A-HA: biografia

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Il 19 ottobre 1985, il brano “Take on me” – accompagnato da un video animato – del gruppo musicale pop norvegese A-HA si posizionava al numero 1 della classifica internazionale Billboard (USA) e vi resta per molte settimane. È l’inizio di un’epopea. L’inizio di una leggenda della musica pop mondiale: il primo (e finora unico) gruppo norvegese ad aver scalato le vette delle classifiche mondiali e aver collocato la Norvegia nella mappa della musica internazionale.

19 ottobre 2015: la storia continua … gli A-ha ubblicano il decimo album di inediti: Cast in steel.

Ma la loro storia parte da lontano.

Si costituiscono nell’attuale formazione – Morten Harket (cantante), Magne Furuholmen (tastierista), Paal Waaktaar-Savoy (chitarrista e principale autore dei testi) – nel 1982 come gruppo synth pop. Dopo tre lunghi e faticosi anni di tentativi, in cui i tre giovani decidono di trasferirsi a Londra ritenuta allora la patria della musica contemporanea e fucina di grandi successi, salgono alla ribalta con il singolo “Take on me” e il video diretto da Steve Barron.

Con oltre 80 milioni di dischi venduti – dopo gli svedesi ABBA – A-HA è la più importante band scandinava di tutti i tempi e di maggior successo.

Il loro paesaggio musicale si articola tra brani synth, pop sofisticato, rock opera, ballate di grande atmosfera e suggestione dai testi mai banali. Dopo essere stati a lungo considerati una band “commerciale”, sono stati grandemente rivalutati da una nutrita schiera di colleghi-artisti che li citano come fonte di ispirazione e band di spessore: Bono Vox (U2), Chris Martin (Coldplay), Keane, The Killers, Morrisey, Pet Shop Boys (con i quali il cantante Morten Harket ha collaborato per i suoi progetti da solista) e molti altri.

Gli A-ha detengono, anche, una serie di record iscritti nel Guinness dei primati:

  • 1991: concerto con il maggior numero di pubblico pagante, 198.000 persone a Rio de Janeiro (record imbattuto);
  • 2000: la nota più lunga tenuta dal cantante Morten Harket nell’esecuzione del brano “Summer moved on”, 20:02 secondi (record battuto dallo stesso Harket in un concerto dal vivo, 21:5 secondi. Imbattuto);
  • 1985: la nota più alta mai raggiunta in un brano di musica pop contemporanea con il brano “Take on me” (imbattuto).

Nel 2012, sono insigniti della carica di Cavalieri con il conferimento della Croce di Sant’Olav, la più alta onorificenza della Corona norvegese.

La storia del gruppo può essere divisa in due fasi:

  • Dal 1982 alla metà del 1994;
  • Dalla fine del 1998 al 2010.

Durante gli anni di inattività insieme, i componenti del gruppo si sono dedicati ai rispettivi progetti (musicali e non):

  • Morten Harket (14 settembre 1959) svolge con successo la sua carriera da solista (con 6 album all’attivo) ed è ampiamente coinvolto in azioni umanitarie e iniziative di salvaguardia ambientale.
  • Magne Furuholmen (01 novembre 1962) ha composto musiche per film, realizzato materiale con il gruppo Timbersound e il collettivo Apparatijk, ma soprattutto si è dedicato alla pittura e scultura (nel 2016 consegna le sculture per il nuovo Parco di Oslo, il Vigeland 2).
  • Paal Waaktaar-Savoy (06 settembre 1961) ha creato una band con la moglie Lauren e l’amico Frode Unneland, i Savoy. Ha pubblicato due album da solista ed è cantautore per terzi.

Dagli esordi al 1994

Paal Waaktaar e Magne Furuholmen sono amici di infanzia e già nel 1980 pubblicano un album autoprodotto “Fakkeltog” insieme a Øystein Jevanord e Viggo Bondi, con il nome di “Bridges”. Nello stesso periodo, Morten Harket è il leader e cantante dei Soldier Blue. Durante un festival locale, Morten ha modo di ascoltare dal vivo i Bridges e ne rimane colpito.

Nel 1982, i Bridges si sciolgono per divergenze: Paal e Magne hanno aspirazioni internazionali e vogliono fare della musica il loro mestiere, mentre Øystein e Viggo considerano la musica un diversivo per passare il tempo. Paal e Magne decidono di partire per Londra, ma hanno bisogno di un cantante e contattano Morten che già era noto nell’ambiente musicale. Quest’ultimo, però, è impegnato con il proprio gruppo e rifiuta l’offerta. La prima esperienza londinese è devastante. Rientrano in Norvegia e cercano nuovamente di convincere Morten il quale – libero da altri impegni – accetta di unirsi ai due musicisti. Insieme partono nuovamente per Londra con pochi soldi in tasca, ma la ferma convinzione di avere un grande potenziale. A Londra incontrano John Ratcliff – un manager e talent scout – che, in qualche modo, riesce a farli entrare negli studio di registrazione per incidere, provare e farsi notare da qualche discografico. Dopo numerosi fallimenti, nel 1984 decidono di pubblicare “Take on me” in una prima versione che non riscuote successo. Si accorge di loro Alan Turney, produttore delle star della Warner Bros., una delle maggiori major discografiche. Convince i ragazzi a fare un nuovo arrangiamento e lo propone alla Warner USA, accompagnandolo con un video. Il brano piace e funziona, ma il video non è convincente. La casa discografica decide di scommettere su questi giovani norvegesi di bell’aspetto e dal potenziale musicale elevato, affiancano loro Steve Barron per la realizzazione del video animato (tra i più costosi della storia) e il gioco è fatto. Nel giro di poco, nel 1985, Take on me è primo in classifica, mentre il video fa anche la fortuna della nascente MTV.

