Maglioni norvegesi / norske gensere

Il maglione tipico norvegese: origini e storia di un emblema nazionale

Esistono esemplari di vestiti lavorati a maglia risalenti al medioevo. L’esatta datazione di tessuti precedenti il 1200 è difficile per via dell’usura o del cattivo stato di conservazione. Inoltre esistono pochi testi scritti che testimoniano l’origine delle tecniche e i disegni (trame). Tuttavia, esistono documenti iconografici che raccontano molto sull’arte magliaia. La storia ci parla di capi lavorati a maglia, in particolar modo calze, cappelli, guanti gualdrappe principalmente indossati dagli uomini di chiesa. Inoltre, arazzi e tappeti usati sia all’interno delle chiese che delle dimore private, così come le coperte.

Irena Turnau – una ricercatrice – scrive che in occidente le tecniche di lavorazione a maglia erano note anche prima del1200. InDanimarca e in Islanda le tecniche erano già note nel VI secolo d.C. e in Svezia a partire dal VII sec. In Norvegia, il primo riferimento scritto relativo ad un capo lavorato a maglia risale al 1566-1567, su una nota di acquisto di calze usate. Il primo documento inconfutabile dell’esistenza in Norvegia di una tradizione magliaia è datato 1630. Tuttavia, permangono molte lacune nella nostra conoscenza sulla storia della maglieria, in genere. L’arte di lavorare a maglia si diffuse nei paesi mediterranei, ma in seguito si radicò nell’Europa centrale e soprattutto settentrionale e baltica. A partire dal 1200, nacquero le confederazioni di arti e mestieri e anche quelle dell’artigianato magliaio. Queste corporazioni lavoravano a maglia principalmente, guanti, calze, berretti e apparati ecclesiali. I vestiti e i tappeti erano principalmente lavori domestici. Le corporazioni stabilivano regole per la produzione e la vendita ed è grazie alle corporazioni che ci sono pervenute fino ad oggi le indicazioni e le informazioni sulla storia della maglieria. Ma, in Norvegia, a quel tempo non vi era alcuna corporazione di magliai. Intorno al 1700, nacque la “maglieria artistica”, vale a dire lavori tessuti, particolarmente pregiati per materiali e trame utilizzati, come gli arazzi, le coperte e i tappeti a solo scopo decorativo. Costosi capolavori, molto ricercati e che evidenziavano le abilità dei maestri magliai. Alcuni di questi lavori, aumentavano il prestigio di chi li realizzava ed erano anche utilizzati come prova (oggi diremmo “book fotografico”) per entrare nelle corporazioni. Il tema principale di questi arazzi erano i racconti biblici, di cui 29 sono pervenuti fino a noi in buono stato di conservazione perché custoditi all’interno di chiese.

Negli statuti dei magliai di Leipzig, del XVII sec., si legge che realizzare un simile arazzo era un onere molto pesante e che richiedeva moltissima abilità. La caratteristica di queste opere era che la trama e il disegno era definito dall’uso dei soli fili colorati intrecciati e intessuti con maestria. Il materiale più utilizzato era la seta, ma essendo molto costosa e difficilmente reperibile nel Nord Europa, si utilizzava la lana di pecora o capra, molto finemente cardata e lavorata. Da qui, si sviluppò anche l’allevamento del bestiame. Lino e cotone di origine vegetale erano anche usati, ma in misura inferiore. Esistono esemplari in cui sono stati utilizzati capelli umani – intrecciati ai fili o esclusivamente capelli – per realizzare principalmente “gioielli” e decorazioni.

Le trame e i disegni

L’uso di diversi colori e disegni è una delle caratteristiche. Di solito si lavoravano grandi superfici monocrome affiancate ad altre grandi superfici monocrome. L’abilità di mischiare i colori offre infinite possibilità di disegni e modelli, nonché di lavorazioni al di là del “liscio” e “rovescio”, per creare effetti di ruvido, trecce, “perle” (motivi in rilievo), rotoli. L’uso dei colori e dei modelli varia da zona a zona e le variazioni, a loro volta, dipendono dall’oggetto che si produce. Le trame lineari sono spesso monocrome con il prevalere del bianco o offwhite e sono caratterizzati da intrecci complessi in orizzontale e verticale, prediligendo la “treccia” come motivo decorativo. I disegni, invece, prevalgono sui maglioni. Alcuni motivi sono legati principalmente alla tradizione religiosa o alla  vita dei pescatori, con simboli di buon auspicio e buona pesca.

