La ballata di Gjest Baardsen


Gjest Bårdsen.png

Gjest Bårdsen in ceppi

Gjest Bårdsen (nato il 13 aprile 1791, morto il 13 maggio 1849) era un noto furfante norvegese di Sogndal, ladro, ma anche scrittore e libraio; per taluni una sorta di Robin Hood, per altri un comune criminale. È particolarmente noto per i suoi numerosi scritti dal carcere. Altrettanto numerose sono le leggende, le storie, i miti e i racconti che circolano intorno al personaggio di Bårdsen, sui suoi viaggi e su tutto quello che ha fatto. Nel 1871 fu condannato all’ergastolo e detenuto nella Fortezza di Akershus a Oslo. Durante la prigionia scrisse la propria biografia (in tre volumi), dove si ritrae come un eroe romantico, un giustiziere e ladro gentiluomo. Fu graziato nel 1845. Il resto della sua vita lo trascorse vendendo libri. Durane l’epidemia di colera a Christiana (Oslo) nel 1833 fu contagiato, ma si salvò. Morì a Bergen nel 1849, a tutti noto come il “libraio”.

Sul suo aspetto fisico si riporta la descrizione fornita dai registri carcerari della Fortezza: «altezza: 161 cm, capelli scuri, occhi azzurri, carnagione bruna, corporatura tozza e tarchiata, viso marcato. Segni particolari: sull’avambraccio destro ha un tatuaggio di due cuori trafitti da due frecce, sul braccio sinistro, tatuaggio di una sirena. Una cicatrice sullo zigomo sinistro. Sulle spalle segni di bastonate.»

Gjest Baardsen era, dunque, egli stesso un autore di ballate e guadagnò molti soldi mentre era in carcere vendendo i suoi testi agli editori locali. Due delle sue ballate “Jeg beilet engang til en Pige saa skjøn – Ho incontrato una ragazza così bella” e ”Grusomme skjebne – Destino crudele” venivano ancora cantate alla fine del XIX secolo. Molti altri, invece, hanno scritto ballate sul “leggendario” Bårdsen, una delle più note è proprio “La ballata di Gjest Baardsen” che fu musicata da A.K. Nielsen ed è nota anche con il nome di “Fjellsangen – Il canto della montagna” o “Ola Nordmanns vals – il valzer di Ola Nordmann”. Il testo originario fu scritto da Holger Sinding e in seguito rivisitato da diversi autori che ne adattavano il testo al gusto locale, come per esempio una versione di Alfred Maurstad. Infine, nel 1939, il regista Tancred Ibsen diresse un film dal titolo Gjest Baardsen in cui il personaggio è riccamente romanzato.

Di seguito si riporta il testo originale di Sinding.
Gjest-snippet

Og kom vil I høre en vise om Gjest (Su venite ad ascoltare una ballata su Gjest)
Den er ikke laget af Lensmand og Prest (Non è scritta dal Podestà e dal prete)
Af Lensmand eller Prest (da podestà o preti)

Og kan I nu vanke og gaa, hvor I vil, (potete andare dove volete)
saa skal I nok høre, at Gjest er paa Spil (ne ascolterete sempre una nuova su Gjest)
at Gjest han er paa spil. (sempre una nuova su Gjest.)

For er der en Jente og to eller tre, (c’è anche una ragazza, o due o tre)

som gjerne vil danse og leike og le. (che volentieri desiderano danzare, giocare e ridere)
som leike vil og le (che vogliono giocare e ridere)

Saa kan I vel tænke, de leiker som bedst, (potete ben pensare che si divertono molto)
naar de kan faa leike og danse med Gjest. (quando possono scherzare e danzare con Gjest)
og danse faar med Gjest. (danzare con Gjest)

Og vil du ha Stev, som har vasket sig Gut, (Se vuoi un lavoretto ben fatto)
saa blir nok Gjest som lyt stevja tilslut. (allora è da Gjest che devi rivolgerti di fatto)
som lyt stevja tilslut. (devi rivolgerti di fatto)

Og ønsker, o Pige, din Elskov en Gang, (e se desideri, o fanciulla, trovar marito)
hos Gjest faar du en, som kan stille din Trang, (da Gjest puoi trovarne uno a te gradito)
som stille kan din Trang. (a te gradito).

Men har du din Sorrig for Klæder og Sko, (Ma se hai bisogno di abiti e calzature),
og sulter dit Barn i dit fattige Bo, (e se il tuo bambino muore di fame nella tua povera dimora)
dit Barn i dit Bo. (tuo figlio nella tua povera dimora)

Du gange til Gjest med din Kummer og Nød, (Rivolgiti a Gjest con le tue richieste e bisogni)
han deler med dig og dit Barn sit Brød, (con te certo dividerà il suo pane e con i tuoi figli)
han dele vil sit Brød. (dividerà il suo pane).