A-ha è ora una band famosa con il loro primo album, Hunting High and Low. È l’inizio di un’inarrestabile ascesa. Nel 1986 pubblicano il secondo album, Scoundrel Days, seguito nel 1988 da Stay on these Roads che contiene il brano che diventerà la colonna sonora del film della serie di James Bond 007 – Zona pericolo, The living daylights.

Ogni album è seguito da un tour mondiale. Sono anni intensi e spossanti, nel 1990 esce il 4° album East of the sun West of the moon in cui gli a-ha tentano nuove strade musicali più rockeggianti e sperimentali, distaccandosi dall’immagine glamour e patinata e mostrando un lato più maturo. L’anno seguente a Rio de Janeiro stabiliscono il record di spettatori. Nel 1993 pubblicano il 5° album, Memorial Beach, l’album ha sonorità cupe e gli a-ha cominciano ad avvertire la stanchezza. Dopo quasi dieci anni di successi ininterrotti, 5 album (al ritmo di uno ogni due anni), lunghi tour mondiali, partecipazioni televisive, film (al cantante viene offerto un ruolo in un film norvegese “Kamilla og Tyven I e II” e anche di interpretare “Spiderman”, ruolo che rifiuta) decidono unanimemente di prendere una pausa, di staccare con gli a-ha e di dare spazio alle proprie esigenze e aspirazioni personali. La loro intenzione non è, però, quella di sciogliere il gruppo.

Gli anni della pausa

I tre componenti degli a-ha non smettono di lavorare nell’ambito musicale. Dopo aver vissuto a Londra per tutti questi anni, Morten Harket e Magne Furuholmen decidono di tornare in Norvegia – dove attualmente vivono – per ritrovare anche un equilibrio familiare, mentre Paal Waaktaar Savoy si trasferisce a New York.

Morten Harket incide tre album da solista di cui due in norvegese. L’album “Wild Seed” (1995) è un successo di vendite anche in USA. Paal Waaktaar – che intanto ha “anglesizzato” il nome in Paul e aggiunto al proprio cognome quello della moglie Lauren Savoy – costituisce un nuovo gruppo, i Savoy con i quali realizza due album. Magne Furuholmen, invece, si distacca dal mondo della musica per farvi solo qualche sporadica incursione e si concentra sulla pittura e scultura riuscendo a convincere anche i critici d’arte più ostili e affermandosi come artista visuale a tutto tondo.

Il ritorno sulle scene: dal 1998 al 2010

Nel 1998 – dopo circa 4 anni in cui gli a-ha non producono album nuovi – vengono contattati in occasione del tradizionale concerto per la premiazione del Premio Nobel per la Pace a Oslo. I componenti degli a-ha accettano, ma non intendono presentarsi con brani del passato. Paul Waaktaar Savoy propone ai colleghi un brano nuovo “Summer moved on” (altro brano da record) e il palco del Nobel Peace Price è l’occasione per lanciare l’anteprima. L’accoglienza supera le aspettative e la partecipazione all’evento è l’occasione per ricominciare a lavorare insieme. Tornano in studio e nel 2000 pubblicano il sesto albumMinor Earth, Major Sky”, al quale fa seguito nel 2002 il settimo album “Lifelines” che segna anche la fine della collaborazione con la Warner. Temono il ritorno ai ritmi incalzanti degli anni ’80. Con l’esperienza acquisita e la maturità musicale raggiunta cominciano a dettare i propri ritmi senza tralasciare le proprie attività individuali, sebbene lavorare come A-ha sia di gran lunga più impegnativo e totalizzante. Morten Harket, infatti, negli intervalli tra un disco a-ha e l’altro pubblica il suo lavoro da solista “Letter from Egypt” – con il beneplacito dei colleghi – e accetta di recitare un cameo nel film “Johan barnevandreren” (2008) sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile nelle fattorie norvegesi di fine ‘800.

Nel 2005, gli A-ha partecipano al Live8 di Berlino (Germania) e stipulano un contratto con la Polydor tedesca (etichetta del gruppo Universal) e quello stesso anno pubblicano l’album numero 8, “Analogue” che li riporta in cima alle classifiche inglesi dalle quali mancavano perché i precedenti due album non erano stati distribuiti nel Regno Unito, secondo le politiche Warner. L’anno successivo, nel 2006, ricevono il “Q Inspiration Award”, il premio che l’autorevole rivista musicale “Q” conferisce all’artista o band per il contributo dato alla musica e per essere di particolare ispirazione per altri artisti.

