fantascientifica) Bing e Bringsværd con il titolo preso in prestito proprio da Ingemann: «Tider skal komme – Arriveranno i tempi».

Nella terza strofa, Ingemann declina il vangelo della natalità. È importante in un inno per la pace impregnato di guerra. In fondo, anche il messaggio centrale del Natale è un messaggio di pace e anche in quel contesto sullo sfondo c’è la guerra: il censimento sotto l’imperatore Augusto che è all’inizio del racconto evangelico, era considerato nelle fonti apocrife dei vangeli come l’inizio delle rivolte che sfociarono nelle brutali guerre tra Romani ed Ebrei. Ed ebbero luogo proprio nel periodo in cui i Vangeli furono scritti.

«Deilig er jorden –  Meravigliosa è la terra» è proprio un inno per i tempi irrequieti.

HÅVARD REM
(Pubblicato nella rubrica «Tekst og musikk – Testo e musica» di «Magasinet Bok», dicembre 2015)

 

Deilig er jorden, / Meravigliosa è la terra
prektig er Guds himmel,/ Magnifico è il cielo di Dio,
skjønn er sjelenes pilgrimsgang.
/ bello è il cammino dell’anima del pellegrino.
Gjennom de fagre
/ Attraverso i bellissimi
riker på jorden
/ regni della terra

går vi til paradis med sang. / Andiamo cantando verso il Paradiso.

Tider skal komme, / Arriveranno i tempi,

tider skal henrulle, / romberanno i tempi,
slekt skal følge slekters gang.
/ di generazione in generazione
Aldri forstummer
/ mai si ammutolirà
tonen fra himlen
/ la melodia celeste
i sjelens glade pilgrimssang.
/ nel lieto canto dell’anima peregrinante.

Englene sang den, / Gli angeli lo cantarono per primi
først for markens hyrder;
/ ai pastori nei campi;
skjønt fra sjel til sjel det lød.
/ risuonò divino di anima in anima:
Fred over jorden,
/ Sia pace sulla terra
menneske fryd deg. /
Agli uomini di buona volontà.
Oss er en evig Frelser født
/ Rallegratevi, tra noi è nato il Salvatore.

Traduzione © Annalisa Maurantonio.

Ed una versione più “popolare” cantata come sigla di una trasmissione televisiva da Morten Harket

[1] Riporto la traduzione di un articolo a firma di Håvard Rem che spiega la nascita del brano “Deilig er jorden”. Pubblicato nella rubrica «Tekst og musikk – Testo e musica» di «Magasinet Bok», dicembre 2015

[2] E in Italia come “Astro del Ciel” [n.d.t.]

2 thoughts on “«DEILIG ER JORDEN»

  1. Gabriella guerriero scrive:

    Mi piacerebbe ascoltare questo canto natalizio, andrò su youtube.Bel post.

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