[tratto da una ricerca di Liv-Ragna Garden. Università di Tromsø. 2009]

I maglioni contemporanei: il Mariusgenser

Mariusgenser è un maglione con un particolare disegno che è diventato il simbolo della Norvegia. Si tratta di una variante del “setesdal”, in cui al posto della trama punteggiata (“lus”) su fondo bianco o nero, si utilizzano i colori della bandiera norvegese: rosso, bianco e blu.

Marius Eriksen, campione di sci. Noto anche come attore nel film”Troll i ord” dove interpreta il ruolo di un istruttore di sci “dongiovanni” che seduce una turista danese.

Il SETESDAL kofte era già noto nel 1850 ed è il modello più popolare del tipico maglione norvegese che oggi si realizza in infinite varianti, ma la versione tradizionale è in bianco o nero, con il colletto e il fermaglio d’argento.

Setesdal kofte – nero

L’attuale Mariusgenser fu disegnato da Unn Søiland Dale[1] nel 1953. Prese ispirazione dal libro di Annichen Sibbern, «Norske Strikkemønstre» del 1929, dove tra gli altri modelli vi era anche il Setesdalkoften. L’uso dei colori della bandiera era, allora, piuttosto insolito e per questo ebbe molto successo, diventando oggi un classico ed un’icona nazionale. Oggi, è la figlia, Vigdis Yran Dale, ad aver preso l’eredità e a condurre l’azienda della madre,la Lillunn AS Design of Norway, tuttora unica detentrice dei diritti di produzione.

Il maglione prende il nome da Marius Eriksen, che era un noto pilota d’aerei, attore e due volte campione del mondo di slalom. Fu anche il primo ad essere immortalato su una foto in cui indossava il primo modello lavorato a mano e con il design noto e le lane della Sandnes Ullvarefabrikk nel 1954.

Tuttora la Sandnes Ullvarefabrikk detiene l’esclusiva sulla fornitura delle lane per realizzare il Mariusgenser.

Come gli abiti regionali e il “brunost” (il formaggio “marrone”), il Mariusgenser è un simbolo della Norvegia, anche se c’è una diatriba sulla sua “maternità”: da una parte, la famiglia Eriksen, in particolare la madre Bitten Eriksen, che sostiene di aver realizzato lei il primo modello e dall’altra parte la nota stilista e designer Unn Søiland Dale, per la quale Marius Eriksen è stato solo il primo ad indossare la sua creazione.  Ad ogni modo, il maglione resta un classico che non conosce crisi.


[1] Unn Søiland Dale, nata a Haugesund, stilista norvegese. Avviò la sua impresa nel 1953,la Lillunn Sport A/S, che produce lavori in lana su modelli e disegni inventati da lei e basati sulla tradizione magliaia norvegese.  Tra le sue creazioni più note c’è il Mariusgenser e il modello eskimo, i classici “cristalli di neve”, e la trama ad abeti. Negli anni ’70 produsse modelli per le case di moda Dior e Givenchy di Parigi. Successivamente, l’azienda si è dedicata alla realizzazione anche di abiti riprendendo i motivi classici della maglieria nonché quelli ispirati alle renne e agli orsi del pittore Thoralf Holmboes. Unn Søiland aggiunse al suo cognome, quello del marito, Dale, nel 1960, ma non ha legami parentali con la famiglia Dale, anch’essi rivenditori – più che produttori – di maglioni norvegesi.

Mariusgenser con il motivo Space Invaders. E… il brunost.

Marketing. Tutti gli attori protagonisti del film “Troll i ord” (1954) indossavano i maglioni lavorati a mano di Unn Søyland Dale (foto a sinistra). Ma anche nei vertici politici importanti compare il mariusgenser, come quello indossato da Gro Harlem Brundtland durante la conferenza sul bilancio di stato (foto al centro) o un giovane erede al trono (l’attuale re Harald) mentre fa jogging a Oxford (foto a destra).