Men Gjerrigmands Stabur med Mat og med Mynt, (Ma il maniero dell’avaro padrone pieno di cibo e denaro)
naar Gjest har besøgt det, er Forraadet tyndt, (da Gjest è stato visitato, e il bottino di scorte è stato caro)
er Forraadet lidt tyndt. (il bottino è caro).

Og er det en Flaaer, han gjør dit Besøg, (E se ricevi la visita di uno strozzino)
der hakker de Fattiges Bryst som en Høg, (che strappa dal seno del povero ogni quattrino)
der hakker som en Høg. (che strappa ogni quattrino).

Hva heller en Lensmand, en Prest og en Fud, (e che dire del Podestà, del Prete e del Padrone)
som driver de Skatter saa haardelig ud, (che gestiscono con austerità un tesorone)
de Skatter driver ud. (che gestiscono un tesorone).

Og har de fust da bragt de Blodpenge hjem, (e se scoprono che gli vien sottratto loro un sol soldo maledetto)
da piskes de selv af en Svøbe saa slem, (essi stessi son disposti a fustigarti con scudiscio e scudetto)
de selv af Svøbe slem. (con scudiscio e scudetto).

Thi Gjest, naar han da gjør dem alle Besøg, (E allora ecco Gjest, che fa una visita a tutti loro)
da svinder fra Kisten de Penger som Røg, (e dalle casse fa svanire come fumo denaro e oro)
de Penger som en Røg. (fa svanire denaro e oro).

Da lyder der Strigen af Stræt og af Harm, (e allora si sente un gran baccano)
da løfter den Lensmand sin truende Arm, (e il Podestà minaccioso solleva il braccio)
da løfter han sin Arm. (minaccioso solleva il braccio)

Da kaldes til Baaden, da samles til Jagt, (e si invoca la Giustizia, si mettono alla caccia tutti)
at fange Gjest Baardsen med List eller Magt, (per catturare Gjest Baarden con le buone o con le brutte)
at fange han med Magt. (con le buone o con le brutte)

Men Lensmand gjør Regning ei op uden Vært, (Ma il Podestà fa i conti senza l‘oste)
du fanger nok Gjest, kanst du fange en….hm! (se riesci a catturare Gjest, allora hai catturato un …hm!)
Kanst fange du en – F-t! (allora hai catturato un Figlio di P…!)

Og skulde du være saa heldig en Gris, (e se sei proprio un Porco fortunato, per inciso,)
hvor lenge var Adam udi Paradis, (come Adamo fuori dal Paradiso)
var han i Paradis. (fuori dal Paradiso)

Thi sætte du Gjest udi Jern og Bolt, (allora Gjest in ceppi e catene metterai)
hvor fant du de Laaser og Mure som holdt, (ma dimmi i lucchetti e le mura per trattenerlo dove li troverai)
og Mure som ham holdt. (dove li troverai)?

Ak, bedst som du havde ham sikker og tryg, (Ah, tutto il meglio che hai per poterlo imprigionare)
tro, skabte han sig til Maur eller Myg, (credimi non serve, come formica o zanzara si fa per scappare)
sig skabte til en Myg. (come formica diventa per scappare)

Hvad heller han snudde sin smidige Krop, (Cosa fai allora quando con il suo agile corpo si contorce)
og for gjennem Piben som Ildmørje op, (e svanisce come fiamma di torcia)
for gjennem Piben op? (come fiamma di torcia)?

Ja, tænk hvad I vil og tro, hvad I kan, (Ebbene, pensate quel che volete, credete quel che potete)
og skjæld ham for ”Tju” og en Helvedes-Brand (invocate per lui le fiamme dell’inferno e chiamatelo pure delinquente)
og skjæld ham for en Brand (chiamatelo delinquente)

Det Lov skal han ha, og det Ord skal han faa, (Avrà la sua condanna, e giustizia sarà fatta)
Han tugted de Store og Hæned de Smaa, (i grandi ha umiliati e i poveri ha osannato)
han hævned de Smaa (i poveri ha osannato)

Men selv er han sorfulgd i Hjerte og Sind, (Anche lui ha patito col cuore e con la mente)
skjønt Læben kan smile, og rød er hans Kind, (sebbene la vita gli sorride e rosea è la guancia)
og rød faa er hans Kind! (rosea è la guancia!)

Og dette er visen, som ude er nu, (E questa è la ballata che ora si sa),
og hvo den har laget, det vet ikke du! (e dove è stata scritta, questo non si sa)
Du, du Hei, du faldera! (trallallero, trallallala!)
Men Gjest, han ved det du! (Ma di Gjest ora tu sai!).

Traduzione di © Annalisa Maurantonio.

2 thoughts on “La ballata di Gjest Baardsen

  1. E’ sempre un piacere leggerei tuoi articoli, mi ricordano il meraviglioso viaggio in questa terra incantata. Buon fine settimana.

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