Tra maggio e giugno 2009, A-ha pubblicano il nono album di inediti “Foot of the mountain” e il 15 ottobre 2009 annunciano ufficialmente il ritiro dalle scene con un grande evento e Tour mondiale dal nome “Ending on a high note” che si concluderà il 4 dicembre 2010 a Oslo. L’album ripercorre le sonorità degli esordi con aggiunte elettroniche, melodie struggenti e testi malinconici, autentico “marchio di fabbrica” della band. Gli a-ha dichiarano di voler lasciare le scene all’apice del successo e con un “Farewell tour” (tour di addio) senza rimpianti. In meno di un anno, la band incassa oltre 500 milioni di corone norvegesi (circa 63 milioni di €) dalle sole vendite dei biglietti del tour mondiale e si confermano tra le 40 band più ricche al mondo. All’ultimo concerto del 4 dicembre 2010 erano presenti fan provenienti da oltre 40 paesi diversi di tutti i continenti.

Alla stampa, gli a-ha non hanno mai fatto mistero delle rispettive posizioni riguardo la decisione di dichiarare conclusa l’esperienza come gruppo, fermo restando che i successi degli a-ha continuano a vivere di vita propria (sono innumerevoli le cover di Take on me – non ultima quella di Christina Aguilera e Kygo – di Hunting High & Low e “The living daylights).

Paal Waaktaar è sempre stato in disaccordo con la scelta avendo nel cassetto altri brani da lanciare, Morten Harket è sempre stato possibilista in un ritorno, mentre Magne Furuholmen è sempre stato il più convinto della scelta.

Tutti e tre, però, aprono alla possibilità di esibirsi dal vivo in determinate occasioni e ricorrenze.

E, infatti, il 21 agosto 2011 gli a-ha sono invitati ad esibirsi in un concerto commemorativo per le vittime degli attentati di Oslo del 22 luglio 2011.

Il 6 settembre 2012 sono insigniti della carica di Cavalieri della Croce di Sant’Olav.

Nel frattempo Morten Harket continua la sua carriera da solista pubblicando altri due album: “Out of my hands” e “Brother”. Durante la lavorazione all’ultimo album da solista, Morten e Paal si ritrovano a discutere della possibilità di usare i brani che Paal aveva nel cassetto per Morten, allo stesso tempo fin dai primi mesi del 2015 giungono da più parti inviti ad esibirsi dal vivo per celebrare i loro 30 anni di carriera, nonché la proposta degli organizzatori del Rock in Rio di invitarli come ospiti a Rio de Janeiro per festeggiare anche i 30 anni del Festival con una delle band che ha fatto la storia del Festival stesso segnando il record di spettatori. Per l’evento di Rio – che si svolge sul Palco Do Mundo e non più al Maracanã Stadion -, gli a-ha accettano l’invito, ma ancora una volta decidono di non presentarsi a mani vuote e il 21 marzo 2015 ufficializzano la loro presenza al Rock in Rio e annunciano la pubblicazione di un nuovo album, il decimo in carriera: “Cast in Steel” (lanciato il 4 settembre 2015). Il ritorno sulle scene è a tempo determinato: 2 anni, un album nuovo e un tour mondiale cha ha inizio in Sud America (15 date tra Argentina e Brasile) per concludersi nel 2016 in Europa.

Il futuro degli a-ha

Dopo l’esperienza galvanizzante della prima parte del tour mondiale 2015, i componenti degli a-ha, pur rimanendo cauti sul futuro, rilasciano dichiarazioni meno assolute e più possibiliste, sia che si tratti di collaborazioni a due, di partecipazioni sporadiche ad eventi e ricorrenze come in passato, o nuovi album futuri, senza subire più pressioni e scadenze.

Morten Harket «Abbiamo accettato di lavorare nuovamente insieme per un album e un tour. È un’opportunità che ci permette di scrivere un altro capitolo della nostra carriera»

Magne Furuholmen «Non importa quanto lontano corriamo l’uno dall’altro, il legame tra gli a-ha resterà per sempre. Penso che sia un segno di salute mentale lottare ogni tanto contro i propri legami, ma a volte non è neanche male riallacciarli»

Paul Waaktaar Savoy «Abbiamo una specie di agenda aperta ora, per poter continuare a sorprenderci. Penso che per il momento desideriamo solo fare il tour previsto per il prossimo anno. Poi c’è una sorta di lista dei desideri di altre cose da poter fare, ma dipende da come ci sentiamo alla fine del tour. Il tour è lungo e stancante, per cui meglio fare una cosa alla volta e vedere cosa accade».

Per una biografia completa: Jan Omdhal “The swing of things” (autorizzata e ufficiale – versione inglese)

Per tutte le informazioni sugli a-ha, il tour, le attività, l’acquisto dei dischi e le rimasterizzazioni celebrative dei 30 anni di carriera, consultare il sito ufficiale della band: A-ha

Foto: Just Loomis (2015)

Foto: Just Loomis (2015)

Questa sezione è dedicata alla traduzione dei testi di tutti gli album degli a-ha da Hunting High and Low a Cast in steel.