Dal 2008, il maglione tradizionale norvegese si produce anche in serie e non solo a mano, “concedendosi” l’uso delle macchine tessili. Il caratteristico motivo è utilizzato anche sugli skateboard, le T-shirt e i body per bambini, nella serie Ugly.

Riguardo alla diatriba, si è giunti alla conclusione che sia i modelli di Bitten Eriksen che quelli di Søiland, pur partendo dalla stessa fonte di ispirazione – il Setesdal – sono comunque diversi e lo dimostrerebbe il confronto tra una foto dell’archivio privato degli Eriksen che ritrae Marius senior (il padre) nel 1950 che indossa un maglione lavorato a mano da Bitten e la foto di copertina di Marius Eriksen nel 1953. Le foto in bianco e nero non rendono “giustizia” al fatto che anche i colori erano diversi e che l’uso del rosso-bianco-blu fu un’esclusiva di Søiland. Infine, in tutta la Norvegia è facile trovare vecchie foto che riproducono questi maglioni lavorati dalle donne durante il periodo di guerra  e le cui indicazioni su come si lavorano sono riportate nel libro di Grøndahl del 1928-29.

Foto privata di Marius Eriksen senior, 1950 e Marius Eriksen sulla copertina di una rivista specializzata del 1953.

La foto riproduce il giovane Marius Eriksen con un maglione realizzato dalla madre Bitten Eriksen, 1948

Unn Søiland fu la prima donna ad essere membro della Confindustria Norvegese (Norges Industriforbund), perché fu la prima ad intuire il potenziale industriale e di immagine internazionale del maglione tipico norvegese che, di fatto, ha reso famoso il paese ed è uno dei principali prodotti dell’export. Nel 2002, poco prima della morte, ricevette la medaglia d’oro Reale al merito per il lavoro svolto nell’industria tessile e per essere stata pioniera nel settore della maglieria.

Galleria fotografica: il maglione senza età

Una scena del film TROLL i ORD, 1954. Tutti gli attori indossano maglioni tipici. La protagonista danese indossa il modello ESKIMO, Marius Eriksen indossa il MARIUS, blu scuro con le spalline bianche.

In quest’altra scena del film Henki Kolstad, in piedi in primo piano indossa un modello Marius; Inger-Marie Andersen, nel ruolo principale femminile indossa un modello GEILO, e in fondo seduto sul sofà, Marius Eriksen indossa un Marius con cappuccio.

Stein Eriksen, fratello maggiore di Marius Eriksen, medaglia d’oro nello slalom alle Olimpiadi invernali di Oslo nel 1952. In questa foto indossa un tipico maglione di Unn Søiland, in una versione a colori invertiti. Stein Eriksen, in quel momento era più famoso del fratello Marius, ma non poteva essere pagato come modello per uno sponsor in quanto avrebbe rischiato il suo status di non professionista e non avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi. Per cui suo fratello Marius, anch’egli un ottimo sciatore e in seguito rinomato attore, prese l’incarico al posto suo e diede il nome al maglione.

Unn Søiland Dale, fotografata negli anni ’90, indossa uno dei suoi modelli SLALOM, spesso lo si confonde con lo stesso MARIUS, ma non lo è.

Il MARIUS II, disegnato da Unn Søiland. Realizzato per la squadra nazionale di sci per il Campionato Mondiale di Oslo nel 1954.

Unn Søiland posa in copertina nel 1951 con il suo primo vero successo, l’ESKIMO che precede il MARIUS di due anni. Questo maglione gioca un piccolo ruolo iconografico anche a Hollywood, nel film “IT’S COMPLICATED” quando Meryll Streep aiuta l’amica architetto a riordinare i suoi vestiti. Dall’armadio sbuca fuori questo vecchio maglione lavorato a mano, nei colori originali: un’icona anche per gli americani!

Una vecchia locandina pubblicitaria dell’azienda di Unn Søiland – che prima di diventare Lillun Sport, si chiamava Norse Knit. Tomm Mustad altro famoso sciatore di Oslo, il primo a avviare una Scuola di Sci per bambini a Holmenkollen, indossa il modello VIKING. La modella sulla sfondo indossa un HARDANGER, e I bambini indossano una versione a due colori, realizzata e disegnata appositamente per la Scuola di Sci di Tomm Mustad.

