Telemark

Il costume tradizionale Beltestakken (variante di Porsgrunn – Øst Telemark)

Il Beltestakken (cinta alta) si chiama così per via dell’ampia e alta baschina in vita costituita da una lunga cintura di stoffa che si avvolge molte volte intorno alla vita. È uno dei più antichi. Dal 1840 circa furono fatte delle modifiche al tradizionale RaudTrøye kleda e queste modifiche condussero al Beltestakken proveniente sempre dal Telemark orientale. Fino agli anni compresi tra il 1950 e il 1960, molte anziane signore indossavano ancora il Beltestakken e non solo nelle grandi cerimonie. Molte giovani donne che oggi indossano il Beltestakken come abito tradizionale nella ricorrenza del 17 maggio lo hanno ricopiato dai modelli delle proprie madri o nonne ed è per questa ragione che è un abito molto vario nella gamma dei colori e delle applicazioni / ricami.

La variante di Porsgrunn si ispira ad un modello di “beltestakk” proveniente da Bø nel Telemark e risale al 1850, circa. Il taglio è comune a tutti i modelli, ma ognuno può scegliere la propria cintura, il corpino, il grembiule, l’ampiezza e la blusa, così come ognuno è libero di personalizzare gli applicativi. Caratterisitco del „beltestakk“ è la blusa – bianca o colorata – che deve avere le maniche molto ampie con lo „sbuffo“ al braccio, sopra e sotto. Il „beltestakk“ era di moda nel periodo in cui si diffusero le prime macchine da cucire e per questa ragione era caratteristico evidenziare le cuciture a macchina per dimostrare a tutti che la si possedeva e ci si guadagnava un certo „status“.

Il „Raudtrøye“ (giubba rossa) dell’Øst-Telemark (Skien)

Questo modello dell’ Øst-Telemark si ispira alla tradizione dei costumi risalenti alla prima metà del 1800. Il suo nome particolare deriva dal corpetto/giacca rosso utilizzato già nel 1700. La baschina, di lana rossa, è ricamata, così come il grembiule, mentre la sottana è priva di ricami. Una fascia colorata si applica sul piede della sottana.

La variante nella foto si produce a Skien.

Il „Gråtrøye„ (giubba grigia) dell’Øst-Telemark

L’abito prende il nome dal colore della giubba. Oggi, l’abito si identifica proprio con la regione di provenienza. L’abito con la giubba grigia corta in vita rimase in uso dal 1830 al decennio 1870-80 circa, ed era utilizzato nella regione allo stesso modo del „Rautrøye“ e del „Beltestakk“. L’abito maschile è molto più imponente per via dei suoi 16 bottoni d’argento sulla giacca, 20 sul gilet e 27 sui pantaloni al ginocchio. La cosa più pregevole di questo abito è la giubba, di lana verde o bianca, con ricami di stoffa intarsiata e applicati con l’impuntura.

Stakk og Liv „ (gonna e baschina) dell’Øst-Telemark

Quando il „Beltestakk“ –  a cavallo tra XIX e XX secolo – cominciò a passare di moda, le ragazze cominciarono ad adottare una versione più leggera che si chiamava „Gonna e baschina“. Questo è uno dei pochi abiti tradizionali che è stato continuamente in uso, senza interruzioni, fino ad oggi. La gonna, nel corso degli anni, si è un po’ modificata e negli anni 1960-70, fu accorciata e molto più plissettata. In quegli anni, solo le donne anziane indossavano lo „Stakk og Liv“. Era molto importante che il punto vita fosse ben segnato: «La baschina deve avvolgere la vita di una persona, non quella di un manichino», soleva dire un’anziana donna del distretto.

I capelli bisognava portarli raccolti e quando si andava in chiesa le donne potevano usare un fazzoletto di seta per coprirsi i capelli oppure un piccolo scialle.

Il „Gråtrøye„ (giubba grigia) del Vest-Telemark

L’abito si ispira alla moda del Vest-Telemark. L’associazione regionale di artigianato del Telemark in collaborazione con il Comitato nazionale per il Costume tradizionale hanno svolto l’opera di ricostruzione. Il materiale originale si trova oggi custodito al Lårdal Bygdemuseum, insieme ad una quantità di vecchie foto e quadri che sono stati utili per il processo di rielaborazione. Diversamente dal „Gråtrøye“ dell’ Øst-Telemark, la giubba di questo abito non ha alcun tipo di applicazione decorativa, ma caratteristico è il cappello: come dice un vecchio adagio norvegese„7-pott hatten rommer 7 potter“ (un cappello da sette litri, contiene7 litri)*. Spesso si cuciva un pezzo di stoffa sul fondo del cappello e poteva essere legato; in questo modo, gli uomini potevano custodire documenti importanti e addirittura le provviste all’interno del cappello quando si accingevano a fare lunghi viaggi.

* il „pott“ è un’antica misura che corrisponde esattamente a 965 ml. (quasi un litro).

L’abito maschile del Vest-Telemark, modello nero e „Rundtrøye“ (Giubba rotonda)

Il taglio della giubba ha dato il nome a questo abito maschile, come il „Gråtrøya“. Alla metà del1800, in vaste aree della regione entrò in uso un abito completamente nero che si differenziava solo per alcune particolarità locali. Il „Rundtrøye“ – si può ben dire – che sia stato l’ultimo modello maschile dei costumi tradizionali utilizzato nel Vest-Telemark. L’abito, infatti, entrò in circolazione alla fine della seconda metà del 1800 fino all’introduzione del moderno completo da uomo (giacca e cravatta).

Questo abito si compone di pantaloni lunghi o al ginocchio, ma si ritiene che fosse molto più comune l’uso del pantalone lungo. Il modello nero è successivo al Rundtrøye. L’abito non si lavora più a mano. Il „Rundtrøye“ è in bigello o stoffa nero o blu. Il modello nero è in stoffa o drapé  nero.

Fonte: Norskflid

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