Il libro del 1928 di Annicken Sibbern, che ha collezionato e raccolto i campioni e gli esemplari della tradizione centenaria della maglieria norvegese, in particolare del Setesdal. Questo libro è stato alla base di tutti i lavori a maglia delle donne norvegesi negli anni ’30 e durante il periodo della seconda guerra mondiale (1940-45), in quanto i motivi del Setesdal erano molto popolari e simboleggiavano il patriottismo norvegese.

Esemplari del secolare motivo tradizionale del Setesdal tratti dal libro di Sibern. Erano sempre in bianco e nero o grigio secondo la tradizione magliaia norvegese che usava solo i colori naturali della lana delle pecore. La lana è molto grossa e spessa.

Appunti di Unn Søiland Dale su una copia del modello in cui spiega le differenze tra il suo modello MARIUS a destra, e il tradizionale motivo Setesdal a sinistra, sopra il classico Setesdals LuseKofte. Unn Søiland ha sempre dichiarato di essersi ispirata ai motivi del vecchio Setesdal per realizzare il MARIUS. Come molte donne che lavorano a maglia, anche lei durante la guerra, trascorreva le giornate a realizzare maglioni nella sua natia Norvegia occidentale. La sua versione in rosso-bianco-blu, in seguito, divenne il motivo più riprodotto della Norvegia.

Dettaglio di un maglione del Setesdal, probabilmente di oltre 150 anni proveniente da Valle, nel Setesdal e oggi conservato presso il Museo del Folklore Norvegese (NF 329-54)

Confronto tra un maglione della tradizione Setesdal (in alto), e il MARIUS (in basso).

Rosalyn Carter indossa in questa foto un modello MARIUS nella versione bianca, poco lavorato soprattutto sul collo. La manualità e l’abilità nel lavorare a maglia dipende molto da chi lo lavora, dalle istruzioni seguite e dalle capacità. Purtroppo capita spesso di vedere maglioni piuttosto “poveri”, come quello indossato dalla signora Carter, che comunque doveva essere piuttosto contenta del suo maglione per indossarlo anche in occasioni ufficiali!

L’attrice svedese Ingrid Bergmann con i figli nel 1963. Ingrid Bergmann indossa un FINNMARK, e i figli Roberto, Isotta e Isabella alcune versioni dell’ ESKIMO. Questa è una foto privata che Ingrid Bergman spedì a Unn Søiland per ringraziarla dei suoi maglioni.

Morten Harket, icona pop della musica internazionale indossa un caratteristico Setesdal bianco. LUSEKOFTE.

Altri modelli

FANAJAKKE

Anche il cardigan e le giacche in lana appartengono alla tradizione norvegese come la tipica FANAJAKKE, uno dei motivi più popolari e risalenti alla metà del 1800. Le sue origini sono nel Vestland (a Fana poco distante da Bergen). Gli unici colori in cui si realizza sono il bianco sporco o grigio con le strisce colorate in bianco e rosso.

 Dovre. In questo modello è evidente la spallina rotonda con il motivo del troll, nella versione maschile

Noreg. La versione femminile del Dovre con il motivo del troll.
Snøballkrig. Questo maglione si realizza con oltre venti fili con altrettante sfumature diverse per il motivo a fasce. Nella foto sono utilizzati solo cinque colori. Il risultato è ugualmente affascinante. Le lane devono essere estremamente soffici al tatto.

Kautokeino. Cappello e sciarpa per uomo con il maglione a maglia in rilievo. Particolarmente caldo.

RONDANE – Per uomo e per donna

Ispirato ai classici norvegesi, queste due varianti per uomo e per donna hanno una spallina rotonda il cui collo lungo e abbondante può essere utilizzato come cappuccio. Soprattutto nei modelli femminili, il cappuccio non manca mai, mentre in quelli maschili può essere opzionale.

Sami/Lappone

La foto è di Johan Wildhagen, Innovation Norway, Norwegian Ministry of Trade and Industry.

Questo costume tradizionale deriva dall’abbigliamento indossato dalle popolazioni Sami, un’etnia autoctona della regione settentrionale del Nord Europa, nota con il nome di Sapmi e che oggi comprende le aree settentrionali della Svezia, Norvegia, Finlandia e la Penisola Kola in Russia, come anche una parte al confine con il centro-sud della Svezia.

Questo abito è noto con il nome di gakti ed si indossa tradizionalmente durante le cerimonie o a lavoro, in particolare quando si portano le renne al pascolo.

I colori, i disegni e le decorazioni in argento del costume indicano se la persona che lo indossa è sposata o single e la sua provenienza. I gakti sono diversi per gli uomini e per le donne: il gakti maschile ha un gonnellino più corto di quello femminile. Tradizionalmente il costume è interamente fatto di pelli di renne, ma oggi si usano comunemente anche lana, cotone e seta.

Fonte: http://www.lillunn.no/ e www.norskflid.no

42 thoughts on “Maglioni norvegesi / norske gensere

  1. filos scrive:

    Sezione eccezionale.
    Mi piace.
    Ma come si lavora?
    Perchè non metti anche le indicazioni per farlo?

  2. norlit scrive:

    Se trovassi il libro di Sibbern, volentieri!, tuttavia esulerebbe dalle mie competenze e conoscenze tecniche e dovrei aprire un blog a parte … e poi i norvegesi sono gelosi dei loro segreti😉

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    kautokeino è per caso un modello sami?many thanks

    • norlit scrive:

      grazie a te per avermi “suggerito” di completare la pagina con questa ulterore informazione. La risposta alla tua domanda è qui sotto. L’aggiornmaento con foto e una breve descrizione del maglione/costume sami è inserito nel “post”

  7. norlit scrive:

    @Marco: Kautokeino è un modello del Finnmark (a nord della Norvegia). Il maglione della foto è un’ “attualizzazione” moderna. I classici maglioni sami sono completi – casacca / gonnellino – con colori accesi (prevalentemente rosso e blu).🙂

  8. canapé cuir scrive:

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    Sarà stimolante seguirti. Se vorrai passare da me sarai benvenuta.
    A presto.

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    Attendo una vostra opinione
    grazie

    • norlit scrive:

      Grazie Kevin! la risposta è semplice ed è : “no”. I maglioni norvegesi non smetteranno di essere prodotti semplicemente perché la loro produzione non è legata ad una moda “temporanea”, ma fa parte di una lunga tradizione culturale, nonché di un business molto consolidato; sarebbe come dire agli italiani di smettere di produrre pasta😉. Lo stesso vale per il fiorente mercato degli abiti tradizionali che sono ancora in uso anche presso le giovani generazioni e non solo come folklore.
      Spero di aver “risolto” il tuo dubbio. A presto!

  28. kevin di luigi scrive:

    Ti ringrazio tantissimo :)! Non solo hai risolto il mio dubbio ma mi hai anche dato una bella notizia:)
    Complimenti per il sito🙂

  29. Norwegian Look – Christmas Jumper | tr3ndygirl by Pamela Soluri fashion blogger scrive:

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  31. Fernanda scrive:

    MA COME SI FA PER COMPRARE UN MAGLIONE? ANCORA NON L’HO CAPITO. GRAZIE, RISPONDETEMI PER FAVORE !!!!!!

    • norlit scrive:

      Ciao Fernanda! come ho già risposto a Marco prima di te, i maglioni norvegesi (fattura originale) si possono comprare online presso la casa produttrice (www.lillun.no). Alcune varianti al tema classico si possono acquistare anche on line presso la http://www.norskflid.no
      In Italia, il rivenditore online più affidabile di maglioni norvegesi autentici è la “Wooltime” (http://www.wooltime.com/shop/).
      Se non ti fidi degli acquisti online, puoi contattare direttamente i principali negozi e rivenditori (con costi più elevati – numeri di telefono e recapiti li trovi sui siti sopra elencati). E se non ti fidi né di telefono o fax o degli acquisti a distanza in genere, non ti resta che programmare un bel viaggio in Norvegia (e ti assicuro che ne vale la pena) ed entrare in un qualsiasi negozio locale e fare scorta di maglioni norvegesi🙂 li potrai, così, toccare, misurare, scegliere. Qualunque cosa tu decida di fare, Buon acquisto!😀

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